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Niente di personale, Visti & Riletti


Diario


24 novembre 2008

Papi - bambi 1 a 1

E così, il mio bambi grande ha varcato per la prima volta le porte di uno stadio, per un derby tutto familiare:
BOLOGNA - PALERMO
E' stato attentissimo per tutto il match, ha esultato per il gol di Di Vaio, poi la doccia fredda quando Succi si è regalato, proprio nella sua città, il primo gol in serie A!
Ma il gol del Palermo era nell'aria già da un po'.
Il bambi ci è rimasto un po' male, sì. Come tutti quelli accanto a me, quando mi hanno visto esultare al gol del Palermo.
Insomma: il derby familiare si è chiuso con un dignitoso pareggio, e di sera è arrivata la notizia che ci ha messi col cuore in pace:
L'Inter sola in testa alla classifica a +3 sul Milan! :))))))))









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25 agosto 2008

Montare un canestro

Se c'è un lavoro casalingo che richiede pazienza, buona vista, capacità di orientamento e doti da sarto (o da pescatore, non so), quello è MONTARE UN CANESTRO.

Ho deciso di farlo ieri, dato che lo avevo promesso a mio figlio e che sembrava un lavoretto facile facile.
Dunque: dato un trapano, due tasselli e un tabellone, prendere le misure, fare due buchi nel muro, infilare i tasselli, infine appendere il tabellone. Fatto!

Il bello, però, viene dopo: il Set da pallacanestro comprende un canestro, una retina e un cordino per attaccare la retina al canestro.

Inizio a far passare il cordino per i supporti della retina: mettere i supporti in fila dal primo all'ultimo, prendere il primo e intrecciare il cordino dal supporto al canestro. Poi il secondo e così via. Fatto!

Fatto un cavolo! Finito il lavoro mi accorgo di essermi dimenticato un supporto fuori: tutto da rifare.

Ri- metto i supporti in fila dal primo all'ultimo, infilo il primo con il cordino e lo intreccio al canestro.
Fatto! No... ho sbagliato ancora. Rifare.


Insomma, ho capito cosa provano i pescatori quando devono riordinare le reti.
Alla fine, però... vuoi mettere la soddisfazione di una partitina in terrazzo?

Ecco il nostro nuovo canestro!






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23 luglio 2008

Dice che la coppia non comunica...




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17 luglio 2008

Pecorella

Mio figlio esplora il mondo, che per adesso si limita a poche semplici cose.

Io lo affianco, in questa operazione complessa.


Ecco! gli spiegavo ieri: questa è una pecorella!





Ma stai attento! Se la perdi, diventa una pecorella smarrita!
Temo che non abbia capito la battuta...



Approfitto di questo post per salutare e ringraziare di cuore tutti quelli che mi leggono, e che mi commentano, o quelli che, soltanto, passano da qui a curiosare.
Il blog ha raggiunto i 20.000 contatti, ed è un po' come percorrere una strada piacevole, in buona, assai buona, compagnia.



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24 giugno 2008

Ad ognuno il suo!

Avete presente la scenetta del caffè?  Un gruppo di manager è in riunione. La segretaria chiede chi vuole il caffè, e ognuno lo chiede diverso. Così cominciano: io lo voglio stretto, io lo voglio lungo, io lo voglio macchiato, io col miele, io col latte freddo, io col latte caldo, ecc...


Ieri, con tutta la famiglia, si va a fare spesa.



Ebbene: siamo in quattro.
Indovinate quanti tipi di latte abbiamo preso?





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17 aprile 2008

PUNTI DI VISTA

Mio figlio di nove mesi, prende il latte ancora al seno.

Stasera, appoggiandosi al mobile del televisore, si alzato sulle sue gambe, ed ha accostato il viso allo schermo.
In quel momento andava in onda un programma con Victoria Silvstedt, e il busto della maggiorata Victoria prendeva tutto lo schermo.

Mio figlio l'ha guardata facendosi vicino vicino, poi si è voltato verso di noi e ha detto: PAPPA!



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2 aprile 2008

Manuale per un papà che deve accudire il suo bambino

Oggi non vado a lavorare. Devo rimanere a casa adaccudire mio figlio piccolo con l’influenza. Ciò significa che saremo io e luida soli, e dovremo cavarcela per traghettare la giornata fino alle quattro delpomeriggio, quando arriverà il fratellone da scuola a salvare lui, e la mamma asalvare me.

La giornata ha inizio. Per cavarmela meglio, hopensato di scrivere un piccolo manuale d’uso, non esaustivo, per papà chedevono accudire un bimbo di otto mesi.

 

Capitolo 1

Io e te da soli

Non è la canzone di Mina, è la realtà, la tua realtà.

Tua moglie è andata via sorridente, ti ha detto che ilbambino è autonomo e che lei, quando è con il bambino, riesce a fare un mucchiodi cose durante la mattinata.

Scoprirai che non è vero. Da quando si sveglierà, luisarà la tua appendice, non vorrà stare solo neanche un nanosecondo.

Tra poco sisveglierà, e piangerà come se gli avessero tagliato un dito.

Tutto dipende da te.

Se lo farai sorridere avrà fiducia, e fileranno lisceanche le prossime otto ore.

Se ti guarderà perplesso, se vedrai il labbroinferiore tremolare, se gli lascerai il tempo di chiedersi dov’è la mamma, esoprattutto CHI E’ QUESTO, sei fottuto, preparati a otto ore d’inferno.

 

Dopo averlo spupazzato per convincerlo che ti conosce,che sei quello lì che gira per casa, che quando dice PA-PA non intende direpappa, ma papà (che saresti tu…), è già arrivato il momento del primopannolino.

 

Capitolo 2

Il pannolino

Il pannolino si cambia per due motivi: prevenzione eriduzione del danno.

Prevenzione: il bambino gattona trascinando il bacino,quando lo prendi in braccio senti un peso innaturale, come se attaccato a luivi fosse un palloncino d’acqua. Bene. Devi cambiarlo, ha fatto tanta di quellapipì che se perdi ancora tempo ci trovi dentro un pesce rosso. Chiudi ilpannolino tra le sue linguette adesive e trattalo come un rifiuto speciale. Nonlanciarlo, potrebbe esplodere.

Riduzione del danno: va tutto bene, il bambinosorride, tu sei ottimista sul futuro. D’improvviso ti arriva al naso unsospetto di odore, qualcosa che avevi sentito ma non ricordavi più, e che maiavresti voluto risentire.

Prendilo di peso e corri al fasciatoio. Se saraifortunato (se avevi messo bene il pannolino precedente), non dovrai cominciarea raccoglierla dalla schiena.

In genere si distingue il pericolo in:

Codice bianco - poca cacca e solida

Codice verde - cacca semisolida ancora circoscrivibile

Codice giallo - cacca liquida, tendente allostraripamento

Codice rosso - abbondanti fuoriuscite dal pannolino,culetto arrossato, body marrone, bambino agitato

 

Poni il bambino sul fasciatoio.

Dicesi fasciatoio unrettangolo foderato a trenta/quaranta metri dal livello del mare.

Livello d’attenzione alto. Ti sorprenderà vedere iltuo bambino trasformarsi nel dottor Octopus, con due mani e quattro appendiciper prendere qualunque cosa si trovi nel suo raggio di azione. La lotta dellavita è questa: papà Spiderman contro bambi Octopus! Dovrai usare una mano pertogliergli il pannolino e l’altra per raccogliere tutto quello che viene giù, conuna mano unirai i piedini sollevandolo come un pollo, con l’altra lotterai perstrappargli l’oggetto che ha trovato, quasi sempre un filo collegato allacorrente elettrica (ne trovano sempre uno di cui non sospettavi l’esistenza).

Una volta lavato, dovrai utilizzare la crema all’ossidodi zinco, un nome che solo a sentirlo fa venire in mente aree bonificatedall’arrossamento. Al tatto, la crema di zinco ricorda lo stucco per i muri.Prendi una cazzuola e comincia a stuccare le parti arrossate. Dopo un po’vedrai arrossamenti dappertutto, il bambino avrà già mezzo corpo imbiancato, matu terminerai solo ad esaurimento del barattolo, perché sai che quelloche rimane indurisce e poi si può buttare, e non ti va di sprecarlo. Pulito e incremato,non resta che rimettere un pannolino nuovo. Lo prendi, lo guardi, lo studi percapire qual è il davanti; poi ti prende una strana agitazione: una sorta diconto alla rovescia immaginario ti imporrà di chiudere il pannolino nel piùbreve tempo prima che arrivi un nuovo schizzo di pipì e tu debba ripartire dazero.

A questo punto dovrai rivestirlo. Comincia un’altralotta subdola, un’altra prova: la fila dei bottoncini. Il tuo bambino, comeogni bambino al mondo, ha un vestiario dotato di almeno cinquanta bottoncini aclip. Diversi studi hanno dimostrato che è impossibile azzeccare la chiusuradel primo, quindi inizia una sorta di gioco dell’oca in cui, quasi al termine,ti tocca tornare indietro e riabbottonarli tutti. In queste fasi, il bambinosmette improvvisamente di interessarsi agli oggetti, cosi che tu potresti rilassarti e dedicartiai maledetti bottoncini. Non ti fidare! L’unico neurone che ha nella testa, gliha appena suggerito di buttarsi dal fasciatoio. Lo farà! Devi fermarlo.

Mettiil tuo corpo a chiusura dello spazio, distrailo, evitagli il contatto visivocol pavimento. Soprattutto, non ti distrarre, per nessun motivo.

Il bambino sarà considerato salvo solo alla fine, trale tue braccia.

Complimenti, puoi tornare Peter Parker,adesso!

 

Capitolo 3

La merenda

I vasetti di frutta sono quanto di più rassicurante sipossa trovare in un supermercato. Aprire un vasetto di frutta e sentire quelrumorino di sottovuoto che si infrange fa venire in mente anni di pubblicitàcon bambini sorridenti e mamme felici.

Metti il bavaglino al bambino, assicuralo nella suasdraietta con due giri di cintura di sicurezza, prendi una cucchiaiata di fruttae con ottimismo mira alla bocca.

A quel punto, succederà l’imprevisto: una manata sulcucchiaio, la frutta rimbalza dappertutto, il bambino si gira su se stesso etenta di cappottare con la sdraietta attaccata al corpo. Scopri che quellasostanza dentro il vasetto, chiamata pera, è in realtà una melassa collosacapace di autospalmarsi su ogni tessuto. Consumi un rotolo di scottex perrisanare l’ambiente. Ti togli la maglietta e la getti tra i rifiuticonsiderandola irrecuperabile, trovi una fruit bianca nell’armadio e affrontila battaglia con aria campale: o tu o la pera!

Nonostante tutto sorridi: se lui si accorgerà che seinervoso si renderà conto che non sei la mamma,  e sarà tragedia!

 

Di colpo poi, succede che ti si addormenta tra lebraccia, quando ormai avevi perso le speranze. Torna la pace e lo vedi lì, tranquillo come pochi, sereno, tra le tue braccia. E capisci perché tutto questo non è mai stato un calvario per nessuno, e capisci che raccoglieresti diecimila scottex sporchi di pera collosa, pur di passare del tempo con lui, il tuo bambino.



6 febbraio 2008

Se credo in Dio

Un amico mi chiede se credo in Dio.
Più che credere, rispondo, io SPERO in Dio.
La vera questione morale per l'uomo è come conservare una naturale tensione alla moralità, un'etica di fronte alla consapevolezza della sua mortalità. Si vive una volta sola è una frase di cui ci nutriamo fin da giovani ma della quale impariamo presto a non tener conto. Quali orrori, del resto, quali pazzie, potrebbe commettere ognuno di noi in nome del fatto che vivrà solo questa volta, e quale mistero è questo, che ci tiene uniti, seppure non solidali, su questa terra, e che ci fa essere infine comunità.

E' incoscienza e fede.

Ecco, la fede. Fede in una giustizia sovrumana, in una seconda chance, ma eterna questa volta. Le tre virtù teologali, fede, speranza, carità, cuore della vita cristiana, sono questo per me: io spero in un seguito, spero in un dio giusto, spero in un equilibrio divino, ed in questa speranza ho fede, e continuo, nonostante tutto a sperare, e... fa che sia vero, per carità!

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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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Il richiamo ad una generazione X sempre più spaesata e individualista, che trova nel collettivo la perpetuazione della propria solitudine: perchè è meglio essere odiati da Dio che trovarsi al cospetto della Sua indifferenza.

 

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