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24 aprile 2008

La torta dei fondi all'editoria, un articolo di GIOVANNI VALENTINI su Repubblica del 22 ottobre 2007

Pubblico questo illuminante articolo, per meglio inquadrare l'iniziativa di Beppe Grillo, di cui al post precedente.

Qui non si discute della bontà o meno del personaggio Grillo, ma della validità della sua iniziativa e dell'opportunità di diffonderne l'informazione.

La torta dei fondi all'editoria

Mentre il governo da una parte sovvenziona con i soldi di tutti noi, cittadini e contribuenti - la tv digitale e quella locale, la produzione e la distribuzione cinematografica, lo sviluppo della banda larga, lo sport e l' iscrizione alle palestre; dall' altra parte taglia sull' informazione, riducendo le agevolazioni postali e i contributi diretti per l' editoria giornalistica: dai 450 milioni stanziati quest' anno ai 380 previsti per quello prossimo, di cui la maggior parte (307 milioni) per le compensazioni alle Poste che peraltro vantano un cumulo di crediti arretrati. È la logica dei due pesi e delle due misure applicata ai danni del pluralismo e della libertà di stampa. Cioè, in definitiva, dei medesimi cittadini e contribuenti. Con il decreto fiscale collegato alla finanziaria 2008, il governo Prodi è riuscito a scontentare sia gli editori sia i giornalisti, mettendoli una volta tanto d' accordo. E intanto il Consiglio dei ministri approva "kafkianamente" - come dice il presidente della Federazione Editori Giornali, Boris Biancheri il disegno di legge a cui è rimessa la riforma dell' intero settore. Da qui, la "assoluta contrarietà" della Fieg a ogni intervento che anticipi disorganicamente il progetto, a cui corrispondono sul fronte opposto le critiche della Federazione Nazionale della Stampa, il sindacato di categoria. A farne le spese, se il decreto non verrà modificato e corretto nel corso del suo iter parlamentare, sarà tutta la carta stampata. Il taglio del 7% sulle agevolazioni postali, in una situazione di mercato che di fatto è un monopolio, colpisce tutti i giornali, quotidiani e periodici. Ma, al colmo del paradosso, penalizza maggiormente i più virtuosi e cioè quelli che hanno puntato sugli abbonamenti per sostenere e fidelizzare la diffusione. Finora, contro una tariffa ordinaria di 28,30 centesimi per spedire un giornale fino a 200 grammi di peso, gli editori ne pagavano 12,45 e lo Stato ne versava alle Poste 15,85, a titolo di compensazione per il monopolio e anche di incentivazione alla lettura. Il meccanismo del decretolegge prevede invece un credito d' imposta da incassare a posteriori, pari al 50% e comunque in misura decrescente, con un "tetto" globale di spesa: in pratica, secondo i calcoli della Fieg, l' aumento dei costi di spedizione a carico delle aziende sarà del 9% e per quelle maggiori potrà arrivare addirittura al 16. Tutto ciò in un Paese che, per le carenze strutturali del sistema, registra appena l' 89% di abbonamenti sul totale della diffusione contro una media europea che tocca il 60. A fronte di questi tagli generalizzati a danno delle imprese editoriali, lo stesso provvedimento riduce anche i contributi diretti - circa 170180 milioni all' anno - alla cosiddetta "editoria di finalità": in questa selva di testate figurano, oltre agli organi di partito, giornali pubblicati da altri movimenti politici, costituiti da appena due o tre parlamentari; dalle minoranze linguistiche e da alcune cooperative, ormai a numero chiuso per mancanza di fondi. E a volte si tratta di testate fantasma che non hanno, come polemizza ancora Biancheri, "né giornalisti né lettori". Se si trattasse soltanto degli organi di partito o delle minoranze linguistiche, si potrebbe ancora considerare la questione sotto il profilo del pluralismo politico, sebbene anche questi fondi dovrebbero essere compresi nel finanziamento pubblico o nei cosiddetti rimborsi elettorali. Ma il fatto è che il taglio indifferenziato dei contributi diretti comporta sacrifici insostenibili per la vera "editoria di finalità" e per le autentiche cooperative di giornalisti. E ciò a beneficio di una giungla di testate, più o meno fantasiose e folcloristiche, di cui basta scorrere l' elenco per constatare l' inconsistenza. Vediamo in dettaglio, categoria per categoria. ORGANI DI PARTITO. Qui, secondo i dati aggiornati al 5 ottobre 2007, lo Stato spende in totale 27 milioni 518 mila e 820 euro all' anno. In testa alla classifica, c' è "l' Unità" che fa riferimento al gruppo parlamentare dei Democratici di sinistra con un contributo di 6 milioni e mezzo di euro. Seguono, alla pari, "Liberazione" organo di Rifondazione comunista e "La Padania" della Lega Nord con oltre 4 milioni di euro ciascuno. Quindi "Europa" della Margherita (3,7 milioni) e "Il Secolo d' Italia" di Alleanza nazionale (poco più di 3 milioni). Ora, dopo la nascita del Partito democratico e lo scioglimento dei Ds e della Margherita, bisognerà vedere che fine faranno i due rispettivi giornali e i relativi contributi statali.
ORGANI DI MOVIMENTI POLITICI. Si fa già fatica a capire quale sia la distinzione fra organi di partito e organi di movimenti politici. Ma spesso, in questo secondo caso, si tratta di finti movimenti politici, costituiti "ad hoc" da un paio di parlamentari solo per consentire a un giornale di accedere alle provvidenze statali: in totale, 25.234.157 euro all' anno. Spiccano, in questa lista, il quotidiano "Il Foglio" che si definisce "Organo della Convenzione per la Giustizia" e riceve il contributo più alto dallo Stato: 3.821.781 euro. Poi, il "Roma" che fa capo al parlamentare di Alleanza nazionale, Italo Bocchino; "Linea", giornale del Movimento sociale Fiamma tricolore; e quindi il "Nuovo Riformista" (già "Le ragioni del socialismo"), tutti e tre con più di 2,5 milioni ciascuno. Più distaccato "Il nuovo Campanile" che fa riferimento all' Udeur di Clemente Mastella (1,331 milioni).
COOPERATIVE. In questa categoria, per la quale lo Stato spende complessivamente la bellezza di 48 milioni e 113 mila euro all' anno, il quotidiano che riceve le sovvenzioni maggiori è il "Manifesto" con 4.441.592 milioni all' anno. A seguire, con oltre 2,5 milioni, "l' Avanti!", il "Corriere" (di Forlì), il "Corriere mercantile", insieme a una testata dichiaratamente d' élite come "Sportsman - cavalli e corse", la cui pubblica utilità appare quantomeno dubbia. Tra i quotidiani editi da società la cui maggioranza è detenuta da cooperative, troviamo ai primi posti "Libero" che pure fa capo a una fondazione (6.417.244 euro all' anno); quindi "Avvenire", il giornale della Conferenza Episcopale Italiana (6,3 milioni); e ancora "Italia Oggi" (5 milioni e 61 mila euro) che fa parte di un gruppo quotato in Borsa come Class Editori.
MINORANZE LINGUISTICHE. Il contributo statale per i "giornali di frontiera" ammonta complessivamente a 5.407.063 euro all' anno. La testata "Primorski Dnevnik", stampata in Friuli Venezia Giulia, ne incassa la maggior parte: in tutto, 2.969.627 euro. Il resto viene diviso tra i due quotidiani altoatesini: il "Dolomiten" di Bolzano (1,6 milioni) e "Die neue Sudtiroler Tageszeitung" (836 mila).
QUOTIDIANI ALL' ESTERO. Per mantenere vivo lo spirito patriottico tra i nostri connazionali emigrati, lo Stato spende 8.376.533 euro all' anno. In Canada, la missione è affidata al "Corriere canadese" (2,892 milioni); negli Stati Uniti ad "America Oggi" e in Australia al "Globo" (2,582 milioni a testa); e infine, in Venezuela, alla "Voce d' Italia" (319 mila euro).
PERIODICI. Un capitolo di spesa a parte riguarda i periodici editi da cooperative, fondazioni o enti morali: in totale, 17.841.392 euro all' anno. La fetta maggiori va a una varietà di testate, guidate da "Metropolis" (edito da Stampa democratica) con un milione e 458 mila euro, tra le quali però si trovano anche "Motocross", "Fare vela" e "Il mucchio selvaggio" (517 mila euro); "Chitarre" (287 mila) o "Mare e monti" (118 mila). Altri 6 milioni e 849 mila euro infine vengono sparsi, come la manna biblica, tra una miriade di periodici e di settimanali diocesani: da "Famiglia cristiana" (416 mila euro) a "Buddismo e società" (14 mila); dal "Giornalino" (408 mila) all' "Aurora della Lomellina" (47 mila); con una serie di testate che si richiamano tutte alla "Vita", nuova o comunque cattolica, da Trieste a Udine, da Trento a Cremona.
GIOVANNI VALENTINI


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permalink | inviato da ioTocco il 24/4/2008 alle 11:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


21 gennaio 2008

Petizione Grillo per invitare Cuffaro a dimettersi

Da qualche giorno c'è stata la sentenza che ha condannato Totò Cuffaro.
Il governatore non ha intenzione, però, di dimettersi.

Vediamo di mandarlo a casa raccogliendo anche un po' di firme!

Invitate tutti a firmare, inviatela per mail, fatela girare!

Qui la petizione:
http://www.petitiononline.com/d1i2m3i4/petition.html

Firmate, firmate, firmate!

P.S. io sono al 970° posto
970.Marco Tocco

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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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 Chuck Palahniuk,
FIGHT CLUB

Il richiamo ad una generazione X sempre più spaesata e individualista, che trova nel collettivo la perpetuazione della propria solitudine: perchè è meglio essere odiati da Dio che trovarsi al cospetto della Sua indifferenza.

 

 Andrea Camilleri,
LA CACCIA AL TESORO

Migliore degli ultimi Montalbano, meno svogliato, ma non più all'altezza dei primi.

 Davide Enia,
ITALIA - BRASILE 3 A 2 

Libretto gustosissimo, che ripercorre la mitica sfida, descrivendo un quadretto familiare molto riuscito, nei suoi riti e nei suoi tic. Racconto lieve ma mai superficiale, accompagnato da una vena ispirata di ironia, perfino nelle note che ci spiegano le regole calcistiche con puntuale leggerezza. 

 

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Completa la trilogia americana. Più toccante e magico dei primi due, dipinge personaggi inediti e tiene alto il ritmo. Degnissima conclusione di una trilogia esplosiva. 859 pagine che corrono via. Per gli appassionati del genere è un libro imperdibile.

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Interessante romanzo a fumetti, sul ritorno alla scena e sul riscatto di un vecchio guappo.

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Da spiaggia!

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††††

Le anime si scontrano, in questo splendido racconto, in cui ogni personaggio non è casuale, ed ogni azione può essere riletta in sfumature opposte, fino a conclusioni in antitesi tra loro, come quella che porta la sorella di Bèbè, Jeanne, a dire, senza speranza: "A che serve continuare a porsi domande? Facciamo tutto quello che possiamo..."

 

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