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16 luglio 2009

Arriva il caricabatterie unico

A partire dal 2010 l'incompatibilità dei caricatori per i telefoni cellulari non sarà più un problema per noi utilizzatori, poiché la Commissione Europea ha invitato i principali produttori di telefonia mobile a standardizzare i caricatori nell'UE, trovando un accordo per risolvere questo problema senza il ricorso a strumenti legislativi.
Attualmente, infatti, come tutti noi ci siamo accorti :), nell'Unione Europea esiste in produzione una gran varietà di caricatori per i telefonini, e molti di essi possono servire a caricare soltanto un determinato tipo di telefono cellulare.
L'industria s'impegna quindi ad assicurare la compatibilità dei nuovi telefoni cellulari ad un modello unico di caricatore, basato sul connettore Micro-USB come interfaccia per il caricamento.
Il micro USB, per intenderci, è l'interfaccia che tutti noi abbiamo imparato a conoscere per connettere le macchine fotografiche digitali al PC di casa e scaricare le foto (almeno per quei PC che non leggono le CARD e per quei sistemi che non hanno il wireless).
Le previsioni dicono che la prima generazione di nuovi telefoni cellulari con caricatore intercompatibile arrivi sul mercato UE a partire dal 2010.
Attendiamo speranzosi...




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5 maggio 2009

Perchè facevate le torture?

Ecco: la domanda che doveva venire, pressante, per bocca del mondo, è stata finalmente posta per bocca di un bambino.
"Signora Rice" ha chiesto un alunno di una scuola elementare alla ex Segretario di Stato Condoleezza Rice, "Perchè fu attuato il waterboarding?"
In realtà, ha raccontato al Washington Post la mamma dell'alunno, originariamente la domanda del piccolo Misha doveva essere ancora più dura e solo l'intervento delle maestre lo ha convinto a formularla in modo diverso evitando l'utilizzo della parola "tortura".
E' seguita risposta convenzionale ma, sembra, piuttosto imbarazzata.



Scrive il quotidiano La Stampa:
Non si tratta comunque della prima volta che la Rice è costretta a difendere in pubblico le "controverse pratiche di interrogatorio", equiparate a vere e proprie torture, adottate da Bush e che lei è stata una dei primi ad approvare.
La scorsa settimana, per esempio, si era trovata sotto il fuoco di fila delle domande degli studenti della sua Stanford, l’università della California dove la Rice è tornata ad insegnare conclusa l’esperienza a Washington. Anche in quell’occasione aveva difeso la legalità delle scelte dalla passata amministrazione: «per definizione, se sono state autorizzate dal presidente non violano i nostri obblighi nei confronti della convenzione contro la tortura». Frase, hanno sottolineato commentatori americani, che riecheggia la famigerata affermazione di Richard Nixon: «se è fatto dal presidente allora non è illegale».

In realtà, questi sono gli unici rischi che l'Amministrazione Bush correrà. Nulla di più. Nessun processo per crimini, nessuna vera forte condanna, almeno politica.
Però, per bocca di un bambino, il mondo per un attimo ha fatto sentire il suo profondo dissenso. E chissà, la prossima domanda innocente potrebbe essere: "in assenza di giudizi o di condanne, siete almeno capaci di provare vergogna?"



13 febbraio 2009

Crisi e privacy

Grazie al decreto "milleproroghe", collegato alla Finanziaria, le società promozionali potranno prendere gli elenchi telefonici precedenti all'agosto 2005, e telefonare per attività promozionali, anche a chi si era opposti a questo tipo di chiamate.

Ricordate? Con i nuovi elenchi telefonici, intorno al 2006, era stato chiesto a tutti noi di scegliere, se voler ricevere chiamate commerciali o no. Si poteva scegliere anche se e come comparire nell'elenco.
Il disegnino di una busta o di una cornetta avrebbe accompagnato il nostro cognome. La presenza di questi simboli avrebbe indicato che siamo disponibili a ricevere lettere o telefonate promozionali.

Una parte degli italiani ha dato il consenso alle chiamate con offerte commerciali, mentre la maggior parte ha detto no (dunque non c'è il simbolo accanto al cognome).

Ora questa protezione da chiamate moleste, a volte asfissianti, viene cancellata. Il Governo dice che così si potrà salvare circa 30000 posti di lavoro.

La risoluzione della crisi, pertanto, rimette in gioco diritti che per molti di noi erano già acquisiti. Risponderemo nuovamente allo squillo del telefono ad ogni ora per sentire una voce registrata che vuole venderci dell'olio.



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11 febbraio 2009

non è stata concessa nemmeno la pietà

Si vorrebbe e si dovrebbe tacere, ma proprio non ce la si fa. Anche perché tacere, di fronte alle urla e agli insulti altrui, rischia di sembrare una diserzione. E dunque: leggo le scritte "Beppino boia" tracciate sui muri da fanatici dementi, e ritrasmesse da un paio di telegiornali (potevano risparmiarselo: non sempre la merda è una notizia). Leggo la dichiarazione di un anziano attore (del quale taccio il nome perché mi vergogno per lui) al quale il signor Englaro "ricorda il conte Ugolino". Mi chiedo da quale spelonca arrivino questi pensieri mostruosi; se e quanto riflettano una mostruosità solamente rimossa per pochi decenni, ma presente da sempre nelle viscere di un paese ignorante e bigotto; se e quanto siano invece il frutto di una mostruosità tutta nuova, prodotta dall' incrocio venefico tra vecchie incrostazioni reazionarie e il modernissimo abuso mediatico della parola anche da parte di chi non ne conosce il significato e il peso; infine se non abbia confidato troppo, il signor Englaro, nelle capacità morali e legali di un paese sostanzialmente immorale e illegale. Esporsi al giudizio di una comunità è un atto nobile e umile, ma se la comunità è così fortemente dominata dalla menzogna e dalla superstizione, quanto vale il suo giudizio? Antigone ebbe il privilegio di ribellarsi alle leggi. Ma come ci si ribella all' illegalità?

MICHELE SERRA




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2 dicembre 2008

In Dipendenza

Proprio ieri discutevo con una persona. Nel presentare se stessa, mi dice: sono totalmente indipendente.

Sei indipendente.

Da cosa, esattamente, non dipendi?

Non so, mi dice. Sono indipendente da tutti.

Fumi?

Sì.

Allora sei dipendente dal fumo.

Smetto quando voglio, mi risponde.

Ammesso che sia vero. Lavori?

Sì. Sono impiegata.

Allora dipendi dal tuo datore di lavoro.

Solo per lo stipendio, sì.

E per le ferie, aggiungo.

E quando esci da casa al mattino? Le chiedo, non dipendi dall’autobus che attendi alla fermata?

Potrei farmela a piedi, risponde.

Bene, le dico. La tua incolumità dipenderebbe dalle centinaia di persone che si mettono in strada ogni giorno, dal fatto che loro guidino bene e non ti mettano sotto.

A mensa, dipendi dalla persona che ogni giorno prepara il sandwich che mangi. Se ti curi, dipendi dal medico che ti visita, dall’infermiere che ti medica, dall’azienda farmaceutica che confeziona i farmaci che mangi e di cui non sai nulla. Da quante persone, esattamente, già dipendi?

Da chi, allora, sei indipendente?

Non so, sono libera.

E’ un dato di fatto, le rispondo. Non vedo manette ai tuoi polsi.

Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti. La nostra libertà ha un presupposto, che ne è fonte necessaria, anche se non sufficiente: tutti noi siamo interdipendenti. Se oggi affondo io, il domani sarà più difficile per te.

Gli Stati cercano l’indipendenza, ma poi trattano per non rimanere isolati; l’occidente comunitario vuole non dipendere dagli extracomunitari, di cui ha però bisogno per garantirsi un futuro.

Tutti siamo assolutamente interdipendenti, ma tutti ci comportiamo come la ragazzina che proclama la sua indipendenza.

Nessuno di noi sembra ancora aver capito la portata del problema:

non si può salvare mezza nave, se l’altra mezza affonda.

 


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1 dicembre 2008

L'impegno politico ai tempi di Facebook



L'onda in piena travolge tutti: è la Facebook mania.
La comunicazione è veloce (con la chat addirittura istantanea), e la comunità di "amici" può farsi davvero immensa. Ogni giorno arriva qualcosa come una cinquantina di notificazioni che riempiono le mail e ci fanno sentire fortemente connessi.
Ho scoperto amici e amiche che non credevo di avere e ritrovato, con piacere sincero, persone del mio passato, con cui scambiare un: "oilà, anche tu qui?"
E poi ci sono i gruppi, da quelli "di cazzeggio puro" a quelli più impegnati:
Ad esempio
I rifiuti intelligenti,
Che Guevara t.v.b. .,
Quelli che non hanno mai abbracciato George W. Bush e ne sono fieri.,
Per RICORDARE,
Salva i Blog! Contro il DDL anti-Blog presente alla Camera (DdL C. 1269),
Ex Alunni Liceo Classico Statale Giuseppe Garibaldi Palermo,


Ai gruppi o alle cause di cazzeggio non ho alcun problema a iscrivermi, con un click sono annesso a cose fantastiche, da cui mi cancello con un altro click.
L'ultimo frequentato?

ASSOCIAZIONE DONATORI D'ORGASMO :-)

Ma i gruppi seri?
Supponiamo che uno ti inviti a diventare fan di
Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli altri eroi
Io mi blocco, non ce la faccio.
Che significa: "e gli altri eroi? chi sono? Hanno nomi? ...e poi, che significa diventare fan?
Cos'è? Vasco Rossi?

La discussione politica ai tempi di Facebook si banalizza.
I dibattiti si svolgono dentro questo contenitore del tutto e niente, dove le idee non sono approfondite, segno dei tempi, un SMS del cervello.
I gruppi badano alle adesioni: quanti siamo? Quanti sono gli altri? Chi vince?

Il fenomeno Facebook, evidentemente, deve fare il suo corso. Finirà, come ogni moda.


20 novembre 2008

Ancora sul G8 di Genova e sulla giustizia "mancata"

Da una lettera a Repubblica del 19 novembre



Da Manganelli atti concreti non solo spiegazioni

Caro direttore, abbiamo seguito su Repubblica la replica dell' onorevole Veltroni alla lettera del capo della polizia Antonio Manganelli. Chi scrive ha vissuto personalmente la tragica nottata del 21 luglio 2001 e da allora si batte per evitare che episodi simili possano ripetersi. Ci permettiamo di ricordare alcuni fatti di questi anni, al fine di collocare meglio l' offerta di spiegazioni del dottor Manganelli: 1) nessuno, al vertice dello Stato, ha finora ripudiato il blitz alla Diaz come indegno di un regime democratico; 2) per sette anni, come denunciato dai pm, la polizia ha ostacolato il lavoro dei magistrati, impedendo fra l' altro il riconoscimento di molti dei responsabili delle violenze; 3) 27 dei 29 imputati, e in particolare gli altissimi dirigenti di polizia oggi assolti, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, rifiutando così di offrire quelle spiegazioni che lo stesso dottor Manganelli ritiene necessarie; 4) lo stesso Manganelli, deponendo come testimone, non ha colto l' occasione per fornire le «spiegazioni» che ora vorrebbe esporre in altre sedi; 5) nessuno dei 28 condannati nei processi Diaz e Bolzaneto è stato rimosso dall' incarico. Per queste ragioni crediamo che le «spiegazioni» del capo della polizia debbano essere accompagnate da atti concreti, come le scuse formali alle vittime degli abusi, auspicate su Repubblica anche da Valerio Onida; la collocazione dei condannati a ruoli senza relazione diretta con i cittadini; la massima collaborazione con la magistratura per le inchieste ancora aperte, a cominciare da quella «contro ignoti» per il tentato omicidio di Mark Covell davanti alla Diaz. Crediamo anche che il parlamento dovrebbe discutere al più presto alcune proposte di legge come l' obbligo per gli agenti in servizio di ordine pubblico di indossare codici che li rendano identificabili e l' istituzione di un organismo indipendente cui denunciare eventuali abusi delle forze di sicurezza: sono strumenti diffusi in molti paesi europei. Un intervento tardivo e solo verbale, senza atti concreti, avrebbe solo il sapore della beffa.

Lorenzo Guadagnucci, Enrica Bartesaghi (Comitato Verità e Giustizia per Genova)


15 novembre 2008

La Camera ci riprova: avanti il DDL anti-blog

Bene! Giusto per non farci mancare nulla, potremmo dire che ci risiamo.
Avete presente?

Era l'ottobre del 2007. Il consiglio dei ministri approvava il cosiddetto "DdL Levi-Prodi", disegno di legge che prevedeva per tutti i blog l'obbligo di registrazione al Registro degli Operatori di Comunicazione e la conseguente estensione sui blog dei reati a mezzo stampa.

Passa un anno: oggi, novembre 2008. Un altro giurista, Daniele Minotti, si accorge che il progetto di legge gira di nuovo nelle aule del nostro Parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera (DdL C. 1269).

Per i bloggers italiani significa dover ricominciare daccapo: si formano i primi gruppi su Facebook (definito il blog dei pigri, blog globale, chat o quello che è), si mettono i banner sui blog (io l'ho già posto in bella evidenza) e si spera che qualcosa si muova in difesa della libertà di espressione sul web (almeno sul web...)

Sembra che i blog a rischio siano soprattutto quelli che hanno una seppur minima attività lucrativa, come ad esempio quelli che hanno banner pubblicitari su cui guadagnano anche pochi soldi.

Lascio qui alcuni link per l'approfondimento. Intanto, c'è un gruppo su Facebook che ha già raccolto in poco tempo centinaia di adesioni. Ci arrivate dal banner in alto a sinistra di chi legge.

Petizione -
No alla Legge AntiBlog

La Camera manda avanti il DDL anti-blog

Editoria, la nuova legge guarda anche al web

(il blog di) Daniele Minotti


13 novembre 2008

G8, sentenza per la Diaz

assolti i vertici della polizia. L'aula grida: "Vergogna"

Dunque per i fatti di Genova non c'è giustizia. O almeno, la giustizia non colpisce i potenti, potremmo pensare.
Il verdetto per l'irruzione nella scuola Diaz durante il G8 del 2001, vede l'assoluzione per Gratteri (ora capo anticrimine) e Luperi (n.1 dell'ex Sisde).
Infine, pagano solo gli agenti, quelli operativi, quelli che avevano ricevuto ordini. 13 le condanne.

In totale erano 28 i poliziotti sul banco degli imputati, ma il collegio presieduto da Gabrio Barone ha deciso di emettere 13 condanne, esclusivamente nei confronti dei responsabili delle violenze all'interno della scuola. Sono state inflitte condanne per 35 anni e sette mesi, rispetto agli oltre 108 anni chiesti dall'accusa.

Assolti, dunque, i funzionari di polizia che firmarono il verbale di perquisizione e cioè Gratteri, Luperi e Calderozzi.

La totalità delle condanne riguarda i componenti del Settimo nucleo mobile di Roma, del suo capo dell'epoca Vincenzo Canterini condannato a 4 anni e accusato di calunnia, falso ideologico e lesioni, e dai suoi sottoposti Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti e Pietro Stranieri, condannati a 3 anni e accusati di lesioni aggravate in concorso. Il vice di Canterini, Angelo Forniè è invece stato condannato a due anni di reclusione.

Per la vicenda delle molotov introdotte all'interno della scuola, invece, Pietro Troiani è stato condannato a 3 anni e Michele Burgio a 2 anni e 6 mesi, ambedue erano imputati di calunnia, falso ideologico e violazione della legge sulle armi. Infine Luigi Fazio è stato condannato a un mese di reclusione.

Alla lettura della sentenza, dopo 11 ore di camera di consiglio, si è levato il grido 'vergogna, vergogna!' dai settori del pubblico che affollava l'aula.

Il primo processo ad essere celebrato per i fatti di Genova è stato quello per le violenze di strada che si è concluso il 14 dicembre 2007 con la condanna a pene tra i 5 mesi e gli 11 anni per 24 no global. Ne ho parlato già QUI
Il secondo è stato invece quello per le violenze e i soprusi avvenuti nella caserma di Bolzaneto. Il 14 luglio 2008 il tribunale ha condannato 15 persone (tra poliziotti e civili) a pene variabili tra 5 mesi e 5 anni.
Ne ho parlato QUI.

Il dibattito su quella sospensione della democrazia in Italia, che come i fatti confermano resterà solo parzialmente e superficialmente punita, può risultare ormai anacronistico. Ma c'è gente, come me, che non ha alcuna voglia di dimenticare.
Io non dimentico.



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6 novembre 2008

Lettera di Oliver Stone su Repubblica - da leggere!

... avrei potuto scriverla io stesso.



caro mr. bush, che sollievo lei non sarà più presidente

Gentile signor Bush, mentre cerco di scrivere questa lettera mi sento come lei a una delle sue leggendarie conferenze stampa: non so cosa dire. Se non quello che è ovvio: provo un enorme senso di sollievo in vista del fatto che lei non sarà più presidente degli Stati Uniti. L' America è una nazione che concede una terza, e anche una quarta occasione, ma per fortuna non è così nel suo caso. Qualche anno fa non sarei nemmeno stato in grado di comporre una simile missiva. Quando lei lanciò la guerra in Iraq ne fui estremamente turbato, specialmente se si considera che sono un veterano del Vietnam, perché vedevo ripetersi la storia. Una delle ragioni per cui feci il film Alexander era per potermene andare da questo paese e allontanarmi dalla sua politica. Ma nel frattempo ho imparato a mettere da parte i miei sentimenti, per quanto spiacevoli. E così sono stato in grado di mettermi nei suoi panni e fare un film su di lei. E ci creda o no, sono riuscito a esorcizzare qualche demone. Ma questo ha cambiato la mia opinione su di lei? Senz' altro no. Mi hanno chiesto che genere di raccomandazioni avrei per lei ora che sta lasciando il suo incarico. E la prima cosa che mi passa in mente è lei in tribunale, o lei a rispondere sul banco dei testimoni, in altre parole lei perseguitato per lungo tempo dall' ombra dei suoi crimini, come nei Miserabili o nei romanzi di Dostojevskij, fino al giorno in cui aprirà gli occhi su se stesso. Lei, a mio parere, ha violato la legge. Lei ha mentito e occultato. Il suo peccato più grande è stato politicizzare e sfruttare l' attacco dell' 11 settembre per i suoi fini. Lei si è comportato come se il suo potere fosse permanente, come se fosse re Giorgio IV. E i danni che ha prodotto non se ne andranno via in un anno. Avendo un ego smisurato, forse le piacerà l' idea che parleremo ancora di lei di qui a trent' anni. O che il suo impatto sarà molto più forte di quello che hanno lasciato Reagan o Nixon. In verità, lei ha cambiato il nostro paese più o meno quanto Napoleone cambiò la Francia. I miei nipotini vedranno ancora gli effetti delle sue politiche. E chiunque sarà il prossimo presidente rimarrà nella sua ombra per lungo, lungo tempo. Naturalmente io spero che sarà Obama, e che sarà in grado di mantenere le sue inclinazioni riformiste. Ma il suo compito sarà difficile come le dodici fatiche di Ercole. Ma non potrebbe aver fatto almeno qualcosa di positivo? Una sola singola cosa? Quando nel 1960 chiesero a Eisenhower in che modo Richard Nixon, che era stato suo vicepresidente per otto anni, avesse contribuito alla sua azione politica, disse: «Datemi una settimana di tempo e ne riparliamo». Può lei aver fatto di peggio? Sì. E se le fosse andata meglio in Iraq? Allora forse sarebbe stato molto più aggressivo verso l' Iran. E forse contro il Venezuela, forse perfino contro Cuba. Da questo punto di vista, in realtà, siamo stati abbastanza fortunati. Ma c' è comunque anche l' uomo George W. Bush, e non il presidente. Avrei potuto incontrarla molti anni fa, quando tutti e due frequentavamo l' Università di Yale. Ma penso che già allora lei non mi sarebbe andato a genio. Era più uno da confraternite universitarie e mi sembra che l' abbia sempre pensata diversamente da me. Probabilmente se fosse andato personalmente in Vietnam, non avrebbe mai cominciato la sua guerra. E forse avrebbe messo in discussione il suo ego. Ma lei non ha mai riconosciuto i suoi errori. Perciò perfino adesso, dopo aver cacciato i miei demoni su di lei, farei molta fatica a immaginare di bere un bicchiere insieme a lei. Certo, è una nota cupa con cui terminare una lettera. Dopo tutto, nel profondo del cuore, io resto un ottimista. Tutti dobbiamo evolverci, se vogliamo sopravvivere. Perfino lei. Come disse una volta Theodore Roethke: «È nel momento dell' oscurità che l' occhio comincia a vedere». © IFA, 2008 (Traduzione di Fabio Galimberti) -
OLIVER STONE


3 novembre 2008

In attesa delle elezioni




Mi era impossibile non parlarne, è il duello del secolo, avvincente.
Ricorda da vicino la sfida Kennedy - Nixon, e mi auguro che il verdetto finale veda ancora il trionfo democratico.
Sarebbe come dire che si chiude l'era delittuosa dei Bush, e si accede ad un periodo di vera alternanza.
Sarebbe il primo presidente nero, e anche questa è una novità da festeggiare.
Insomma: io tengo per Obama, ma credo che questo sia l'aspetto meno importante della faccenda.
Non resta che attendere, sperare e crederci.




25 ottobre 2008

L'opposizione riparte da qui

Anche se non ci potrò essere fisicamente (lo dico con sofferenza!)

COL CUORE SONO CON VOI!



Il Pd in piazza per salvare l'Italia
L'opposizione riparte da qui

Due cortei, poi tutti al Circo Massimo

Si torna in piazza. Per la scuola, per i salari, per le famiglie, per rilanciare l'economia. Per tutto quello che il governo Berlusconi non fa. Il vento di protesta soffia sulla prima prova di piazza che il Pd si prepara ad affrontare sabato a Roma. Due cortei che partiranno da piazza della Repubblica e da Ostiense, convergeranno verso il Circo Massimo. E per chi non potrà essere a Roma, la manifestazione sarà trasmessa in diretta sul sito del Partito Democratico oppure su YouDem.


ieri ero qui! Mi si è riempito il cuore!



14 settembre 2008

Priebke ospite in giuria al concorso delle miss

L’idea di invitare il criminale di guerra Erich Priebke è venuta a tale Claudio Marini, 35 anni di Frosinone. Uno che le ha provate tutte pur di raggiungere uno strapuntino di notorietà.



L’anno scorso come presidente della giuria del suo concorso di bellezza «giunto ormai alla nona edizione» si era dovuto accontentare di Fabrizio Corona.

Priebke è apparso così in videoconferenza, perchè il Giudice di sorveglianza gli ha negato il permesso e lui non ha potuto lasciare gli arresti domiciliari di Roma.

Per approfondire l'articolo invito a leggere qui.

Claudio Marini, dunque. Registriamo bene questo nome, perchè il tizio in questione vuole notorietà, quindi è giusto che l'abbia.

CLAUDIO MARINI
CLAUDIO MARINI
CLAUDIO MARINI

Lascio a chi legge ogni commento, ma il nome ci deve rimanere impresso insieme alle gesta di questa ennesima testa non pensante.



24 marzo 1944 - Strage alle Fosse Ardeatine, cave di pozzolana situate a due chilometri oltre Porta San Sebastiano, prescelte da Kappler per compiere la vendetta decisa da Hitler e dal comando militare tedesco in Italia, per l'attacco partigiano di via Rasella. Vengono uccisi con un colpo alla nuca, nei tempi calcolati e programmati con meticolosità, in circa cinque ore, dal primo pomeriggio alle venti, 335 italiani, di ogni età e di varia condizione sociale, patrioti e rastrellati per caso, 75 ebrei soppressi solo per odio razziale. Undici delle vittime sono rimase senza nome, per due non si è certi della identità attribuita. Una strage da tenere segreta, la notizia diffusa solo il giorno dopo senza comunicare i nomi degli uccisi e il luogo dell' esecuzione, gli ingressi delle gallerie preclusi e celati dal crollo del terreno provocato facendo esplodere per quattro volte cariche di dinamite.
Nell'avviare i destinati al massacro erano stati scelti tra i prigionieri di via Tasso, del III braccio di Regina Coeli e della pensione Oltremare, sede della "polizia speciale" di Pietro Kock. 285 da Kappler, 50 dal questore Caruso e da Koch per completare la lista su richiesta di Kappler. Dopo l'esecuzione, rifacendo il conto delle vittime, queste risultarono, per gli errori compiuti durante la selezione dei detenuti, 5 in piu' del previsto (sarebbero state 6 se il disertore austriaco Joseph Reider, unico straniero inserito tra i destinati a morire, non fosse riuscito a fuggire pochi istanti prima di essere avviato all' esecuzione.

Priebke fu prima condannato a 15 anni, poi ridotti a 10 per motivi di età e di salute; poi, nel marzo1998, la Corte d'Appello militare lo condannò all'ergastolo, insieme all'altro ex membro delle SSKarl Haas. La sentenza è stata confermata nel novembre dello stesso anno dalla Corte di Cassazione; a causa della sua età avanzata, a Priebke sono stati concessi gli arresti domiciliari.


Per non dimenticare!



12 settembre 2008

12 settembre

SETTE ANNI FA, ALLE 12, LA STESSA ORA DELL'ATTENTATO DEL GIORNO PRIMA, FURONO FATTI RISPETTARE TRE MINUTI DI SILENZIO, CHE CI SEMBRARONO ETERNI E CI SCOSSERO L'ANIMA.
NON VOLENDO PUBBLICARE NULLA L'11, PER RISPETTO AI FATTI E AI MORTI, PUBBLICO OGGI LE PAROLE CHE SCRISSI IL 12 SETTEMBRE 2001, DOPO QUEL MINUTO DI SILENZIO.


Ieri notte, alle quattro e dieci, Gabriella mi ha svegliato, mi ha detto "corri subito fuori". Sono uscito al balcone e ho visto una macchina e due motorini che bruciavano, con i pompieri e la folla, e soprattutto le luci, in piena notte: quella del fuoco e quella della fotoelettrica. E poi fumo. Tanto.

Preso dal sonno e dalla sorpresa ho tentato un ragionamento: "ma quella è la mia macchina", ho detto. Gabri ha voluto rassicurarmi: " ma che cazzo dici, guarda che è la mia! La tua è posteggiata più dietro". Effettivamente questo mi ha rassicurato.
Siamo scesi giù e abbiamo scoperto che non era né la mia, né la sua, e questo ci ha rassicurati entrambi.
Stamattina ho saputo che era stato il piromane di Bologna, e mi sono chiesto tra me e me: "ma come gli va?.".
Mi sono tranquillizzato del tutto, perché ieri notte pensavo invece a un attacco o a un attentato, e il fatto che avessero preso la mia macchina mi sembrava del tutto naturale. Prima o poi doveva toccarmi, mi sono tolto il pensiero.
Sempre stamattina, alle dodici, ho voluto osservare i tre minuti di silenzio in segno di lutto. Mi sono collegato a Radio Bruno e siamo stati tutti e due in silenzio, io e Radio Bruno. Poi lei ha attaccato a cantare Imagine, e mi è venuta la pelle d'oca. Sta tragedia mi ha colpito, lasciandomi muto.
Cioè, il problema è che non ho saputo più cosa dire.
Mi sono anche chiesto mentalmente: "perché hai fatto tre minuti di silenzio? non li avevi mica fatti in altre occasioni, quelle che riguardavano le tragedie di serie B, cioè tutte quelle non accadute a cittadini americani."
Il problema è che non lo so. Credo che il mio silenzio, quello dei tre minuti, ma anche quello delle parole che non mi vengono più, sia dovuto alla storia. Ma non alla storia degli americani violentati nella loro terra, e neanche alla storia degli afgani che tra poco saranno ammazzati per vendicare gli americani violentati nella loro terra.
Il mio silenzio è dovuto al peso della storia, al fatto che, è chiaro, tra poco ci sarò dentro anch'io, con la mia macchina che non è ancora bruciata, con i miei parenti lontani, con il mio futuro che non ho ancora costruito. Sarò dentro la storia con tutto questo e mi sento decisamente impreparato.
Ricordo mio nonno durante la seconda guerra, anche lui era dentro la storia, quella dei libri, quella pesante.
Io spero che noi tutti avremo qualcosa da raccontare, dopo. E che non siano altre tragedie.

Forse i tre minuti di silenzio erano dovuti a questo: preghiamo per tutti i morti del mondo, stiamo in silenzio contro il terrorismo islamico e contro quello cattolico, contro chi in questi anni ha coltivato le sue relazioni internazionali, arricchendosi con i soldi degli Emirati Arabi, a Bologna come in tutto il mondo, e ora deve difendere i suoi quattrini dai loro antichi proprietari.
Rettori, politici, gente di alto livello. Questa gente sicuramente saprà come comportarsi di fronte al peso della storia.


28 agosto 2008

Alitalia? Risolto! ...così siamo buoni tutti, però

Ecco come sarà la nuova Alitalia
Ruolo ridimensionato sia per Fiumicino che per Malpensa

Meno aerei e niente hub
carta straccia ai risparmiatori

Meno aerei e niente hub carta straccia ai risparmiatori


Insomma, in estrema sintesi:

se io mando a puttane una trattativa del governo precedente,

dico di voler salvare Alitalia,

con quest'argomento ci vinco le elezioni,

poi chiamo i miei amici imprenditori e gli dico:

vi farò investire in una nuova compagnia che avrà solo utili (chiamiamola Good company), perchè tanto la bad Company e i suoi debiti li scaricherò sullo Stato.

Voi farete soldi, in partnership con l'AirFrance la cui presenza io stesso avevo criticato.

Per salvaguardare il piano cancellerò ogni hub (altro che salvare Malpensa),

farò una legge che consentirà la tratta Fiumicino/Linate in esclusiva

aumenteranno di tre volte gli esuberi, rispetto al piano Prodi.

Tali esuberi li scaricherò sulle società dello Stato, tipo Poste italiane,

Poste italiane, con legge fatta da me ad hoc non dovranno più assumere tutti i loro precari e potranno assorbire l'esubero Alitalia (pazienza per Poste italiane, quotata in borsa).


Insomma, sempre in estrema sintesi, se io faccio tutto questo, e poi dichiaro di avere salvato Alitalia, il coglione sono io, o chi pensa ancora che io risolva tutto per il bene degli italiani?




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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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 Chuck Palahniuk,
FIGHT CLUB

Il richiamo ad una generazione X sempre più spaesata e individualista, che trova nel collettivo la perpetuazione della propria solitudine: perchè è meglio essere odiati da Dio che trovarsi al cospetto della Sua indifferenza.

 

 Andrea Camilleri,
LA CACCIA AL TESORO

Migliore degli ultimi Montalbano, meno svogliato, ma non più all'altezza dei primi.

 Davide Enia,
ITALIA - BRASILE 3 A 2 

Libretto gustosissimo, che ripercorre la mitica sfida, descrivendo un quadretto familiare molto riuscito, nei suoi riti e nei suoi tic. Racconto lieve ma mai superficiale, accompagnato da una vena ispirata di ironia, perfino nelle note che ci spiegano le regole calcistiche con puntuale leggerezza. 

 

James Ellroy,
IL SANGUE E' RANDAGIO

Completa la trilogia americana. Più toccante e magico dei primi due, dipinge personaggi inediti e tiene alto il ritmo. Degnissima conclusione di una trilogia esplosiva. 859 pagine che corrono via. Per gli appassionati del genere è un libro imperdibile.

IGORT,
5 è il numero perfetto

Interessante romanzo a fumetti, sul ritorno alla scena e sul riscatto di un vecchio guappo.

Hermann Koch,
LA CENA

Attuale e intrigante racconto sulla "banalità del male", con un punto di vista originale. Scrittura veloce e non sempre efficace, il romanzo merita comunque di essere letto!

 Paolo Sorrentino,
HANNO TUTTI RAGIONE

Da spiaggia!

 Georges Simenon,
LA VERITA SU BEBE' DONGE 
††††

Le anime si scontrano, in questo splendido racconto, in cui ogni personaggio non è casuale, ed ogni azione può essere riletta in sfumature opposte, fino a conclusioni in antitesi tra loro, come quella che porta la sorella di Bèbè, Jeanne, a dire, senza speranza: "A che serve continuare a porsi domande? Facciamo tutto quello che possiamo..."

 

 ERRI DE LUCA,
IL PESO DELLA FARFALLA
††††

Un racconto che mette il lettore alla pari col mondo e lo riporta a una condizione essenziale di uomo. Sorretto da una scrittura un po' ampollosa, ma efficace, scorre lieve e delicato fino all'ultima pagina.

FRANCO ALFONSO,
BARBIERE SI NASCE
††

L'esperienza di vita di un bambino di paese che, in un periodo in cui non era facile sognare, aveva un grande sogno: diventare barbiere a Palermo! Un libro genuino che ha molto da insegnare.

  Letti nel 2009:

SERGIO ROTINO,
UN MODO PER USCIRNE
†††

ANDREA CAMILLERI,
LE INCHIESTE DEL COMMISSARIO COLLURA

 

WILLA CATHER,
IL MIO MORTALE NEMICO

DANILO "MASO" MASOTTI,
IL CODICE BOLOGNA

GIANRICO CAROFIGLIO,
IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA

ANDREA CAMILLERI,
LE PECORE E IL PASTORE

C. AUGIAS, M. PESCE,
INCHIESTA SU GESU'

JAMES ELLROY,
SEI PEZZI DA MILLE


ANDREA CAMILLERI,
LA DANZA DEL GABBIANO

ANDREA CAMILLERI,
L'ETA' DEL DUBBIO


Letti nel 2008:


JAMES ELLROY,
AMERICAN TABLOID



WU MING 4,
STELLA DEL MATTINO



ORNELA VORPSI,
LA MANO CHE NON MORDI



SANDOR MARAI,
LE BRACI
††


WU MING,
PREVISIONI DEL TEMPO
††

 
Andrea Camilleri,
IL CAMPO DEL VASAIO



Georges Simenon,
LETTERA AL MIO GIUDICE
†††


Andrè Gorz,
LETTERA A D.
†††

Lettura in corso
Fabio Levi,
IN VIAGGIO CON ALEX
††

Ultimo letto
Attilio Bolzoni Giuseppe D'Avanzo,
IL CAPO DEI CAPI
††


Fruttero & Lucentini,
LA DONNA DELLA DOMENICA
††††

La mia opinione:
†      passatempo
††    interessante
†††   
da leggere
††††  imperdibile

 

 
Giuseppe Di Stefano

il grande Tenore e un incontro del 1993


              Io dono... e tu?


      JULIO C
RUZ      




ETNA INNEVATA


TORTA ETNA



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