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Niente di personale, Visti & Riletti


BloggerOTECA


16 giugno 2009

Il mio MP3

Il mio MP3 è pieno di musica, ma non sono soddisfatto.

E allora perchè non chiedervi aiuto?

Ognuno di voi ha un suo personale MP3, anche solo mentale, dal quale potrei attingere per crearmi una cultura musicale fatta in casa. In questo caso una bloggerOTECA musicale, ecco!

Aiutatemi.

Scrivete nei commenti a questo post le cinque canzoni che non mancherebbero mai nel vostro MP3. Le potrò ascoltare e far mie.
Aspetto contributi! :)


Quelle che non mancano mai nel mio MP3 sono:













17 giugno 2008

IF - Rudyard Kipling

"Lettera al figlio"

di

Rudyard Kipling

Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te
la stan perdendo e te ne attribuiscono la colpa,
se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
ed essere indulgente verso chi ti dubita;
se sai aspettare e non stancartene,
e mantenerti retto se la calunnia ti circonda
e non odiare se sei odiato,
senza tuttavia apparire troppo buono né parlare troppo da saggio;
se sai sognare senza abbandonarti ai sogni;
se riesci a pensare senza perderti nei pensieri,
se sai affrontare il Successo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori nello stesso modo;
se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;
se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita,
distrutte e riesci a resistere ed a ricostruirle con strumenti logori;
se sai fare un fascio di tutte le tue fortune
e giocarlo in un colpo solo a testa e croce
e sai perdere e ricominciare da capo
senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso;
se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi muscoli
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e così resistere finchè non vi sia altro in te
oltreché la volontà che dice loro: "Resistete!";
se riesci a parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà,
o ad avvicinare i potenti senza perdere il tuo normale atteggiamento,
se nè i nemici né gli amici troppo premurosi possono ferirti,
se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo;
se riesci a riempire l'inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa:
il mondo e tutto ciò che è in esso sarà tuo,
e, quel che conta di più, tu sarai un Uomo, figlio mio!


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5 giugno 2008

La BloggerOTECA e il ricordo del grande Massimo

Ieri mi è sfuggito un anniversario per me importantissimo: la morte di un poeta!
Ho lavorato così tanto alla BloggerOteca che non ci ho pensato. E invece i poeti vanno celebrati, sempre.
Recupero oggi, citando quella che a mio avviso, è una delle più dolci, vere e belle poesie mai scritte. L'autore è MASSIMO TROISI, che ci lasciava 14 anni fa.
Massimo, ci manchi, mi manca il tuo genio inarrivabile.



'O SSAJE COMME FA 'O CORE

Tu stive 'nzieme a n'ato
je te guardaje
e primma 'e da' 'o tiempo all'uocchie
pe' s'annammura'
già s'era fatt' annanze 'o core.
A me, a me
'o ssaje comme fa 'o core
quann' s'è 'nnamurato.

Tu stive 'nzieme a me
je te guardavo e me ricev'
comme sarà  succiesso ca è fernuto
ma je nun m'arrenn'
ce voglio pruva'.

Po' se facette annanze 'o core e me ricette:

tu vuo' pruvà? e pruova, je me ne vaco

'o ssaje comme fa 'o core
quann s'è sbagliato



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4 giugno 2008

BLOGGEROTECA, le citazioni letterarie dei bloggers




Ecco finalmente realizzata la BLOGGEROTECA, ovvero l’insieme di tutte le citazioni da voi depositate nello spazio commenti del Gioco “TRA I COMMENTI, INSERISCI LA TUA CITAZIONE”.

Erano 155 commenti, ed è stato un gran lavoro riordinarli tutti.

Un po’ di cifre, prima di passare alla lista delle citazioni:

l’autore più citato è BARICCO, citato 8 volte, con 5 suoi titoli.
Oceano Mare è il libro più citato (3 volte)
Seconda, Banana Yoshimoto, con 4 titoli diversi.

In totale, le citazioni sono 114, e riguardano:
91 titoli, tra romanzi e saggi,
6 poesie,
5 film,
4 fumetti,
4 canzoni,
2 cartoni animati
la costituzione italiana
un bugiardino di medicinale

E ora i bloggers:
hanno partecipato 33 visitatori

SOTTILETTA ha lasciato 15 citazioni
Piccola Iena 11
Disastro 10

A tutti quelli che hanno partecipato, un grande ringraziamento, mi avete dato preziosi consigli per gli acquisti e avete permesso ad altri lettori di averne. Inoltre, mi è sembrato tutto molto divertente e questo, ancora, grazie a voi! ?

Ho riordinato tutti i libri negli scaffali.
Gli scaffali sono 14.
C'è una sezione dedicata (BloggerOTECA)
E' infine disponibile il file completo (in PDF), che si può richiedere scrivendomi
il mio indirizzo e-mail è marcotocco@iperbole.bologna.it

E infine, ecco l'indice ipertestuale degli scaffali:

SCAFFALE 1 - Pike

SCAFFALE 2 - giambattista salis, ioJulia, Gh

SCAFFALE 3 - occhiodelciclone, specchio, Leeloo, E*

SCAFFALE 4 - Piccola Iena

SCAFFALE 5 - ioTocco

SCAFFALE 6 - Geco, Martenot-Neon, Kalispera

SCAFFALE 7 - disastro

SCAFFALE 8 - Efesto, Vanillina, Pax

SCAFFALE 9 - Piero63

SCAFFALE 10 - Sottiletta0

SCAFFALE 11 - A, Gabri

SCAFFALE 12 - Francesco URANIA, Jericho, Andrzej

SCAFFALE 13 - Marialuisa, Menta. Fede

SCAFFALE 14 - Capastuerta, Gattara, Lu, Lucilla, Billo, Nolwe



Buona visita e buon divertimento.


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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 1

SCAFFALE 1





Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo!
--
Cuck Palahniuk, "Fight Club"


"Molti anni dopo, davanti al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio".
--
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine "


Si faceva sempre alla luce del televisore.
Alcuni latinoamericani agitavano armi da fuoco.
Il capo del gruppo si piluccava insetti dalla barba e fomentava i suoi.
Immagini in bianco e nero: tecnici della Cbs in divisa mimetica.
Cuba, brutta storia, disse un annunciatore.
I ribelli di Fidel Castro contro l'esercito regolare di Fulgencio Batista.
Howard Hughes trovò la vena e si iniettò la codeina. Pete lo osservò di soppiatto: Hughes aveva lasciato la porta della camera socchiusa.
(…)
L'America non è mai stata innocente. Abbiamo perduto la verginità sulla nave durante il viaggio di andata e ci siamo guardati indietro senza alcun rimpianto. Non si può ascrivere la nostra caduta dalla grazia ad alcun singolo evento o insieme di circostanze. Non è possibile perdere ciò che non si ha fin dall'inizio.
--
James Ellroy, "American Tabloid"


 -Come fai a sparare a donne e bambini ?
-Come faccio a sparare su donne e bambini? È facile: vanno più lenti, miri più vicino!AHR AHR AHR ! ...questa guerra e' un inferno !"
(…)
-Soldato, perchè sei venuto in Vietnam?
-Volevo visitare la perla del sud-est asiatico,conoscere questo fantastico popolo e...UCCIDERLI TUTTI!Volevo essere il primo ragazzo del mio palazzo a fare centro dentro qualcuno.
--
Stanley Kubrick ; Full metal jacket , dall'omonimo romanzo di Hasford


Il temporale era cominciato poco prima di mezzanotte e aveva spazzato via il concerto dei clacson e tutto il frastuono che normalmente annuncia l'anno nuovo sulla Strip. Nella sottostazione di West Hollywood, il 1950 si era presentato sotto forma di un'ondata di appelli urgenti, ciascuno dei queli seguito dall'intervento di ambulanze e altri automezzi.
--
James Ellroy - " il Grande Nulla "


Eccomi là. Cioè Alex, e i miei tre drughi. Cioè Pete, Georgie e Dim. Ed eravamo seduti nel Korova Milkbar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova Milkbar vende "latte +", cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo. E' roba che ti fa robusto e disposto all'esercizio dell'amata ultraviolenza...
--
Stanley Kubrick - Arancia Meccanica



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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 2

SCAFFALE 2





"Tutto ciò che accade, tu lo scrivi", disse.
"Tutto ciò che io scrivo accade", fu la risposta.
--
La Storia Infinita, di Michael Ende.


 


"Gentili Signori,
leggo dalla vostra inserzione sul «Saturday Review of Literature» che siete specializzati in libri fuori stampa. L'intestazione «librai antiquari» mi spaventa un poco, perché per me «antico» equivale a dispendioso. Sono una scrittrice senza soldi che ama i libri d'antiquariato, ma da queste parti è impossibile reperire le opere che desidererei avere se non in edizioni molto costose e rare, o in copie scolastiche, sudicie e scribacchiate, della libreria Barnes & Noble.
Allego un elenco delle mie necessità più pressanti. Se aveste qualche copia usata decente di uno qualsiasi dei libri in elenco, a non più di $5.00 l'uno, vi prego di considerare questa mia un ordine d'acquisto e di inviarmeli.
Con i più cordiali saluti Helene Hanff
--
Helene Hanff  - "84, Charing Cross Road"


Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai uscito di mente.
"Quando ti vien voglia di criticare qualcuno" mi disse "ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu."
Non disse altro, ma eravamo sempre stati insolitamente comunicativi nonostante il nostro riserbo, e capii che voleva dire molto più di questo. Perciò ho la tendenza a evitare ogni giudizio, una abitudine che oltre a rivelarmi molti caratteri strani mi ha anche reso vittima di non pochi scocciatori inveterati.
--
IL GRANDE GATSBY - Francis Scott Fitzgerald



Gh

"Qui sei qua?"
--
Paperino nel settimanale per ragazzi "Topolino"

 


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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 3

SCAFFALE 3





Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
--
Antoine de Saint-Exupery - Il Piccolo Principe




"Sarracini guarda dall'alto della collina la grande città industriale che si estende nella pianura, spianata dalla notte oltre sè stessa fino a sparire tra i riflessi del fiume e le fumate dei campi.
Egli è sereno e gode soddisfatto di quella vista e del generale silenzio. , confida a sè stesso e all'universo. Tutto lo spazio intorno con il fiato trattenuto e cauto ad ogni tonfo,sembra capirlo.........."
--
Paolo Volponi "Le mosche del capitale"





"Hai cinque minuti per crogiolarti nelle deliziose voluttà della sofferenza: goditela, abbracciala, abbandonala... e procedi!"
--
Film: "Elizabethtown" di Cameron CroweHai





Okay Tutto mi dice di essere forte, determinato negli scopi, capace di andare avanti nella Vita, ma se uno sente che è arrivato il momento di cambiare un po’ rotta o anche solo il bisogno di fermarsi a ragionare sul serio per proprio conto? Voglio dire: e i cazzi di sette e mezzo in latino, per esempio, che da semplici strumenti sono diventati una specie di fine ultimo?... Insomma, a quanto ne so dovrei studiare per strappare un titolo di studio che a sua volta mi permetta di strappare un buon lavoro che a sua volta mi consenta di strappare abbastanza soldi per strappare una qualche cavolo di serenità tutta guerreggiata e ferita e massacrata dagli sforzi inauditi per raggiungerla. Cioè, uno dei fini ultimi è questa cavolo di serenità martoriata. Il ragionamento è così. Non ci vuole un genio. E allora, perché dovrei sacrificare i momenti di serenità che mi vengono incontro spontaneamente lungo la strada?
Perché dovrei buttarli in un pozzo, se fanno parte anche loro del fine a cui tendere? Se un pomeriggio posso andare a suonare o uscire con una ragazza che mi piace, perché cavolo devo starmene in casa a trascrivere le versioni dal traduttore o far finta di leggere il sunto di filosofia? La realtà è che mi trovo costretto a sacrificare il me diciassettenne felice di oggi pomeriggio a un eventuale me stesso calvo e sovrappeso, cinquantenne soddisfatto, che apre la porta del garage col comando a distanza e dentro c’ha una bella macchina, una moglie che probabilmente gli fa le corna col commercialista e due figli gemelli con i capelli a caschetto identici in tutto ai bambini nazisti della kinders. Tutti dentro il garage, magari, no. Diciamo più o meno intorno. Cioè, circondato. Dunque la domanda è: un orrore di queste proporzioni vale più del sole e del gelato di oggi pomeriggio? Più di una qualunque ragazza? Più di Valentina che arrivava sorridendo all’appuntamento con dieci minuti di ritardo e una maglietta blu con dentro quel ben di Dio sorprendente?
--
Enrico Brizzi - jack frusciante è uscito dal gruppo



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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 4

SCAFFALE 4






"Sai cos'è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. E' come se non fosse mai passato nessuno. E' come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. E' tempo. Tempo che passa. E basta.
Sarebbe un rifugio perfetto. Invisibili a qualsiasi nemico. Sospesi. Bianchi come i quadri di Plasson. Impercettibili anche a se stessi. Ma c'è qualcosa che che incrina questo purgatorio. Ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama."
--
Alessandro Baricco  - "Oceano mare"


"Non facevamo che tenerci per mano, ad esempio. Vi sembrerà una cosa da niente, lo capisco, ma era fantastica quando la tenevate per mano. La maggior parte delle ragazze, provate a tenerle per la mano, e quella maledetta mano o muore nella vostra, o loro credono di dover continuare a dimenarla tutto il tempo, come se avessero paura di annoiarvi o che so io. Jane era un'altra cosa. Andavamo in un dannato cinema o in un posto così, e subito cominciavamo a tenerci per mano, e non ci lasciavamo sino alla fine del film. E senza cambiare posizione nè farne un affare di stato. Con Jane non stavi nemmeno a pensare se avevi la mano sudata o no. Sapevi soltanto che eri felice. E lo eri davvero."
--
J. D. Salinger - Il giovane Holden


"Riempiva fogli e fogli di disegni strani, sembravano macchine. Una sera Hélène gli chise
-Cosa sono?
-E' una voliera.
-Una voliera?
-Sì.
-E a cosa serve?
Hervè Jancour teneva fissi gli occhi su quei disegni.
-Tu la riempi di uccelli, più che puoi, poi un giorno che ti succede qualcosa di felice la spalanchi, e li guardi volar via."
--
Alessandro Baricco - "Seta"



"-Non sono belle le nuvole? Sembrano grossi fiocchi di cotone...Potrei star qui tutto il giorno a guardarle passare...con un pò d'immaginazione si possono vedere un sacco di cose nella forma delle nuvole...a te cosa sembra di vedere Linus?
-Beh, quelle nuvole lassù mi sembrano la carta geografica dell'Honduras Britannico...quel gruppo di nuvole là in fondo mi dà l'impressione della lapidazione di S. Stefano...ecco l'apostolo Paolo in piedi da una parte...quella nuvola là somiglia un pò al profilo di Thomas Eakins, il famoso pittore e scultore...
-Uh huh...molto bene...e tu cosa vedi nelle nuvole, Charlie Brown?
-Beh, io stavo per dire che ci vedo un ochetta e un cavallino, ma ho cambiato idea!"
(…)
-Negli ultimi tempi sembra che tutto mi turbi...
-Cosa intendi dire?
-Tu cosa pensi sia la sicurezza?
-Sicurezza?...La sicurezza è dormire sul sedile posteriore di un'auto...quando sei piccolo e sei stato in qualche posto col papà e la mamma e è notte, e stai tornando a casa in macchina, puoi dormire sul sedile posteriore...non hai da preoccuparti di niente...il papà e la mamma sono seduti davanti, e si prendono loro tutte le preoccupazioni....si occupano loro di tutto...
-Che bello!
-Ma non dura! Improvvisamente ti trovi cresciuto e non può mai più essere così!...di colpo è finita, e non dormirai mai più sul sedile posteriore! Mai più!
-Mai più?
-Assolutamente mai più!
-Tienimi la mano Ciccio!
--
Charles M. Schulz - i "Peanuts"


"I "vecchi" sono i veri PUNK:
Vestirsi male e a casaccio
nessun rispetto per niente e nessuno
immenso odio per le istituzioni
sputi per terra e bastonate
niente decolorazione: basta guardarsi indietro per farsi venire i capelli bianchi
RUGHE COME TATUAGGI E
LA MORTE COME GUARDASPALLE"
--
Maicol & Mirco - Tratto da una striscia di fumetti di XL


"-Perchè sei sempre triste?, gli ho chiesto.
-Non sono triste.
-Sì che lo sei.
Non è quello, mi ha detto. Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei nè triste nè felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana."
--
Alessandro Baricco - "Questa storia"


"E' poi davvero solo nostra questa vita, è questo l'unico spazio di luce che ci è dato attraversare? Non è forse una crudeltà troppo grande giocarsi tutto in una sola esistenza? Capire, non capire, sbagliare, scontrarsi? Un solo battito separa la nascita dalla morte, apriamo la bocca per dire "Oh!" per l'orrore, "Oh!" per lo stupore e poi è tutto finito? Dovremmo rassegnarci a stare in silenzio, porgere il collo come ennesime vittime sacrificali? Venire al mondo e poi sprofondare nella morte come un castello di carte che, in silenzio, ricade su se stesso?
E chi decide le parti, prima della recita? A me, quale toccherà: quella della vittima o quella del carnefice? O forse invece è tutto un susseguirsi di chiaroscuri? Uccidere o venir uccisi: chi lo decide? Forse chi si trova nel cono di luce; ma quelli in ombra, cosa fanno? e io, in quale porzione della scena mi trovo? Davvero tutto si svolge come su un palcoscenico: entrare, uscire, scordarsi la battuta, sbagliarla? E dove finiscono allora i rantoli delle vittime, dove il sudore freddo delle loro agonie, dove il sonno dei carnefici, le loro notti ottuse, abitate soltanto dalla fisiologia? C'è qualche luogo in cielo che li contiene - un catalogo, un archivio, una memoria cosmica?"
--
Isabella Santacroce - "Destroy"


"A me piace andare sott'acqua. Là sotto è diverso. Non c'è rumore, non puoi far rumore, anche se vuoi, non puoi farlo, è senza rumore, là sotto. Ti muovi lento, non è che puoi fare dei gesti bruschi, o che so, dei gesti veloci, devi muoverti lento, tutti sono costretti a muoversi lenti. Non ti puoi fare male, non ti possono dare quelle stupide pacche sulle spalle, o cose del genere, è un bel posto. Soprattutto, è il posto ideale per parlare, lo sa? quello mi piace davvero, parlare là sotto, è il posto ideale puoi parlare e...puoi parlare, ecco, tutti possono parlare, chiunque se vuole, può parlare, è fantastico come si parla là sotto. Peccato solo che non c'è mai...non c'è quasi mai nessuno, questo è il vero difetto della faccenda, che lì sotto non c'è nessuno, a parte te, voglio dire, sarebbe un posto fantastico, ma non c'è quasi mai nessuno, a cui parlare, di solito, non ci trovi mai nessuno. E' un peccato, non crede?"
--
Alessandro Baricco - "City”


L'UOMO E IL MARE
Sempre il mare, uomo libero, amerai!
Perchè il mare è il tuo specchio;
tu contempli nell'infinito svolgersi dell'onda l'anima tua,
e un abisso è il tuo spirito non meno amaro.
Godi nel tuffarti in seno alla tua immagine;
l'abbracci con gli occhi e con le braccia,
e a volte il cuore si distrae dal suo suono
al suono di questo selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi;
nessuno ha conosciuto, mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d'ogni vostro segreto.
Ma da secoli infiniti senza rimorso nè pietà lottate fra voi,
talmente grande è il vostro amore per la strage e la morte,
oh lottatori eterni, oh implacabili fratelli!
--
Charles Baudelaire - "I fiori del male".



SCHROEDER, IL PESCATORE
Sedevo sulla riva del Bernadotte
e gettavo molliche nell'acqua,
per vedere i pesciolini combattere
finchè il più forte otteneva la preda.
Oppure andavo al mio piccolo pascolo,
dove i maiali tranquilli se ne dormivano nella broda
o ammusando amorosamente fra loro,
e vuotavo un canestro di melinga gialla
e li osservavo spingersi e strillare e mordersi
e pestarsi l'un l'altro per arrivarci.
E così vidi la tenuta di Christian Dallman
di più di tremila acri
inghiottire il pezzetto di Felix Schmidt,
come un luccio inghiotte un pesciolino.
Dico, se c'è qualcosa nell'uomo-
spirito, o coscienza, o soffio di Dio-
che lo rinda diverso dai pesci e dai porci,
mi piacerebbe vederlo!
--
Edgar Lee Maters - "Antologia di Spoon River"



GEORGE GRAY
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione ma la mia vita.
Perchè l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
ovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio-
è una barca che anela al mare eppure lo teme.
--
Edgar Lee Masters - "Antologia di Spoon River"



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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 5

SCAFFALE 5






Ecco, ed io gitto con grazia il cappello,
poscia comodamente, pian pianino,
mi libero del mio vasto mantello
che mi attabarra, e lo spadon sguaìno.
Di Celandone piu' gentil, piu' fino
di Scaramuccia al gioco dello scocco
vi prevengo, mio caro paladino,
che giusto in fin della licenza io tocco.
--
“Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand


Non voglio più, secondo la formula di Georges Bataille, “rimandare l’esistenza a più tardi”. Sono attento alla tua presenza come ai nostri inizi e mi piacerebbe fartelo sentire. Mi hai dato tutta la tua vita e tutto di te; vorrei poterti dare tutto di me durante il tempo che ci resta. Hai appena compiuto 82 anni. Sei sempre bella, elegante e desiderabile. Viviamo insieme da cinquantotto anni e ti amo più che mai. Recentemente mi sono innamorato ancora una volta di te e porto in me un vuoto divorante che riempie solo il tuo corpo stretto contro il mio. La notte vedo talvolta il profilo di un uomo che, su una strada vuota e in un paesaggio deserto, cammina dietro un feretro. Quest’uomo sono io. Il feretro ti porta via. Non voglio assistere alla tua cremazione: non voglio ricevere un vaso con le tue ceneri… Spio il tuo respiro, la mia mano ti sfiora. A ognuno di noi due piacerebbe non dover sopravvivere alla morte dell’altro. Ci siamo spesso detti che se, per assurdo, avessimo una seconda vita, vorremmo passarla insieme.
--
André Gorz - Lettre à D. Histoire d’un amour


"Rosalia. Rosa e Lia. Rosa che ha inebriato, rosa che ha confuso, rosa che ha sventato, rosa che ha róso, il mio cervello s'è mangiato. Rosa che non è rosa, rosa che è datura, gelsomino, bàlico e viola; rosa che è pomelia, magnolia, zàgara e cardenia. Poi il tramonto, al vespero, quando nel cielo appare la sfera d'opalina, e l'aere sfervora, cala misericordia di frescura e la brezza del mare valica il cancello del giardino, scorre fra colonnette e palme del chiostro in clausura, coglie, coinvolge, spande odorosi fiati, olezzi distillati, balsami grommosi. Rosa che punto m'ha, ahi!, con la sua spina velenosa in su nel cuore."
--
Vincenzo Consolo  - Retablo



Il bricolage, preso nel suo senso più lato, può offrire una via di scampo. Ma in verità non c'è nulla che riesca a impedire il sempre più ravvicinato ritorno di quei momenti in cui la tua solitudine assoluta, la percezione della vacuità universale, il presentimento che la tua esistenza stia approssimandosi a un disastro doloroso e definitivo, si combinano per sprofondarti in uno stato di vera e propria sofferenza.
E tuttavia continui a non aver voglia di morire.
--
Michel Houellebecq - Estensione del dominio della lotta


«Libertà vo cercando ch'è sì cara / come sa chi per lei vita rifiuta»
--
Dante Alighieri


Bond sollevò il capo per sbirciare attraverso l'erba che lo nascondeva alla vista della spiaggia (...)
Davanti a lui, volgendogli le spalle, era una ragazza nuda. Meglio, non completamente nuda. Attorno ai fianchi portava un alto cinturone di cuoio con un fodero in cui era infilato un coltellaccio. Quel cinturone rendeva la sua nudità ancora più eccitante.
--
007, LICENZA DI UCCIDERE - IAN FLEMING


"Marv, la prigione è stata il tuo inferno. Questa volta ti daranno l'ergastolo!"
"Inferno? Tu non hai idea di cosa sia l'inferno.Nessuno di voi lo sa. L'inferno non è prenderle o essere accoltellato o essere trascinato di fronte a qualche frocio di giudice. L'inferno è risvegliarsi ogni dannato giorno che dio ci ha dato e non sapere nemmeno perchè sei qui. E non sapere neanche perchè respiri."
--
SIN CITY - FRANK MILLER


"meglio fuori che dentro"
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Shrek


Mi sedetti con la mug bollente in mano e mi lasciai bruciare le dita. Mi piace sentire il dolore arrivarmi dentro il cervello. Ho notato che arriva sempre un secondo più tardi del momento in cui tolgo la mano. Non so se è normale. Mi piace pensare di essere un ritardato emotivo.
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Il volo delle anatre a rovescio - Alberto Calligaris


Caligola: Ma non sono pazzo e posso dire perfino di non essere mai stato così ragionevole come ora. Semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti. [...] È vero, ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo così com'è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna, o della felicità o dell'immortalità, di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo.
--
Albert Camus - Caligola


"Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l'ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore e la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e, "creature di sangue caldo e nervi", come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita."
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Raymond Carver - prefazione di "Da dove sto chiamando"



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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 6

SCAFFALE 6





"Lei è molto gentile, signor Sanmartì, ma Miquel è preso da un romanzo e non credo che in questo momento possa..."
Sanmartì rideva.
"Un romanzo? Perdio, Nurieta... il romanzo è morto e sepolto. Me lo diceva qualche giorno fa un amico appena rientrato da New York. Gli americani stanno inventando un apparecchio che si chiama televisione, che assomiglia al cinema ma si vede a casa. Non ci sarà più bisogno né di libri né di messe..."
--
Carlos Ruiz Zafon "L'ombra del vento"
 

"Proletari di tutto il mondo unitevi"
K. Marx - Manifesto del Partito Comunista





Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un pò più ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.
--
Italo Svevo - La coscienza di Zeno


Domani è un altro giorno
--
Margaret Mitchell - Via col vento

 


la gioia di donare amore mi stava riempiendo come non mi era mai successo prima. .... ciò che dai è tuo per sempre....
--
Il giorno in più - Fabio Volo

 


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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 7

SCAFFALE 7







"Ci si può ora domandare chi è questo uomo Elias. Se è un pazzo, incomprensibile ed extraumano, finito in Lager per caso. Se è un atavismo, eterogeneo dal nostro mondo moderno, e meglio adatto alle primordiali condizioni di vita del campo. O se non è invece un prodotto del campo, quello che tutti noi diverremo, se in campo non morremo, e se il campo stesso non finirà prima.
C'è del vero nelle tre supposizioni. Elias è sopavvissuto alla distruzione dal di fuori, perchè è fisicamente indistruttibile; ha resistito all'annientamento dal di dentro, perchè è demente. E' dunque in primo luogo un superstite: è il più adatto, l'esemplare umano più idoneo a questo mondo di vivere"
--
Primo Levi  - Se questo è un uomo


"Ascolta, Paula, ti voglio raccontare una storia, così quando ti sveglierai non sarai tanto sperduta."
--
Isabel Allende  - Paula (incipit)


Ben si accorgeva che questo amore, questo amore cieco per suo figlio era una passione, era qualcosa di molto umano, era samsara, una sorgente torbida, un'acqua non pura. Eppure, così sentiva nello stesso tempo, non era senza pregio, era necessario, veniva dalla sua stessa natura. Anche questo piacere chiedeva d'essere espiato, anche questi dolori chiedevano di essere assaporati, anche queste pazzie chiedevano di essere commesse."
--
Hermann Hesse - Siddaharta


"Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni che non prendeva un pesce."
--
Ernest Hemingway - Il vecchio e il mare (incipit)


"Solo ora , nella solitudine della memoria e del rimpianto, lei si rende conto dell'importanza di ogni particolare di quella notte chimerica, per minimo che sia: dal momento del suo ingresso nella sala da ballo, fino all'ultimo istante di piacere infinito, di sfrenata impudicizia nel letto di ferro, quando lui si fece pagare il regalo di compleanno, quella serata al Pàlace, nelle più segrete radici del suo corpo"
--
Jeorge Amado - Dona Flor e i suoi due mariti


"E ora io, dopo un anno e più di forzato silenzio , provavo un gran piacere a parlare, a parlare, ogni sera, lì nel terrazzino, di quel che avevo veduto, delle osservazioni fatte, degli incidenti che mi erano occorsi qua e là. Meravigliavo io stesso d'aver accolto, viaggiando tante impressioni, che il silenzio aveva quasi sepolte in me, e che ora, parlando risuscitavano, mi balzavan vive dalle labbra."
--
Luigi Pirandello - Il fu Mattia Pascal


"Quando sia arrivato nella villa di Arcore, nessuno esattamente lo sa. Chi dice nel 1974, chi nel 1975. E anche la data e le modalità del suo allontanamento restano un mistero. Ma una cosa è certa: per alcunianni un boss di prima grandezza della mafia siciliana, Vittorio Mangano, ha soggiornato nella villa di Silvio Berlusconi, con moglie e due figlioletti, ufficialmente per svolgervi le mansioni di <> o di <>. Grazie alla raccomandazione di un conterraneo e amico di vecchia data: Marcello Dell'Utri"
--
Elio Veltri Marco Travaglio - L'odore dei soldi (incipit)


"Art. 1 L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione"
--
Costituzione della Repubblica Italiana Art. 1


"Ah, queste donne al volante!"
--
La carica dei 101


"Sinceramente mi sento come se per arrivare qui avessi fatto un percorso di guerra. Anzi, sono convinta che dovrebbero includere lo shopping tra le attività ad alto rischio cardiovascolare. Il cuore non mi batte mai così forte come quando vedo un cartello di RIDOTTO DEL 50%"
--
Sophie Kinsella - I love shopping



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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 8

SCAFFALE 8





Animula vagula, blandula,
Hospes comesque corporis,
Quae nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, iìut soles, dabis iocos...

P. AELIUS HADRIANUS, IMP.
--
Marguerite Yourcenar - "Memorie di Adriano"


Assenza

Appena ti ho lasciata
vieni con me, cristallina
o tremante,
o inquieta, da me ferita
o colmata d'amore, come quando i tuoi occhi
si chiudono sul dono della vita
che senza cessa to affido.

Amore mio,
ci siamo incontrati
assetati e ci siamo
bevuta tutta l'acqua e il sangue,
ci siam trovati
affamati
e ci siam morsi
come morde il fuoco,
lasciandoci ferite.

Ma attendimi,
conservami la tua dolcezza.
Io ti darò anche
una rosa.
--
Pablo Neruda - I versi del Capitano, traduzione di Giuseppe Bellini

 

"Non lo so dove vanno le persone che muoiono ma so dove restano."
--
Margaret Mazzantini - Non ti muovere


E...
Vuoi da bere
Vieni qui
Tu per me
Te lo dico sottovoce
Amo te
Come non ho fatto in fondo
con nessuna
resta qui un secondo

E...
se hai bisogno
e non mi trovi
cercami in un sogno amo te
quella che non chiede mai
non se la prende
se poi non l'ascolto

E... uo... e....
sei un piccolo fiore per me
e l'odore che hai
mi ricorda qualcosa
va bè...
non sono fedele mai
forse lo so

E...
quando sento
il tuo piacere che si muove lento
ho un brivido
tutte le volte che il tuo cuore
batte con il mio
poi nasce il sole...

E... uo... e....
ho un pensiero che parla di te
tutto muore ma tu
sei la cosa più cara che ho
e se mordo una fragola
mordo anche te

uo... E...
sei un piccolo fiore per me
e l'odore che hai
mi ricorda qualcosa
va bè...
non sono fedele mai
ora lo so
--
Vasco Rossi - Buoni O Cattivi (2004) > E...


Pax


"Tutte le famiglie felici sono simili tra loro; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo."
--
Lev Tolstoj - Anna Karenina

 


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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 9

SCAFFALE 9





Dopo il primo bicchiere, io mi rifiuto decisamente di accettare un goccio di più e Alberto mi prende in giro. Quello che offre si arrabbia e insiste, io rifiuto senza dare spiegazioni. L'uomo continua a insistere e allora io, con molta vergogna, gli confesso che in Argentina siamo abituati a mangiare qualcosa quando beviamo. La quantità del mangiare a questo punto dipende dal tipo di faccia del cliente, ma ormai è una tecnica consolidata.
--
Ernesto Che Guevara -  Un diario per un viaggio in motocicletta.



All'appunto di alcuni mafiosi che l'attentato avrebbe potuto provocare una strage di innocenti, Riina avrebbe risposto così: "Se in Bosnia muoiono tanti bambini non capisco perchè non debbano morire anche qui da noi".
--
Angelo Vecchio - Totò Riina, La caduta dei "corleonesi"


In un secolo, il nostro secolo, l'uomo ha scoperto un universo razionale. Ed evolutivo. Un universo molto più grande e complesso di quanto pensasse. Ma a cambiare radicalmente in questo secolo non è stata solo la conoscenza , bensì anche la percezione che l'uomo ha di sè nell'universo. Un'antica alleanza si è infranta,notava Jacques Monod. Ma non perchè l'uomo finalmente abbia realizzato di essere solo nel cosmo,eventualità tutt'altro che dimostrata. Ma perchè l'uomo sa ormai di essere ospite non atteso,emerso per caso e comunque marginale (nell'immensità indifferente del cosmo).
D'altra parte sappiamo,per dirla con Stephen Hawking, molte cose su come l'universo esiste. Ma non sappiamo perchè si dia la pena di esistere.
Lo scenario offre una vaga sensazione di disperazione. Che però possiamo scrollarci di dosso. Se l'uomo accetta di essere, come propone Victor Weisskopf, l'occhio attraverso cui l'universo sta imparando a osservare se stesso, allora ci sono ancora due compiti per lui. Portare a termine questa meravigliosa esplorazione, e cercare di capire non solo perchè c'è qualcosa invece che il nulla. Ma anche perchè si dia la pena di esistere qualcosa capace di imparare a riflettere su se stessa.
--
Pietro Greco - L'origine dell'universo.


Coriolano strinse le mascelle per contenersi, gli altri tre Beati Paoli mormorarono ostilmente. Blasco ripetè quello che aveva detto.
- volete colpire un uomo, legato a quel modo, incapace di difendersi, disfatto dal terrore?... oh no, io non posso dare il mio consenso a un assassinio !
Don Raimondo si sentì illuminare da un filo di speranza ; guardava con stupore quell'uomo che sorgeva improvvisamente a difenderlo. Era la stessa voce che nella sala del tribunale aveva in nome di Blasco rinunciato alla mano di Violante. Chi era dunque ?era forse il bastardo che egli aveva, ingiustamente, cercato di far morire? Tremava, anelando, guardando con occhi sbarrati, oppresso da mille sentimenti che gli tumultuavano nell'anima smarrita. Coriolano aveva intrecciato le mani sul petto con un gesto pieno di collera.
-Volete voi dunque impedire il corso della giustizia ?...
:voglio impedire una viltà!
-Badate !..noi colpiremo anche voi, inesorabilmente!
-Provatevi! ma non vi lascerò uccidere quest'uomo, che la paura rende vile come un cencio buttato nella spazzatura!
Si getto indietro e, strappata la maschera e buttatala per terra, gridò:
-Così apertamente senza maschera!
-Blasco!..._balbettò don Raimondo.
Vi fu un attimo di silenzio; Andrea, che aveva deposto la lanterna in una piccola nicchia, si spogliò del sacco e trasse dalla cintola un lungo pugnale; gli altri due Beati Paoli lo imitarono; le lame, in quel gesto balenarono sanguignamente. Coriolano fece un cenno per fermarli, e si rivolse a Blasco; nella sua voce si sentiva lo sforzo per dominarsi:
-Non sciupate la vostra generosità, signore; non ne vale la pena...Voi non salverete costui, e la sua vita non conta certo quanto quella delle sue vittime. La giustizia avrà il suo corso, anche passando sopra di voi. Serbate la vostra vita a cause più generose, Blasco da Castiglione...E voi eseguite l'opera vostra!
 I due Beati Paoli si avanzarono verso don Raimondo, ma Blasco si gettò fradi loro e la vittima e,spianando le pistole ,gridò:
-Un passo, e vi uccido!
Allora Coriolano ruppe in un ruggito che pareva di belva, e a sua volta si frappose fra i Beati Paoli e Blasco, gridando:
-Ah perdio! ora è troppo!
Si slanciò sopra Blasco. Un colpo rimbombò; una voce disse fra il fumo:
-è nulla!...
Si sentì il rumore di una colluttazione breve, ma furibonda. Al tenue bagliore della lanterna, nel diradarsi del fumo, si videro due corpi aggrovigliati e delle mani che cercavano e percotevano ferocemente. Quei due uomini così amici parevano ora mutati in due furie. Coriolano aveva fatto deviare il colpo di pistola, ma non al punto che la palla non gli sfiorasse la spalla ed era giunto ad afferrare il polso di Blasco, per disarmarlo;il giovane, riconoscendo la forza muscolare del suo avversario, gli era saltato addosso e lo aveva abbrancato per il collo, attorcigliandogli le gambe per rovesciarlo a terra. Si dibattevano rabbiosamente, ansimando,con delle esclamazioni gutturali, con dei ruggiti mozzi, quasi rantolosi.
-Fate il vostro dovere! - Urlò Coriolano, mentre cercava di imprigionare Blasco fra le sue braccia e impedirgli ogni movimento.
-No!...no!...- gridò Blasco disperatamente.
Ma in quel momento s'udì un grido,un gemito,un tonfo.
Andrea disse: - è fatto.
Allora Coriolano fece uno sforzo, scrollò Blasco con tutta la sua forza e piegatolo in due, chiamò i suoi compagni :
-Aiutatemi a portarlo via.
Lo strinsero; uno di loro gli gettò una corda alle braccia e gl'impedì di reagire; e così lo sollevarono di peso e lo portarono via.
Passando , Blasco che aveva gli ochhi pieni di lacrime di rabbia, vide nel barlume per terra, ripiegato sopra di sè come un fardello abbandonato, il corpo di don Raimondo. Vide, o gli sembrò di vedere, che un guizzo agitasse quel corpo, e trasalì: l'indignazione
 gli montò al volto, raccolse tutte le sue forze in un'ultima imprecazione e la sputò energicamente in volto al più vicino:
- Vili! Vili! Vili!.....
--
Luigi Natoli - I Beati Paoli


Agitare prima dell'uso.
--
Fluifort - Dompè farmaceutici s.p.a.



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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 10

SCAFFALE 10






"Il tuo odore è rimasto nelle stanze a lungo, per molti giorni mi pare. Odore di sole, di pelle umida, di schiuma da barba, di menta. Dentro le lenzuola ho ritrovato dei tuoi capelli. Uno era rimasto intrecciato ad uno dei miei. Erano in fondo al letto, nascosti, spinti lontano dalla forza dei nostri piedi. Ma anche peli del pube, ho trovato. E sottilissime scaglie di pelle. Le lenzuola portavano ancora l’impronta dei nostri corpi, la traccia del nostro passaggio, del tuo. E il silenzio, certo. Molto silenzio ormai. L’eco delle tue parole si era già spenta, consumata. Non abbiamo più parole, hai detto. E così siamo rimasti zitti. In attesa. Ma volevo dirtelo, che ti amavo. Ma ormai il tempo delle parole era finito, scaduto. Te ne stavi andando e io non potevo farci niente. Nessuna parola avrebbe potuto salvarci…(…) Nel bagno spalanco la finestra e mi spoglio. Rimango nuda di fronte al grande specchio sopra il lavandino. Le ombre si sono ritirate. Il mio corpo pallido è invaso dalla luce, colpito. Vedo le imperfezioni, le pieghe, gli angoli creati dalla sporgenza delle mie ossa. Faccio scivolare le dita lungo i fianchi, sul ventre, sulle braccia. Il mio corpo mi viene incontro ma io non ci sono, non ci sono più da tempo…(…) Non ho mangiato nulla. Nulla. Per giorni non mangio nulla. Mi dimentico…(…) Ti avevo detto che là fuori non c’era nulla, proprio nulla, che poteva ancora interessarmi. Il mio silenzio, il mio desiderio di solitudine, ti stremavano. Avevi girato la testa verso di me, il tuo sguardo mi frugava il volto, la mente. Sei stato zitto. Hai lasciato passare il tempo. Avevi chiuso gli occhi, forse. Poi, alla fine, l’hai detto. Hai detto: è un’idea folle, tutto è folle. E anche tu, forse, non sei altro che questo: folle…(…) Vengo ad aprirti. Lo schiocco della porta ti coglie di sorpresa. Ti giri verso di me. Ti vedo. So che ti amo. Lo so nell’istante in cui i miei occhi incontrano il tuo volto, nella possibilità di parole che non vengono, che non posso dire.
 (…)
"Ti amo nel silenzio, in questo vuoto che di colpo ci separa, ci zittisce. Certe volte non si può fare che così, tacere, non dire nulla, lasciare il mondo spoglio, scarno…(…) Fai così. Le tue dita sul mio corpo come pennelli su una tela. Le tue dita lo percorrono tutto, centimetro dopo centimetro. Cercano, individuano, contano, circoscrivono. Toccano e vedono. Anche i tuoi occhi. Il tuo volto non esprime niente. Mi respiri sul volto, sul seno, sul ventre…(…) Ci sono cose che non so, di quest’uomo. Un giorno credo di sapere, poi di colpo non so più niente…(…) Mi chiedo dove hai dormito, le altre notti. In quale letto, in quale camera, con chi. Mi chiedo se c’è qualcun’altra nella tua vita. E se per caso è lei che ti tiene stretta di notte…(…) Mi chiedo quale cielo ci sia sopra la tua testa. Quali venti, colori, nuvole, uccelli.. mi hai portato sulla spiaggia. Pochi metri sulla sabbia e l’acqua ci ha bagnato i piedi. Era il tramonto, ti ho detto che avevo freddo e tu guardavi lontano senza sapere cosa guardare. Mi hai abbracciata d dietro e hai indicato la sagoma sfuocata di una nave all’orizzonte. E mentre guardavo ho saputo che ti avrei perso. È stato li che sono invecchiata di colpo…(…) Ma le parole non servono proprio a niente, amore mio. Nemmeno quelle che ti scrivo oggi dentro questa stanza di colpo bianca e gelida , hanno davvero senso.

Deborah Gambetta - "Il silenzio che viene alla fine"
 

“Secondo me non riesci a capire perché analizzi i sintomi, e non la malattia. Il tuo problema non è nella relazione con gli uomini. Quello è una conseguenza. Il tuo problema sta a monte, sta nella relazione con te stesso e con la tua vita. Innanzitutto, come fanno molte persone, anche tu chiami amore il desiderio di possedere. Possedere e appartenere a qualcuno…ti danni a voler dare a lui la felicità che non sai dare a te stessa. Oppure speri che possa renderti felice, lo carichi di questa responsabilità e lui finirà col deluderti. Sentirai di aver perso tempo…
…Per quanto riguarda le mie storie, avervo sempre sbagliato perché cercavo la mia totalità unendomi a un’altra persona. Non ci si può unire se manca un pezzo. Ci si può solamente appoggiare. Su questo aveva ragione. Vivevo le storie d’amore con un sacco di preoccupazione. Diventavo gelosa. In realtà, anche se dicevo di essere gelosa perché ci tenevo, lo ero solamente perché difendevo la mia sopravvivenza. La mia stampella. Così le mie storie d’amore avevano le radici nella paura. Paura di perderlo, perché da sola non riuscivo a provare quelle emozioni, paura di ripiombare nella solitudine. Paura di tornare a zoppicare. Non davo vita ad un sentimento vero, facevo solo scelte che mi facessero sentire meglio. Io ero senza pelle, e anche un soffio di vento sembrava uno schiaffo. Troppo debole. La debolezza non è altro che disarmonia interiore. Infatti ero totalmente disarmonico verso la vita…sono molte di più le cose che vengono a mancare quando una persona se ne va, molte di più di quelle fatte, di quelle successe. Perché? Perché? Perché? A questa domanda non c’è risposta, e se non lo si capisce in tempo si rischia di impazzire. Bisognava smettere di chiedersi perché e iniziare a chiedersi come poter trasformare tutto quel dolore in qualcosa di costruttivo. Come dargli sfogo e trasformarlo…in quei giorni ero disperata. Non pensavo che nella vita potesse fare così freddo…come lenti dinosauri, i giorni passavano lasciando le loro pesanti orme. Anche senza di lei mondo continuava a esistere. Io non riuscivo più a interessarmi a niente. Continuavo a essere anestetizzato, vivevo in una bolla di vetro. Veramente questo succedeva da tempo, la differenza era che adesso non potevo più fare finta di niente. L’unica cosa cui non ero più indifferente era la mia indifferenza. Forse stavo decidendo che dovevo per lo meno provare a capire chi ero…vivere è stata la medicina del primo periodo, anche se era ovvio che non sarebbe bastata…
…Non mi hai più portato vicino al tuo cuore, non mi hai più fatto sentire il tuo calore. E io ho passato la vita solo, fuori dalla porta della tua infelicità a bussare perché tu mi facessi entrare, dandomi la possibilità di starti vicino. Volevo stare li con te e tu me l’hai impedito. Tu non mi hai più aperto, probabilmente nemmeno udivi le mie grida, il rumore del mio pianto. Hai fatto finta di non sentire. Così, non riuscendo a renderti felice ho iniziato a condividere un po’ della tua infelicità. Stando sempre fuori dalle mura della tua indifferenza. Mi pareva di aiutarti, di alleggerirti la vita. Soprattutto, rinunciare alla mia felicità mi regalava l’illusione di esserti utile. Come una casa vecchia mi sono demolita e ricostruita. Non potevo più andare avanti a fare piccoli lavori di restauro. Ho dovuto demolire tutto e ricostruire dalle fondamenta. Qualcosa l’ho anche tenuto, non era tutto da buttare. Una cosa importante che ho imparato è stata quella di perdonarmi, ma soprattutto ho capito di voler essere felice. Ho scoperto di averlo sempre pensato, ma di non averlo mai voluto. Pensavo di non meritarlo. Come pensavo di non meritarmi i baci e le carezze che non mi davi e gli abbracci che mi hai negato.
La cosa che finalmente ora so con certezza è che ti amo. Ti amo. Ti amo da togliere il respiro quando ci penso. Ma per riuscire ad amarti così ho dovuto ucciderti, ho dovuto attribuirti le tue responsabilità, ho dovuto vederti per quello che sei. Meraviglioso, e doloroso.
Anche io mi sono preso le mie colpe. Ho capito che portavo il peso del mondo sulle spalle, pensando di essere una vittima degli accadimenti, ma in realtà ne ero il responsabile; avevo scelto io di essere così, quella condizione me l’ero imposta da solo, nessuno me l’aveva chiesto. Avevo deciso di essere vittima e mi ero scelto e creato quella situazione per godere del mio dolore. Usavo le altre persone per farmi del male. Mettevo la frusta nelle mani degli altri…”
--
Fabio Volo – “Un posto nel mondo”


“Proprio quando mi sono sentita ingannata, abbandonata, umiliata, ti ho amato moltissimo, ti ho desiderato più che in qualsiasi altro momento della nostra vita insieme.”
“E allora?”
“Non ti amo più perché, per giustificarti, hai detto che eri caduto nel vuoto, nel vuoto di senso, e non era vero.”
“Lo era.”
“No. Ora so cos’è un vuoto di senso e cosa succede se riesci a tornare in superficie. Tu no, non lo sai. Tu al massimo hai lanciato uno sguardo di sotto, ti sei spaventato e hai turato la falla col corpo di un’altra.”
Lo guardai attentamente. Era proprio così, non c’era più niente che mi potesse interessare di lui. Non era più nemmeno una scheggia di passato, era solo una macchia, come l’impronta che una mano ha lasciato anni addietro su una parete.
--
Elena Ferrante “I giorni dell’abbandono”


La cosa più ingiusta della vita è come finisce.
Voglio dire: la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo. Cosa ottieni alla fine? La morte. Che significa! Che cos'e la morte? Una specie di bonus per aver vissuto?
Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato.
Bisognerebbe iniziare morendo, così ci si leva subito il pensiero. Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori perché troppo giovani. Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare e per 40 anni, fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione.
Seguono, feste, alcool, erba ed il liceo...
Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando, e finisci il tutto con un bell'orgasmo!
--
Woody Allen


Quando fai un errore non pensarci troppo. fattene una ragione nella tua mente e guarda avanti. gli errori sono lezioni di saggezza. il passato non può essere cambiato. il futuro è ancora in tuo potere.
--
Hugh White


"A .... per i nostri anni insieme, per quella parte di te che mi manca e che non potrò mai avere, per tutte le volte che mi hai detto non posso, ma anche per quelle in cui mi hai detto ritornerò...sempre in attesa, posso chiamare la mia pazienza "amore"? La tua fata ignorante."
--
Le fate ignoranti


"Te stesso, così come ognuno nell'intero universo, merita il tuo amore ed il tuo affetto."
--
Buddha


"Giochiamo a fare i rivoluzionari nei nostri piccoli spazi riservati e ci sentiamo pericolosi e importanti e poi alla prima occasione vera torniamo poveri minorenni senza una casa e senza un lavoro e senza soldi, senza la minima possibilità di incidere sulla nostra vita"
--
Andrea De Carlo - Due di due


"Da dove viene la noia?"
"Non viene. È lì. Nella mancanza di scopo e nella mancanza di senso e nell'incapacità di andare oltre. Siamo convinti che si infili a tradimento negli spazi vuoti, e che basti darsi da fare per mandarla via. Invece è il contrario, la noia è al centro dello spazio, e noi per non vederla la copriamo con schermi e paraventi mobili di attività concatenate."
"E cosa dovremmo fare, invece?"
"Dovremmo sapere che la noia è lì. E che ci può spingere a fare le cose più insensate, o a cercare di capire il senso delle cose. Se uno si sottrae sistematicamente alla noia, per quanto corra non va da nessuna parte."
"Perché?"
"Perché tutto nasce dalla noia. Le percezioni e le constatazioni e
le elaborazioni, le idee di ogni tipo."
--
Andrea De Carlo - Pura Vita


Mica posso piangere e ridere in mezzo alla strada, la gente vuol parlare. E se nessuno ti parla, allora ti tocca pensare.
--
Stefano Benni - La grammatica di Dio. Storie di solitudine e di allegria


"Ma quando ti viene quella voglia pazzesca di piangere, che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare, allora non c'è verso di spiccicare una sola parola, non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro, ingoiato da quei dannati singhiozzi, naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime. Maledizione. Con tutto quello che uno vorrebbe dire... e invece niente, non esce fuori niente. Si può essere fatti peggio di così?"
--
Alessandro Baricco - Castelli di rabbia


"Ha 38 anni Bartleboom, lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare le cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi se non a lei?
Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle in grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle: "ti aspettavo!"
Lei aprirà la scatola e lentamente quando vorrà leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu, si prenderà gli anni, i giorni gli istanti, che quell'uomo prima ancora di conoscerla le aveva regalato.
O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo: "tu sei matto!"... e per sempre lo amerà!"
--
Alessandro Baricco - Oceano Mare


Forse le cose stanno esattamente così: quelli che vale la pena di amare veramente sono quelli che ti rendono estraneo a te stesso. Quelli che riescono a estirparti dal tuo habitat e dal tuo viaggio e ti trapiantano in un altro ecosistema, riuscendo a tenerti in vita in quella giungla che non conosci e dove certamente moriresti se non fosse che loro sono lì e ti insegnano i passi, i gesti e le parole: e tu, contro ogni previsione, sei in grado di ripeterli.
--
John Fante - Chiedi alla polvere


"Avevo provato ad affidarmi completamente alla sorte,buona o cattiva che fosse. Mi sembrava che tutto sarebbe stato più facile. Ma quando capii che nemmeno questo serviva a rendere la vita più sopportabile,diventai anch’io un’adulta come tutti gli altri,capace di conciliare le cose più atroci con la vita di tutti i giorni."
--
Banana Yoshimoto - Kitchen


"Nel vederti cambiare così in fretta, mi viene da pensare che in realtà l'essere umano è un contenitore. Solo un contenitore, il cui contenuto può cambiare. Anche in un'altra persona che cammina per strada. Seguendo il corso del destino, tu metti nel contenitore una cosa dopo l'altra, ma nella parte più profonda e segreta del tuo essere, in questo semplice contenitore c'è qualcosa che assomiglia a 'Sakumi', forse un'anima, non so, e solo quella per qualche ragione non cambia, è sempre lì, accoglie tutto e cerca di godere della vita. E se penso che sarà in te fino a quando morrai, provo una strana tenerezza, quasi un dolore, insomma mi sconvolge completamente"
--
Banana Yoshimoto - Amrita

 


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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 11

SCAFFALE 11



-A-


"L'analisi psicologica ha perduto ogni interesse per me da quando mi sono accorto che l'uomo prova solo ciò che immagina di provare. Di qui la conclusione che l'uomo si immagina di provare quello che prova. Ne ho un esatto esempio con il mio amore: tra amare Laura ed immaginarmi di amarla - tra immaginarmi di amarla meno o amarla meno - quale Dio potrebbe vedere la differenza ? Nel dominio dei sentimenti, il reale non è distinguibile dall'immaginario. E se basta immaginarsi di amare per amare, basta anche dirsi che ci si immagina di amare, quando si ama, per amare subito meno, e persino per distaccarsi in certa maniera dall'oggetto del proprio sentimento - o per distaccarne qualche cristallo. Ma per dirsi questo non occorre forse già amare un po' meno ?
Con un ragionamento simile x, nel mio libro, si affannerà per distaccarsi da Z - e soprattutto si sforzerà di distaccarla da se stesso.
--
André Gide - I falsari - Diario di Edouard



Nelle conversazioni con Anna Sergèevna esprimeva più che mai il suo disprezzo indifferente per il romanticismo, e solo a tu per tu con se stesso capiva di essere romantico. Allora fuggiva nel bosco e vi passeggiava a grandi passi rompendo i rami che gli capitavano davanti e mormorando a mezza voce imprecazioni contro lei e contro se stesso. Oppure si nascondeva nella rimessa o nel fienile e, chiudendo ostinatamente gli occhi, cercava di costringersi a dormire, cosa che, naturalmente non sempre gli riusciva. All’improvviso immaginava che quelle braccia caste si sarebbero allacciate, forse, un giorno intorno al suo collo, che quelle labbra orgogliose avrebbero risposto ai suoi baci, che quegli occhi intelligenti si sarebbero fissati con tenerezza, sì con tenerezza, nei suoi, ed era preso da vertigini, si lasciava trasportare per un momento, ma lo sdegno subito divampava di nuovo in lui.
--
Ivan Sergeevic Turgenev - Padri e figli


Marceline è seduta a metà sul letto; con una mano scarna si aggrappa alle sbarre; le lenzuola, le sue mani, la sua camicia sono inondate di un fiotto di sangue; il suo volto ne è tutto insudiciato; i suoi occhi sono paurosamente spalancati e anche il più atroce grido di agonia mi spaventerebbe meno del suo silenzio. Cerco sulla sua faccia sudata un angolo ove posare un orrendo bacio, il gusto salino del suo sudore mi resta sulle labbra. Le lavo e le rinfresco la fronte e le gote.......................Non so cosa fare; vorrei chiamare soccorso...la sua mano si aggrappa a me disperatamente, mi trattiene; ah! crede forse che io voglia lasciarla? Mi dice: "Oh, puoi bene aspettare ancora un momento" Vede che voglio parlare. "Non dirmi nulla," soggiunge. "Va tutto bene."
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Andrè Gide - L'immoralista


Il mio interrogatorio è cominciato subito dopo. Il presidente mi ha interpellato con calma e persino, mi è parso, con una sfumatura di cordialità. Mi hanno fatto di nuovo declinare le mie generalità e, malgrado ciò mi indisponesse molto, ho pensato che in fondo era abbastanza naturale, perché sarebbe troppo grave giudicare un uomo al posto di un altro. Poi il presidente ha ricominciato il racconto di quello che avevo fatto, rivolgendosi a me ogni tre frasi per domandare: "E' proprio così?" e ogni volta ho risposto: "Sì, signor presidente" secondo le istruzioni dell'avvocato. Questo ha durato molto perchè il presidente era molto minuzioso nella sua relazione. Durante tutto questo tempo i giornalisti scrivevano. Io sentivo gli sguardi del più giovane tra di loro e della donnina automatica.
--
Albert Camus - Lo straniero


Era tutto uno strano gioco. La stranezza era ad esempio nel fatto che il giovane, pur immedesimandosi a meraviglia nella parte del guidatore sconosciuto, non cessava di vedere nell'autostoppista la sua ragazza. Ed era proprio questo a tormentarlo; vedeva la sua ragazza intenta a sedurre uno sconosciuto, e aveva l'amaro privilegio di essere lì presente; di vedere da vicino come lei si comportava e cosa diceva quando lo tradiva (quando lo aveva tradito, quando lo avrebbe tradito); aveva il paradossale onore di essere lui stesso l'oggetto della sua infedeltà.
La cosa peggiore era che, più che amarla, l'adorava, gli era sempre sembrato che l'essere di lei fosse reale solo entro i confini della fedeltà e della purezza, e che al di là di quei confini lei semplicemente non esistesse; al di là di quei confini lei avrebbe cessato di essere se stessa, come l'acqua cessa di essere acqua superato il confine del punto di ebollizione. Adesso che la vedeva superare con naturale eleganza quello spaventevole confine, lo invase la rabbia.
--
Milan Kundera - Amori ridicoli - Il falso autostop


Stanotte ho sognato Miriam. Indossava una lunga veste bianca che da lontano sembrava una camicia da notte, avanzava lungo la spiaggia, le onde erano spaventosamente alte e si frangevano in silenzio, doveva essere la spiaggia di Biarritz, ma era completamente deserta, io stavo seduto su una poltrona a sdraio, la prima di un'interminabile fila di poltrone deserte, ma forse era un'altra spiaggia, e le ho fatto cenno col braccio invitandola a sedersi, ma lei ha continuato a camminare come non si fosse accorta di me, guardando fisso in avanti, e quando mi è passata vicino mi ha investito una folata di aria gelida, come un alone che si portava dietro: e allora, con lo stupore senza sorpresa dei sogni, ho capito che era morta.
--
Antonio Tabucchi - Piccoli equivoci senza importanza - Rebus


Fu in quella scuola che la bambina ebbe la possibilità di gettare le basi del suo sapere, senonché dopo averci passato un sol giorno ella si diede a protestare contro le sue leggi, e allora venne lasciata a casa. Cosa che non le impediva però, nei giorni di settembre, quando le finestre della scuola erano aperte, di sentire il brusio delle voci infantili che dentro la scuola andavano ripetendo i numeri della tavola pitagorica, il che le dava una certa fierezza per la libertà raggiunta, e anche la umiliava per esserne esclusa. Le basi della cultura furono realmente gittate nell'ozio della casa della nonna, dove, siccome non c'era anima che si desse la pena di aprire un libro, così poteva usufruire a suo piacimento della biblioteca ricca di volumi dalle splendide rilegature.. (......)Isabel Archer era una ragazza dalle molte teorie e dall'immaginazione abbastanza fervida. Il possedere un'intelligenza più viva della gente in mezzo alla quale era stata allevata, l'avere una più larga percezione dei fatti e l'essere bramosa di acquistarsi una conoscenza non comune era stato un suo privilegio. Nella cerchia delle sue conoscenze passava per una ragazza di straordinaria profondità, poiché quella brava gente non sapeva trattenersi dall'ammirare uno spirito del quale non arrivava a misurare l'ampiezza, e parlava di Isabel come di un prodigio di sapere, di una creatura che aveva letto i classici, in buone traduzioni.
--
Henry James - Ritratto di signora


Gabri


Il generale cominciò a prepararsi. Si vestì da solo. Tirò fuori
dall'armadio l'uniforme di gala e la fissò a lungo. Non
l'aveva più indossata da una decina d'anni. Aprì un cassetto ,
cercò le sue decorazioni e si soffermò a guardare le medaglie al merito custodite in astucci foderati di seta rossa, verde e bianca. Mentre palpava le medaglie di bronzo, d'oro e d'argento, vedeva una testa di ponte lungo il Dnepr, una parata militare a Vienna, un ricevimento al Castello di Buda. Alzò le spalle. Cosa gli aveva dato la vita? Doveri e vanità (...)
Si accostò alla finestra e aprì le persiane; l'ospite era già in viaggio verso il castello.
(...) Immobile, con volto inespressivo, rimase a guardare la vettura che si avvicinava, quindi socchiuse un occhio, come fa il cacciatore quando prende la mira.
--
LE BRACI - SANDOR MARAI


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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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 Chuck Palahniuk,
FIGHT CLUB

Il richiamo ad una generazione X sempre più spaesata e individualista, che trova nel collettivo la perpetuazione della propria solitudine: perchè è meglio essere odiati da Dio che trovarsi al cospetto della Sua indifferenza.

 

 Andrea Camilleri,
LA CACCIA AL TESORO

Migliore degli ultimi Montalbano, meno svogliato, ma non più all'altezza dei primi.

 Davide Enia,
ITALIA - BRASILE 3 A 2 

Libretto gustosissimo, che ripercorre la mitica sfida, descrivendo un quadretto familiare molto riuscito, nei suoi riti e nei suoi tic. Racconto lieve ma mai superficiale, accompagnato da una vena ispirata di ironia, perfino nelle note che ci spiegano le regole calcistiche con puntuale leggerezza. 

 

James Ellroy,
IL SANGUE E' RANDAGIO

Completa la trilogia americana. Più toccante e magico dei primi due, dipinge personaggi inediti e tiene alto il ritmo. Degnissima conclusione di una trilogia esplosiva. 859 pagine che corrono via. Per gli appassionati del genere è un libro imperdibile.

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Attuale e intrigante racconto sulla "banalità del male", con un punto di vista originale. Scrittura veloce e non sempre efficace, il romanzo merita comunque di essere letto!

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††††

Le anime si scontrano, in questo splendido racconto, in cui ogni personaggio non è casuale, ed ogni azione può essere riletta in sfumature opposte, fino a conclusioni in antitesi tra loro, come quella che porta la sorella di Bèbè, Jeanne, a dire, senza speranza: "A che serve continuare a porsi domande? Facciamo tutto quello che possiamo..."

 

 ERRI DE LUCA,
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††††

Un racconto che mette il lettore alla pari col mondo e lo riporta a una condizione essenziale di uomo. Sorretto da una scrittura un po' ampollosa, ma efficace, scorre lieve e delicato fino all'ultima pagina.

FRANCO ALFONSO,
BARBIERE SI NASCE
††

L'esperienza di vita di un bambino di paese che, in un periodo in cui non era facile sognare, aveva un grande sogno: diventare barbiere a Palermo! Un libro genuino che ha molto da insegnare.

  Letti nel 2009:

SERGIO ROTINO,
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†††

ANDREA CAMILLERI,
LE INCHIESTE DEL COMMISSARIO COLLURA

 

WILLA CATHER,
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DANILO "MASO" MASOTTI,
IL CODICE BOLOGNA

GIANRICO CAROFIGLIO,
IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA

ANDREA CAMILLERI,
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C. AUGIAS, M. PESCE,
INCHIESTA SU GESU'

JAMES ELLROY,
SEI PEZZI DA MILLE


ANDREA CAMILLERI,
LA DANZA DEL GABBIANO

ANDREA CAMILLERI,
L'ETA' DEL DUBBIO


Letti nel 2008:


JAMES ELLROY,
AMERICAN TABLOID



WU MING 4,
STELLA DEL MATTINO



ORNELA VORPSI,
LA MANO CHE NON MORDI



SANDOR MARAI,
LE BRACI
††


WU MING,
PREVISIONI DEL TEMPO
††

 
Andrea Camilleri,
IL CAMPO DEL VASAIO



Georges Simenon,
LETTERA AL MIO GIUDICE
†††


Andrè Gorz,
LETTERA A D.
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Lettura in corso
Fabio Levi,
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