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Niente di personale, Visti & Riletti


Diario


17 febbraio 2011

200.000 visite

I blog vivono anche di traguardi.

Giunto a 50000 visite, ho deciso di cambiare la natura delle mie pubblicazioni: niente più notazioni personali.

“Al fin della licenza io Tocco” chiudeva, cambiava veste e diventava “Niente di personaleappunto. Minimo impegno, qualche recensione, post anti truffe, cose così.

Nonostante ciò, oggi scopro di aver raggiunto un altro traguardo: duecentomila visite.

Il che mi fa pensare che i blog, in qualche modo, vivano di vita propria, diventino pagine a disposizione dei naviganti e se ne freghino di quello che il proprietario decide per loro.

Sorrido.

A questo punto il progetto è completo; personalmente, non ho più nulla da aggiungere a questo blog.

Ma nel chiudere questo post è giusto che dica: grazie a chiunque è passato, ha commentato, ha condiviso con me questo percorso, aperto il 10 gennaio 2008, 3 anni fa quindi.

Ci sentiamo a 500.000 visite ;)


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23 ottobre 2009

Siamo dei (fragili e imperfetti)


Oggi, scrivendo a due persone a me care, ragionavo sul senso del perdono, parola inflazionata che faccio fatica a riconoscere nel mio vocabolario. Che significa "perdonare"? Chi sa perdonare, chi sa farsi perdonare, chi perdona chi, e per cosa? Si può imparare a perdonare? Non saprei...

Io penso agli esseri umani come a degli dei fragili. Stiamo al mondo sapendo che moriremo, e questa è la condanna che pesa sulla intera nostra vita, oltre a quella di sforzarsi di credere a un dio che non si vede e, a volte, proprio non c'è.
Quello che ci rimane è la solidarietà tra noi. E, per questo, capisco quelle persone che dicono: la cosa che chiedo al mio compagno è di essermi accanto, di esserci.

Di contro, c'è la vita che preme, la nostra unica vita; e in questo siamo tutti peccatori, pecchiamo nei confronti di noi stessi per non osare abbastanza, pecchiamo nei confronti dei nostri cari nel momento in cui osiamo qualcosa di più. E tutto per sentirci vivi.

In questo senso, nessuno di noi è un dio perfetto, siamo tutti dei fragili, la nostra deità è votata alla fedeltà e, per estrema contraddizione, al peccato. Se sei fedele a te stesso, pecchi nei confronti dell'altro, e viceversa.

Ecco perchè dobbiamo perdonarci a vicenda. Il vero percorso cristiano delle nostre esistenze è questo: lo sforzo reciproco e mai finito di comprendere le ragioni degli altri e, se possibile, accettarle.
Bel casino...


7 aprile 2009

Sei pezzi da mille



Nel commentare American Tabloid dicevo: quando la scrittura mette la quarta.
In questo secondo episodio è questo aspetto che crea qualche inconveniente: la scrittura è TROPPO veloce e i fatti da narrare, i personaggi, gli intrighi, le macchinazioni sono, davvero, talmente difficili da seguire che il racconto ad un certo punto cede.
O forse, chissà, subentra la stanchezza del lettore.
C'è un altro aspetto che riguarda la scrittura: è molto caratterizzata, Ellroy utilizza i trucchi del mestiere ed il suo linguaggio è francamente geniale in alcuni passi. Poi diventa ripetitivo, ostico, e finisce per scorrere troppo in superficie.
Detto questo, i personaggi sono sempre iperaffascinanti, le figure femminili meglio delineate e più pungenti rispetto ad A.T.
Però: la mancanza che il lettore prova per Kemper B. non è colmata dalla new entry Wayne Tedrow Jr. e, infine, non si capisce che fine abbiano fatto rispettivamente la figlia di Ward Littel e la figlia di Kemper Boyd. Ma forse le reincontreremo nel terzo episodio, quando uscirà! Io ci spero...




Sei Pezzi da Mille è un romanzo di James Ellroy, il secondo della cosiddetta trilogia americana. In esso Ellroy ricostruisce le trame e le macchinazioni che sarebbero l'origine di avvenimenti chiave della storia americana miscelando fonti storiche e invenzioni letterarie.

La vicenda inizia il 22 novembre 1963 (assassinio di John Fitzgerald Kennedy a Dallas) e termina il 9 giugno 1968, passando per l'assassinio di Martin Luther King, l'escalation militare in Vietnam, le follie del miliardario Howard Hughes, il Ku Klux Klan, gli esuli cubani anticastristi, la Mafia. Così come nel precedente American Tabloid, la narrazione in Sei pezzi da mille si sviluppa seguendo alternativamente il punto di vista dei personaggi principali (Ward Littel, Pete Bondurant, Wayne Tedrow Jr.) e le comunicazioni secretate tra J. Edgar Hoover e vari agenti e collaboratori dell'FBI. Lo stile di scrittura è frenetico, fatto di periodi brevi ed incalzanti.

Il risultato finale è un angosciante affresco degli Stati Uniti, dipinti come una nazione fortemente influenzata dalle lotte e dalle macchinazioni di differenti gruppi di potere che ricorrono ad ogni mezzo alla loro portata per espandere la propria area di influenza.




30 dicembre 2008

Piccoli problemi, ma fastidiosi

Ringrazio tutti quelli che mi hanno lasciato un saluto, Riprenderò a pubblicare, dopo aver superato qualche problema che per il momento ha la sua porca priorità.
Che dire?
Festeggerò senza far rumore la fine di questo 2008, un anno per me complicato, che si toglie finalmente dalle scatole.
Ma mi sembra di capire che di annate semplici non ce ne sono più in fabbricazione...

Un buon Capodanno a tutti.




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23 dicembre 2008

Buon Natale


 ..

  ...

..

.

..

...

......

ebbene

sì: tra tutti i

numerosi auguri

che riceverete,

tra gli SMS ricopiati,

tra le mail riciclate,

gli auguri sinceri e quelli

scambiati nei negozi, in una

atmosfera sempre più festosa

e sempre meno natalizia, arrivano

anche i miei! Davvero: a tutti un sereno

caldo, buon Natale, a tutti quelli

che mi leggono, a quelli che

passano di qui per caso, a quelli che

non hanno tempo, e che per sentire lo spirito

del Natale devono andare a fare acquisti all'Ikea,

a quelli che vanno sempre di fretta,

a quelli che pensano di essere i migliori e a quelli che

pensano di essere i peggiori, a quelli che si polleggiano,

A TUTTI.

UN BUON,

SERENO,

NATALE.

da Marco ;)


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9 dicembre 2008

E' (quasi) Natale - consigli di sopravvivenza

Su con la vita, pensate positivo!
Ogni anno si avvicina il Natale e le persone si stressano. I regali da comprare, l’ipocrisia della festa, eccetera.
Perchè il Natale stressa così tanto?
Perchè, proprio nel momento della festa, ci accorgiamo che il mondo è pieno di ipocrisia?
In fondo, Natale non è meno artefatto di Halloween, di carnevale a Venezia, di Pasqua con pasquetta.
Natale è Natale, uno degli ultimi baluardi della nostra cultura, forse.
A me piace fare il presepe. I regali, per le persone a cui voglio farli davvero, li compro a novembre, quando per strada non c'è ancora la ressa (vacanze intelligenti? No, regali intelligenti :-)
Cerco di fare regali personalizzati, su cui io possa esprimere la mia creatività, perché regalare qualcosa deve essere un piacere, se no chi me lo fa fare?
Dicembre me lo godo, con il calore delle luci. Racconto a mio figlio la storia della Natività, anche se non ci credo tanto, ma resta pur sempre la più bella storia del mondo; e Gesù, forse non sarà il figlio di Dio, ma resta pur sempre una delle massime espressioni di saggezza della storia del nostro mondo. Natale è semplicemente il suo compleanno. Natale va visto così, secondo me.
E poi c'è questo fatto che la gente esce per strada, e io adoro la gente!


Quindi, pochi consigli per sopravvivere al Natale:
girare per la città senza fretta, guardarsi intorno, smettere di comprare regali se non sono sentiti.
Non sputtanarsi la tredicesima. Regalare pensieri, fatti anche di ciò che abbiamo in casa, ad esempio (ottima idea, regalare un CD fatto in casa, con musica selezionata da noi).
Cancellare i doveri. Il dovere mio corrisponde al dovere di un altro, se elimino il mio dovere, elimino anche il suo e gli faccio il più bel regalo!
Non dimenticarsi, MAI, di comprare qualcosa per se stessi.
Se vogliamo fare del bene, fare una donazione, anche piccola.

Dice: ma è ipocrita pensarci solo a Natale. Rispondo: chi se ne fotte, meglio a Natale che niente!

...e una volta per tutte... godiamoci il NATALE!



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30 novembre 2008

Niente di personale

Al fin della licenza nasceva come un blog con una presenza forte, notazioni personali, un orientamento politico marcato.

Questo blog chiude l'esperienza precedente e riparte da contenuti diversi, più mirati verso il mondo dei libri e verso la pubblicazione di articoli di servizio (sull'ambiente, sullo spettacolo, sul vivere la città, sulla famiglia).

Una struttura più agile, meno connotata, più "di contenuto", meno personale, infine.

NIENTE DI PERSONALE


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28 novembre 2008

UN COMMENTO FINALE E UN... A RIVEDERCI

Quando ho aperto il primo blog, nell’agosto del 2007, il mio obiettivo era comunicare cose a più gente possibile.
Nel gennaio 2008, entrando a far parte della comunità del Cannocchio, ho pensato: vorrei comunicare CON più gente possibile.

E poi, t’immagini… far arrivare il mio blog , che so!... a cinquantamila presenze! BUM!

Era questo quello che pensavo.

Eccoci qui. A 50.000 click.
Più di un anno di carriera da blogger, non so più quanti post pubblicati, quante cose scritte, quanti dibattiti aperti, contatti, amicizie virtuali, incontri per strada con gente che mi dice: “sai? Ieri ti ho letto…”

Tra sette mesi farò 40 anni, tempo di bilanci, un’autobiografia già scritta e chiusa nel cassetto e questa esperienza, bloggare ogni sera, per più di un anno, che aggiungerà un tassello di biografia.

Cose fatte, cose da fare.

Come tutti i perfezionisti, non ho una infinita stima di me stesso. Diciamo che se mi incontrassi un giorno per strada (il mio io sdoppiato) direi: “simpatico, sì… ma non me lo sposerei” :-)

Però ho questo: idee e passione.

Ho aperto un blog, l’ho portato avanti con la GIUSTA passione. Senza rinnegare l’esperienza, facendo sì che mi arricchisse.

Bene. Missione compiuta.

Come tutte le cose che servono in un periodo particolare della vita, questa esperienza ha avuto un inizio e ha una fine.
Nessuno si strapperà i capelli, lo so. Ma ugualmente ho deciso che il titolo sarà a rivederci, a rileggerci, perché le cose definitive mi angosciano un po’.  Perché è bello, nel chiudere una porta, scordarsela socchiusa.

Questo blog si ferma.

Agli amici blogger: abbiamo condiviso un bel pezzo di strada insieme, ho conosciuto persone fantastiche. Continuerò a leggervi. Verrò a salutarvi. E soprattutto, continuiamo a sognare ;-)

Ai lettori, appassionati e distratti:
restate sintonizzati. Il sito continuerà a pubblicare, anche se non più sotto forma di blog.
Recensioni personali sui libri che leggo o sui film che vedo, soprattutto. Ma anche articoli utili o curiosi, notizie dal mondo.
Insomma, citando il titolo di una mia rubrica, e parafrasando il famoso detto popolare, TUTTO FA BLOG.

Un caro saluto a tutti.

Io…
       …Tocco.



17 ottobre 2008

ioPueblo

C'è cambiamento, c'è aria di svolta epocale,

e anch'io mi sento cambiare.


Qualcosa di storico sta accadendo in me,

e non è un passaggio lento!

voglio renderlo noto su questo spazio.


Tenetevi forte:
sto per lasciare il Golden Virginia

Lo so, lo so. E' tutto così strano.
Ma ormai è fatta.
Da oggi ioPUEBLO!




12 ottobre 2008

E la fine del discorso la conosci già

Insieme visitate la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice "È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito".
E non hai capito ancora come mai,
gli hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.

Però stai bene dove stai.




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26 settembre 2008

Ricordi di lavoro

Come sempre, andando in giro per blog e lasciando commenti, trovo lo spunto per rammentare cose che credevo sepolte.
E così, commentando un post sul blog di Nily, mi è venuta in mente la figura di un capo, uno dei primi che ho incontrato nella mia carriera lavorativa.


Era il 1995, lavoravo per l'Istituto Valdese di Palermo. I Valdesi, si sa, sono sempre molto impegnati nel sociale, costruiscono scuole eccellenti e servizi sociali innovativi.
Io sperimentavo la figura dell'educatore domiciliare, all'epoca poco conosciuta.
Seguivo bambini con vissuti pesantissimi e situazioni a forte rischio, e ogni fine giornata tornavo al gruppo di colleghi, dove il capo cercava di tirare le fila di tutte le schifezze a cui avevamo assistito.
Il lavoro era pesante soprattutto per le nostre teste, ovvio. Io ero agli inizi, e mi stavo facendo, come si dice, le ossa.
Dopo un anno di lavoro intenso, presi un treno e lasciai tutto. Avevo il mondo davanti e molta voglia di conoscere e sperimentare
Prima di partire mi licenziai, e comunicai al mio capo che lasciavo il lavoro:
“Hai lavorato bene, mi disse, ma ugualmente di te non si ricorderà nessuno nè nessuno ti rimpiangerà mai."
"perchè?" gli chiesi.
"Perchè non ne abbiamo il tempo!”

Figo eh? Sapevo che aveva ragione. Del resto, l’ho sempre stimato per la sua schiettezza.
E so che lui stimava me.
Di quell'anno di lavoro, è questo il ricordo che mi è rimasto più impresso.


Approfitto di questo post per ringraziare tutti: 30000 click! Grazie a chi passa, a chi legge, a chi commenta. Io continuo a mettercela tutta ;)



19 settembre 2008

OVERDOSE DI QUOTIDIANI


Oggi ho comprato e letto, nell'ordine:


L'UNITA'
REPUBBLICA + VENERDI'
IL MANIFESTO
LA STAMPA
IL CARLINO
IL DOMANI di Bologna
IL BO
IL CORRIERE DELLA SERA
LA GAZZETTA DELLO SPORT





HO GLI OCCHI CHE MI GIRANO E IL CERVELLO FUSO

DOMANI TOPOLINO E TEX WILLER






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1 settembre 2008

Il voto a scuola e i sistemi educativi del tempo che fu

La ministra Gelmini ha deciso di reintrodurre il voto a scuola: non più quei giudizi come sufficiente, mediocre, buono, ottimo, ma numeri, con valore universale in una scala da 1 a 10.

Mi ricordo di quel giudizio che davano alla scuola media:
DISTINTO. Non capivo cosa significava, ma calcolavo che stava tra Buono e Ottimo, quindi non doveva essere poi una parolaccia.

Invece, i voti tutti li comprendono: o vali 3, oppure vali 8. 7 è meno di 9 ma è meglio di 6.

Se alle medie avevo i giudizi, alle scuole elementari, invece, c'erano ancora i voti.

Mio padre aveva deciso di
premiare i nostri voti con moneta sonante (erano i sistemi educativi di quel tempo, metà anni 70), ed aveva strutturato una graduatoria vera e propria:

il 10 era ripagato con una carta da
500 lire (un'ambizione che avrebbe portato chiunque alla felicità!)
il
9 valeva 300 lire
l'
8 era quotato 200 lire
il
7 voleva dire lire 100
il
6 cinquanta lire

Poi c'era una nota:
se la maestra scrive VISTO, venti lire.

E sì!... perchè a volte la maestra scriveva sul foglio solo una grande V, che poi seppi significava Visto. Senza voto. E ci si rimaneva talmente male che mio padre decise, in qualche modo, di premiare anche la V grande.
Con venti lire ci prendevi due volte l'ascensore, del resto!!!



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26 agosto 2008

Un anno da blogger

Andando per blog si ricevono molti stimoli. Commentando i post, si scrivono cose che portano ad altre cose e ad altre cose ancora.

Qualche giorno fa ho commentato un post di un'amica di blog (una volta tanto non ne farò il nome, ma è tra i miei link) che faceva una domanda facile facile: TU PERCHE' SCRIVI?

Il post era scritto molto bene, invitava al commento, così ho provato a rispondere.

Mi sono ricordato, scrivendo, che è passato un anno esatto da quando ho aperto il primo blog, su Blogspot. Era l'agosto del 2007.

Il blog non esiste più, in quanto a gennaio di quest'anno, passando al Cannocchio, ho deciso di non tenerne in vita due.

Un anno da blogger, non so se è poco o molto, ma in qualche modo il blog ha trasformato il mio tempo libero e la mia percezione dello stare insieme.


Io scrivo per...
la domanda è bella, ma la risposta non è facile.
O meglio: non è semplice.
Ho aperto il blog quando è nato il mio secondo figlio. Ero intrappolato a casa, come capita con i figli neonati. Ho passato un anno difficile, quasi in solitudine, preso da diecimila compiti eppure chiuso dentro casa. Casa lavoro, lavoro casa.
Sentivo il bisogno di comunicare, ma il mio tempo libero iniziava alle 22 e finiva alle 24.

Il blog era una strada, ma non pensavo si potesse parlare con gente che non conosci. Il "virtuale" mi era sconosciuto e mi faceva un po' paura.
Scrivevo per un giornale on line, Romareporter, ma non ero soddisfatto: nessun riscontro ai miei articoli, ancora una volta poca soddisfazione.
Adesso sono editore di me stesso, mi sento libero e creativo.

Mentirei se dicessi che i commenti e l'affetto non mi fanno piacere.
Il primo blog che ho aperto era sempre privo di commenti, era come parlare a un pubblico dal palcoscenico. Ma io amo mischiarmi, quasi quasi permetterei a chiunque di scrivere al mio posto e io starei a commentare.

Oggi il blog lo amo e lo odio. Mi ruba più tempo di quanto ne abbia in realtà, dormo poco e questo è male, però so che il blog mi fa bene, e così continuo.


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25 agosto 2008

Montare un canestro

Se c'è un lavoro casalingo che richiede pazienza, buona vista, capacità di orientamento e doti da sarto (o da pescatore, non so), quello è MONTARE UN CANESTRO.

Ho deciso di farlo ieri, dato che lo avevo promesso a mio figlio e che sembrava un lavoretto facile facile.
Dunque: dato un trapano, due tasselli e un tabellone, prendere le misure, fare due buchi nel muro, infilare i tasselli, infine appendere il tabellone. Fatto!

Il bello, però, viene dopo: il Set da pallacanestro comprende un canestro, una retina e un cordino per attaccare la retina al canestro.

Inizio a far passare il cordino per i supporti della retina: mettere i supporti in fila dal primo all'ultimo, prendere il primo e intrecciare il cordino dal supporto al canestro. Poi il secondo e così via. Fatto!

Fatto un cavolo! Finito il lavoro mi accorgo di essermi dimenticato un supporto fuori: tutto da rifare.

Ri- metto i supporti in fila dal primo all'ultimo, infilo il primo con il cordino e lo intreccio al canestro.
Fatto! No... ho sbagliato ancora. Rifare.


Insomma, ho capito cosa provano i pescatori quando devono riordinare le reti.
Alla fine, però... vuoi mettere la soddisfazione di una partitina in terrazzo?

Ecco il nostro nuovo canestro!






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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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 Chuck Palahniuk,
FIGHT CLUB

Il richiamo ad una generazione X sempre più spaesata e individualista, che trova nel collettivo la perpetuazione della propria solitudine: perchè è meglio essere odiati da Dio che trovarsi al cospetto della Sua indifferenza.

 

 Andrea Camilleri,
LA CACCIA AL TESORO

Migliore degli ultimi Montalbano, meno svogliato, ma non più all'altezza dei primi.

 Davide Enia,
ITALIA - BRASILE 3 A 2 

Libretto gustosissimo, che ripercorre la mitica sfida, descrivendo un quadretto familiare molto riuscito, nei suoi riti e nei suoi tic. Racconto lieve ma mai superficiale, accompagnato da una vena ispirata di ironia, perfino nelle note che ci spiegano le regole calcistiche con puntuale leggerezza. 

 

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Completa la trilogia americana. Più toccante e magico dei primi due, dipinge personaggi inediti e tiene alto il ritmo. Degnissima conclusione di una trilogia esplosiva. 859 pagine che corrono via. Per gli appassionati del genere è un libro imperdibile.

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5 è il numero perfetto

Interessante romanzo a fumetti, sul ritorno alla scena e sul riscatto di un vecchio guappo.

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Attuale e intrigante racconto sulla "banalità del male", con un punto di vista originale. Scrittura veloce e non sempre efficace, il romanzo merita comunque di essere letto!

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††††

Le anime si scontrano, in questo splendido racconto, in cui ogni personaggio non è casuale, ed ogni azione può essere riletta in sfumature opposte, fino a conclusioni in antitesi tra loro, come quella che porta la sorella di Bèbè, Jeanne, a dire, senza speranza: "A che serve continuare a porsi domande? Facciamo tutto quello che possiamo..."

 

 ERRI DE LUCA,
IL PESO DELLA FARFALLA
††††

Un racconto che mette il lettore alla pari col mondo e lo riporta a una condizione essenziale di uomo. Sorretto da una scrittura un po' ampollosa, ma efficace, scorre lieve e delicato fino all'ultima pagina.

FRANCO ALFONSO,
BARBIERE SI NASCE
††

L'esperienza di vita di un bambino di paese che, in un periodo in cui non era facile sognare, aveva un grande sogno: diventare barbiere a Palermo! Un libro genuino che ha molto da insegnare.

  Letti nel 2009:

SERGIO ROTINO,
UN MODO PER USCIRNE
†††

ANDREA CAMILLERI,
LE INCHIESTE DEL COMMISSARIO COLLURA

 

WILLA CATHER,
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DANILO "MASO" MASOTTI,
IL CODICE BOLOGNA

GIANRICO CAROFIGLIO,
IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA

ANDREA CAMILLERI,
LE PECORE E IL PASTORE

C. AUGIAS, M. PESCE,
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JAMES ELLROY,
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ANDREA CAMILLERI,
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ANDREA CAMILLERI,
L'ETA' DEL DUBBIO


Letti nel 2008:


JAMES ELLROY,
AMERICAN TABLOID



WU MING 4,
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ORNELA VORPSI,
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††


WU MING,
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††

 
Andrea Camilleri,
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Georges Simenon,
LETTERA AL MIO GIUDICE
†††


Andrè Gorz,
LETTERA A D.
†††

Lettura in corso
Fabio Levi,
IN VIAGGIO CON ALEX
††

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IL CAPO DEI CAPI
††


Fruttero & Lucentini,
LA DONNA DELLA DOMENICA
††††

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†      passatempo
††    interessante
†††   
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††††  imperdibile

 

 
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