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Diario


4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 4

SCAFFALE 4






"Sai cos'è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. E' come se non fosse mai passato nessuno. E' come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. E' tempo. Tempo che passa. E basta.
Sarebbe un rifugio perfetto. Invisibili a qualsiasi nemico. Sospesi. Bianchi come i quadri di Plasson. Impercettibili anche a se stessi. Ma c'è qualcosa che che incrina questo purgatorio. Ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama."
--
Alessandro Baricco  - "Oceano mare"


"Non facevamo che tenerci per mano, ad esempio. Vi sembrerà una cosa da niente, lo capisco, ma era fantastica quando la tenevate per mano. La maggior parte delle ragazze, provate a tenerle per la mano, e quella maledetta mano o muore nella vostra, o loro credono di dover continuare a dimenarla tutto il tempo, come se avessero paura di annoiarvi o che so io. Jane era un'altra cosa. Andavamo in un dannato cinema o in un posto così, e subito cominciavamo a tenerci per mano, e non ci lasciavamo sino alla fine del film. E senza cambiare posizione nè farne un affare di stato. Con Jane non stavi nemmeno a pensare se avevi la mano sudata o no. Sapevi soltanto che eri felice. E lo eri davvero."
--
J. D. Salinger - Il giovane Holden


"Riempiva fogli e fogli di disegni strani, sembravano macchine. Una sera Hélène gli chise
-Cosa sono?
-E' una voliera.
-Una voliera?
-Sì.
-E a cosa serve?
Hervè Jancour teneva fissi gli occhi su quei disegni.
-Tu la riempi di uccelli, più che puoi, poi un giorno che ti succede qualcosa di felice la spalanchi, e li guardi volar via."
--
Alessandro Baricco - "Seta"



"-Non sono belle le nuvole? Sembrano grossi fiocchi di cotone...Potrei star qui tutto il giorno a guardarle passare...con un pò d'immaginazione si possono vedere un sacco di cose nella forma delle nuvole...a te cosa sembra di vedere Linus?
-Beh, quelle nuvole lassù mi sembrano la carta geografica dell'Honduras Britannico...quel gruppo di nuvole là in fondo mi dà l'impressione della lapidazione di S. Stefano...ecco l'apostolo Paolo in piedi da una parte...quella nuvola là somiglia un pò al profilo di Thomas Eakins, il famoso pittore e scultore...
-Uh huh...molto bene...e tu cosa vedi nelle nuvole, Charlie Brown?
-Beh, io stavo per dire che ci vedo un ochetta e un cavallino, ma ho cambiato idea!"
(…)
-Negli ultimi tempi sembra che tutto mi turbi...
-Cosa intendi dire?
-Tu cosa pensi sia la sicurezza?
-Sicurezza?...La sicurezza è dormire sul sedile posteriore di un'auto...quando sei piccolo e sei stato in qualche posto col papà e la mamma e è notte, e stai tornando a casa in macchina, puoi dormire sul sedile posteriore...non hai da preoccuparti di niente...il papà e la mamma sono seduti davanti, e si prendono loro tutte le preoccupazioni....si occupano loro di tutto...
-Che bello!
-Ma non dura! Improvvisamente ti trovi cresciuto e non può mai più essere così!...di colpo è finita, e non dormirai mai più sul sedile posteriore! Mai più!
-Mai più?
-Assolutamente mai più!
-Tienimi la mano Ciccio!
--
Charles M. Schulz - i "Peanuts"


"I "vecchi" sono i veri PUNK:
Vestirsi male e a casaccio
nessun rispetto per niente e nessuno
immenso odio per le istituzioni
sputi per terra e bastonate
niente decolorazione: basta guardarsi indietro per farsi venire i capelli bianchi
RUGHE COME TATUAGGI E
LA MORTE COME GUARDASPALLE"
--
Maicol & Mirco - Tratto da una striscia di fumetti di XL


"-Perchè sei sempre triste?, gli ho chiesto.
-Non sono triste.
-Sì che lo sei.
Non è quello, mi ha detto. Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei nè triste nè felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana."
--
Alessandro Baricco - "Questa storia"


"E' poi davvero solo nostra questa vita, è questo l'unico spazio di luce che ci è dato attraversare? Non è forse una crudeltà troppo grande giocarsi tutto in una sola esistenza? Capire, non capire, sbagliare, scontrarsi? Un solo battito separa la nascita dalla morte, apriamo la bocca per dire "Oh!" per l'orrore, "Oh!" per lo stupore e poi è tutto finito? Dovremmo rassegnarci a stare in silenzio, porgere il collo come ennesime vittime sacrificali? Venire al mondo e poi sprofondare nella morte come un castello di carte che, in silenzio, ricade su se stesso?
E chi decide le parti, prima della recita? A me, quale toccherà: quella della vittima o quella del carnefice? O forse invece è tutto un susseguirsi di chiaroscuri? Uccidere o venir uccisi: chi lo decide? Forse chi si trova nel cono di luce; ma quelli in ombra, cosa fanno? e io, in quale porzione della scena mi trovo? Davvero tutto si svolge come su un palcoscenico: entrare, uscire, scordarsi la battuta, sbagliarla? E dove finiscono allora i rantoli delle vittime, dove il sudore freddo delle loro agonie, dove il sonno dei carnefici, le loro notti ottuse, abitate soltanto dalla fisiologia? C'è qualche luogo in cielo che li contiene - un catalogo, un archivio, una memoria cosmica?"
--
Isabella Santacroce - "Destroy"


"A me piace andare sott'acqua. Là sotto è diverso. Non c'è rumore, non puoi far rumore, anche se vuoi, non puoi farlo, è senza rumore, là sotto. Ti muovi lento, non è che puoi fare dei gesti bruschi, o che so, dei gesti veloci, devi muoverti lento, tutti sono costretti a muoversi lenti. Non ti puoi fare male, non ti possono dare quelle stupide pacche sulle spalle, o cose del genere, è un bel posto. Soprattutto, è il posto ideale per parlare, lo sa? quello mi piace davvero, parlare là sotto, è il posto ideale puoi parlare e...puoi parlare, ecco, tutti possono parlare, chiunque se vuole, può parlare, è fantastico come si parla là sotto. Peccato solo che non c'è mai...non c'è quasi mai nessuno, questo è il vero difetto della faccenda, che lì sotto non c'è nessuno, a parte te, voglio dire, sarebbe un posto fantastico, ma non c'è quasi mai nessuno, a cui parlare, di solito, non ci trovi mai nessuno. E' un peccato, non crede?"
--
Alessandro Baricco - "City”


L'UOMO E IL MARE
Sempre il mare, uomo libero, amerai!
Perchè il mare è il tuo specchio;
tu contempli nell'infinito svolgersi dell'onda l'anima tua,
e un abisso è il tuo spirito non meno amaro.
Godi nel tuffarti in seno alla tua immagine;
l'abbracci con gli occhi e con le braccia,
e a volte il cuore si distrae dal suo suono
al suono di questo selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi;
nessuno ha conosciuto, mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d'ogni vostro segreto.
Ma da secoli infiniti senza rimorso nè pietà lottate fra voi,
talmente grande è il vostro amore per la strage e la morte,
oh lottatori eterni, oh implacabili fratelli!
--
Charles Baudelaire - "I fiori del male".



SCHROEDER, IL PESCATORE
Sedevo sulla riva del Bernadotte
e gettavo molliche nell'acqua,
per vedere i pesciolini combattere
finchè il più forte otteneva la preda.
Oppure andavo al mio piccolo pascolo,
dove i maiali tranquilli se ne dormivano nella broda
o ammusando amorosamente fra loro,
e vuotavo un canestro di melinga gialla
e li osservavo spingersi e strillare e mordersi
e pestarsi l'un l'altro per arrivarci.
E così vidi la tenuta di Christian Dallman
di più di tremila acri
inghiottire il pezzetto di Felix Schmidt,
come un luccio inghiotte un pesciolino.
Dico, se c'è qualcosa nell'uomo-
spirito, o coscienza, o soffio di Dio-
che lo rinda diverso dai pesci e dai porci,
mi piacerebbe vederlo!
--
Edgar Lee Maters - "Antologia di Spoon River"



GEORGE GRAY
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione ma la mia vita.
Perchè l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
ovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio-
è una barca che anela al mare eppure lo teme.
--
Edgar Lee Masters - "Antologia di Spoon River"



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permalink | inviato da ioTocco il 4/6/2008 alle 14:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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Il richiamo ad una generazione X sempre più spaesata e individualista, che trova nel collettivo la perpetuazione della propria solitudine: perchè è meglio essere odiati da Dio che trovarsi al cospetto della Sua indifferenza.

 

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LA CACCIA AL TESORO

Migliore degli ultimi Montalbano, meno svogliato, ma non più all'altezza dei primi.

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Libretto gustosissimo, che ripercorre la mitica sfida, descrivendo un quadretto familiare molto riuscito, nei suoi riti e nei suoi tic. Racconto lieve ma mai superficiale, accompagnato da una vena ispirata di ironia, perfino nelle note che ci spiegano le regole calcistiche con puntuale leggerezza. 

 

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