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Niente di personale, Visti & Riletti


Diario


30 novembre 2008

Niente di personale

Al fin della licenza nasceva come un blog con una presenza forte, notazioni personali, un orientamento politico marcato.

Questo blog chiude l'esperienza precedente e riparte da contenuti diversi, più mirati verso il mondo dei libri e verso la pubblicazione di articoli di servizio (sull'ambiente, sullo spettacolo, sul vivere la città, sulla famiglia).

Una struttura più agile, meno connotata, più "di contenuto", meno personale, infine.

NIENTE DI PERSONALE


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28 novembre 2008

UN COMMENTO FINALE E UN... A RIVEDERCI

Quando ho aperto il primo blog, nell’agosto del 2007, il mio obiettivo era comunicare cose a più gente possibile.
Nel gennaio 2008, entrando a far parte della comunità del Cannocchio, ho pensato: vorrei comunicare CON più gente possibile.

E poi, t’immagini… far arrivare il mio blog , che so!... a cinquantamila presenze! BUM!

Era questo quello che pensavo.

Eccoci qui. A 50.000 click.
Più di un anno di carriera da blogger, non so più quanti post pubblicati, quante cose scritte, quanti dibattiti aperti, contatti, amicizie virtuali, incontri per strada con gente che mi dice: “sai? Ieri ti ho letto…”

Tra sette mesi farò 40 anni, tempo di bilanci, un’autobiografia già scritta e chiusa nel cassetto e questa esperienza, bloggare ogni sera, per più di un anno, che aggiungerà un tassello di biografia.

Cose fatte, cose da fare.

Come tutti i perfezionisti, non ho una infinita stima di me stesso. Diciamo che se mi incontrassi un giorno per strada (il mio io sdoppiato) direi: “simpatico, sì… ma non me lo sposerei” :-)

Però ho questo: idee e passione.

Ho aperto un blog, l’ho portato avanti con la GIUSTA passione. Senza rinnegare l’esperienza, facendo sì che mi arricchisse.

Bene. Missione compiuta.

Come tutte le cose che servono in un periodo particolare della vita, questa esperienza ha avuto un inizio e ha una fine.
Nessuno si strapperà i capelli, lo so. Ma ugualmente ho deciso che il titolo sarà a rivederci, a rileggerci, perché le cose definitive mi angosciano un po’.  Perché è bello, nel chiudere una porta, scordarsela socchiusa.

Questo blog si ferma.

Agli amici blogger: abbiamo condiviso un bel pezzo di strada insieme, ho conosciuto persone fantastiche. Continuerò a leggervi. Verrò a salutarvi. E soprattutto, continuiamo a sognare ;-)

Ai lettori, appassionati e distratti:
restate sintonizzati. Il sito continuerà a pubblicare, anche se non più sotto forma di blog.
Recensioni personali sui libri che leggo o sui film che vedo, soprattutto. Ma anche articoli utili o curiosi, notizie dal mondo.
Insomma, citando il titolo di una mia rubrica, e parafrasando il famoso detto popolare, TUTTO FA BLOG.

Un caro saluto a tutti.

Io…
       …Tocco.



25 novembre 2008

Testo dell'anno

Forse perchè si avvicina la fine dell'anno, che è tempo di bilanci, forse perchè la congiuntura è quella che è e le famiglie sono schiacciate dalla crisi. Forse perchè ogni giorno la retorica della guerra e del buonismo ci sbatte in faccia storie di eroi da copertina di Verissimo. O forse solo perchè ancora una volta la busta paga di novembre mi fa ridere e piangere; insomma, per tutti questi motivi ed altro che non dirò, sento il desiderio di proclamare EROE di Caparezza come la canzone dell'anno.
Promuovo soprattutto il testo, ma anche il ritmo non è niente male.
Ebbene, secondo me la canzone migliore del 2008 è senza dubbio questa, ma come sempre accetto altre segnalazioni o pareri contrari.



Il testo va letto, con molta attenzione. Il video è simpatico, significativo.
La canzone, bè... sono sicuro che non sarà una novità per quasi nessuno, ma vale sempre la pena riascoltarla!


Caparezza

Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)

da Le dimensioni del mio caos

[STR 1]

Piacere / Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il Muratore e mi spacco le nocche
da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un Chopper
invece io passo la notte in un Bar Karaoke
se vuoi mi trovi lì / tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio Sangue
un soggetto perfetto per Brahm Stoker
TU
che ne sai della vita degli Operai
io stringo sulle spese / Goodbye Macellai
non ho salvadanai da Sceicco del Dubhai
mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a Snai
io sono il pane per gli usurai ma li respingo
non faccio l’Al Pacino / non mi faccio di Pachinko
non gratto / non vinco / non trinco / nelle sale Bingo
man mano mi convinco

[RIT]

che io sono un Eroe
perchè lotto tutte le ore
sono un Eroe
perchè combatto per la pensione
sono un Eroe
perchè proteggo i miei cari / dalle mani dei Sicari / dei cravattari
sono un Eroe
perchè sopravvivo al mestiere
sono un Eroe
straordinario tutte le sere
sono un Eroe
E te lo faccio vedere
ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere

[STR 2]

Stipendio dimezzato / o vengo licenziato
a qualunque età io sono già fuori mercato
fossi un ex SS novantatreenne / lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera
bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde / vado in bianco / ed il mio conto è in Rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera?
SU
vai / a vedere nella galera / quanti precari / sono passati ai mal’affari
quando t’affami / ti fai / nemici vari
se non ti chiami Savoia scorda i Domiciliari
finisci nelle mani di strozzini / ti cibi
di ciò che trovi se ti ostini a frugare i cestini
ne l’Uomo ragno ne Rocky ne Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei Bambini

[RIT]

[STR 3]

Per far denaro ci sono più modi / potrei darmi alle frodi
e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
c’è chi ha mollato il Conservatorio per Montecitorio
lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
io vado avanti e mi si offusca la mente
sto per impazzire come dentro un Call Center
vivo nella camera 237 / ma non farò la mia famiglia a fette
perchè sono un Eroe

[RIT]






24 novembre 2008

Papi - bambi 1 a 1

E così, il mio bambi grande ha varcato per la prima volta le porte di uno stadio, per un derby tutto familiare:
BOLOGNA - PALERMO
E' stato attentissimo per tutto il match, ha esultato per il gol di Di Vaio, poi la doccia fredda quando Succi si è regalato, proprio nella sua città, il primo gol in serie A!
Ma il gol del Palermo era nell'aria già da un po'.
Il bambi ci è rimasto un po' male, sì. Come tutti quelli accanto a me, quando mi hanno visto esultare al gol del Palermo.
Insomma: il derby familiare si è chiuso con un dignitoso pareggio, e di sera è arrivata la notizia che ci ha messi col cuore in pace:
L'Inter sola in testa alla classifica a +3 sul Milan! :))))))))









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22 novembre 2008

UNA VALIGIA PIENA DI DOLLARI e altre storie

UNA VALIGIA PIENA DI DOLLARI


 racconto di e con
Carla Vitantonio

una produzione
Lucilleidi


“...quello che rimane sono case vuote,
edifici diroccati attaccati dal vento e dal tempo,
vecchie contadine che trasportano grossi pesi sulla testa masticando proverbi in un dialetto dimenticato.
E il ricordo dello stupore e della poesia
che ci riempivano guardando
il lento procedere di una lumaca su un sasso.”




Da dove vieni?
Vicino Campobasso...
Campobasso....Ah, Campobasso, in Basilicata!
....no, veramente, in Molise....
Molise....ah si, quella regione che non ha sbocco sul mare....qual è l'altra provincia, Terni?

Sono emigrata nel 1997 come la maggior parte dei miei coetanei, e come molti di loro non sono più tornata a casa. Io non lo so, sinceramente, non lo so, cosa ognuno di noi si è portato dietro, non lo so, cosa ognuno di noi ha conservato di quella terra.
Ma parlando con i vecchi compagni di scuola e gli amici di un tempo torna, spesso, fuori, il ricordo di una terra dell'infanzia, in cui la realtà delle cose si mescolava felicemente all'immaginario e all'incomprensibile, in cui un lupo mannaro aveva la stessa dignità e tangibilità di un prete o di un sindaco comunista, e le giornate erano lunghe, infinite, antiche come le case attorno a noi.

Ho raccolto per un paio d'anni ricordi, esperienze mie e altrui, proverbi, ricercato tradizioni di cui avevo sentito parlare da piccina. Ho rivisitato i luoghi e le case, confrontato fotografie, incontrato persone che mi avevano conosciuta da piccola e non si ricordavano più chi fossi.
Non posso e non voglio parlare di uno studio, di un lavoro rigoroso e metodico, ma di un accidentato e tortuoso percorso fatto seguendo quello che Piervittorio Tondelli chiamava “l'odore”, un sentire profondo, nascosto e viscerale.
Alla fine di questo percorso è nato “una valigia piena di dollari”.

___________________________________________________________

il 26 novembre, presso lo spazio "Capo di Lucca", in via
Capo di Lucca 12 a Bologna, andra' in scena
"Una valigia piena di dollari",
racconto di e con Carla Vitantonio
lo spettacolo comincera' alle 19.30
L'ingresso e' di 15 euro e prevede lo spettacolo e una cena
a base di prodotti molisani. L'ingresso, riservato a 60
persone, avviene solo attraverso la prevendita.
Potete richiederla scrivendo a questo indirizzo:
paoloballarin@libero.it
______________________________________________

Inoltre il 9 dicembre alle ore 20°° debuttera', presso la chiesa di Santo
Stefano a Bologna, il monologo "Gettero' fuoco sul
Paradiso"
, storia di Rabi'a, mistica islamica. L'orario e'
ancora da definire (per saperne di più, visitate il blog di Carla Vitantonio), ma l'ingresso
sara' gratuito.



20 novembre 2008

Ancora sul G8 di Genova e sulla giustizia "mancata"

Da una lettera a Repubblica del 19 novembre



Da Manganelli atti concreti non solo spiegazioni

Caro direttore, abbiamo seguito su Repubblica la replica dell' onorevole Veltroni alla lettera del capo della polizia Antonio Manganelli. Chi scrive ha vissuto personalmente la tragica nottata del 21 luglio 2001 e da allora si batte per evitare che episodi simili possano ripetersi. Ci permettiamo di ricordare alcuni fatti di questi anni, al fine di collocare meglio l' offerta di spiegazioni del dottor Manganelli: 1) nessuno, al vertice dello Stato, ha finora ripudiato il blitz alla Diaz come indegno di un regime democratico; 2) per sette anni, come denunciato dai pm, la polizia ha ostacolato il lavoro dei magistrati, impedendo fra l' altro il riconoscimento di molti dei responsabili delle violenze; 3) 27 dei 29 imputati, e in particolare gli altissimi dirigenti di polizia oggi assolti, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, rifiutando così di offrire quelle spiegazioni che lo stesso dottor Manganelli ritiene necessarie; 4) lo stesso Manganelli, deponendo come testimone, non ha colto l' occasione per fornire le «spiegazioni» che ora vorrebbe esporre in altre sedi; 5) nessuno dei 28 condannati nei processi Diaz e Bolzaneto è stato rimosso dall' incarico. Per queste ragioni crediamo che le «spiegazioni» del capo della polizia debbano essere accompagnate da atti concreti, come le scuse formali alle vittime degli abusi, auspicate su Repubblica anche da Valerio Onida; la collocazione dei condannati a ruoli senza relazione diretta con i cittadini; la massima collaborazione con la magistratura per le inchieste ancora aperte, a cominciare da quella «contro ignoti» per il tentato omicidio di Mark Covell davanti alla Diaz. Crediamo anche che il parlamento dovrebbe discutere al più presto alcune proposte di legge come l' obbligo per gli agenti in servizio di ordine pubblico di indossare codici che li rendano identificabili e l' istituzione di un organismo indipendente cui denunciare eventuali abusi delle forze di sicurezza: sono strumenti diffusi in molti paesi europei. Un intervento tardivo e solo verbale, senza atti concreti, avrebbe solo il sapore della beffa.

Lorenzo Guadagnucci, Enrica Bartesaghi (Comitato Verità e Giustizia per Genova)


15 novembre 2008

La Camera ci riprova: avanti il DDL anti-blog

Bene! Giusto per non farci mancare nulla, potremmo dire che ci risiamo.
Avete presente?

Era l'ottobre del 2007. Il consiglio dei ministri approvava il cosiddetto "DdL Levi-Prodi", disegno di legge che prevedeva per tutti i blog l'obbligo di registrazione al Registro degli Operatori di Comunicazione e la conseguente estensione sui blog dei reati a mezzo stampa.

Passa un anno: oggi, novembre 2008. Un altro giurista, Daniele Minotti, si accorge che il progetto di legge gira di nuovo nelle aule del nostro Parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera (DdL C. 1269).

Per i bloggers italiani significa dover ricominciare daccapo: si formano i primi gruppi su Facebook (definito il blog dei pigri, blog globale, chat o quello che è), si mettono i banner sui blog (io l'ho già posto in bella evidenza) e si spera che qualcosa si muova in difesa della libertà di espressione sul web (almeno sul web...)

Sembra che i blog a rischio siano soprattutto quelli che hanno una seppur minima attività lucrativa, come ad esempio quelli che hanno banner pubblicitari su cui guadagnano anche pochi soldi.

Lascio qui alcuni link per l'approfondimento. Intanto, c'è un gruppo su Facebook che ha già raccolto in poco tempo centinaia di adesioni. Ci arrivate dal banner in alto a sinistra di chi legge.

Petizione -
No alla Legge AntiBlog

La Camera manda avanti il DDL anti-blog

Editoria, la nuova legge guarda anche al web

(il blog di) Daniele Minotti


13 novembre 2008

G8, sentenza per la Diaz

assolti i vertici della polizia. L'aula grida: "Vergogna"

Dunque per i fatti di Genova non c'è giustizia. O almeno, la giustizia non colpisce i potenti, potremmo pensare.
Il verdetto per l'irruzione nella scuola Diaz durante il G8 del 2001, vede l'assoluzione per Gratteri (ora capo anticrimine) e Luperi (n.1 dell'ex Sisde).
Infine, pagano solo gli agenti, quelli operativi, quelli che avevano ricevuto ordini. 13 le condanne.

In totale erano 28 i poliziotti sul banco degli imputati, ma il collegio presieduto da Gabrio Barone ha deciso di emettere 13 condanne, esclusivamente nei confronti dei responsabili delle violenze all'interno della scuola. Sono state inflitte condanne per 35 anni e sette mesi, rispetto agli oltre 108 anni chiesti dall'accusa.

Assolti, dunque, i funzionari di polizia che firmarono il verbale di perquisizione e cioè Gratteri, Luperi e Calderozzi.

La totalità delle condanne riguarda i componenti del Settimo nucleo mobile di Roma, del suo capo dell'epoca Vincenzo Canterini condannato a 4 anni e accusato di calunnia, falso ideologico e lesioni, e dai suoi sottoposti Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti e Pietro Stranieri, condannati a 3 anni e accusati di lesioni aggravate in concorso. Il vice di Canterini, Angelo Forniè è invece stato condannato a due anni di reclusione.

Per la vicenda delle molotov introdotte all'interno della scuola, invece, Pietro Troiani è stato condannato a 3 anni e Michele Burgio a 2 anni e 6 mesi, ambedue erano imputati di calunnia, falso ideologico e violazione della legge sulle armi. Infine Luigi Fazio è stato condannato a un mese di reclusione.

Alla lettura della sentenza, dopo 11 ore di camera di consiglio, si è levato il grido 'vergogna, vergogna!' dai settori del pubblico che affollava l'aula.

Il primo processo ad essere celebrato per i fatti di Genova è stato quello per le violenze di strada che si è concluso il 14 dicembre 2007 con la condanna a pene tra i 5 mesi e gli 11 anni per 24 no global. Ne ho parlato già QUI
Il secondo è stato invece quello per le violenze e i soprusi avvenuti nella caserma di Bolzaneto. Il 14 luglio 2008 il tribunale ha condannato 15 persone (tra poliziotti e civili) a pene variabili tra 5 mesi e 5 anni.
Ne ho parlato QUI.

Il dibattito su quella sospensione della democrazia in Italia, che come i fatti confermano resterà solo parzialmente e superficialmente punita, può risultare ormai anacronistico. Ma c'è gente, come me, che non ha alcuna voglia di dimenticare.
Io non dimentico.



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11 novembre 2008

alla fine si va a parare sempre lì...

Siamo alle solite: qualunque cosa faccia, l'uomo ha sempre e solo una cosa per la testa...




articolo gentilmente segnalato da Urania, alias Francesco


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10 novembre 2008

Barometro a corda

Dedicato a chi ama i dialetti.

Nel tal caso si tratta di dialetto bolognese.



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6 novembre 2008

Lettera di Oliver Stone su Repubblica - da leggere!

... avrei potuto scriverla io stesso.



caro mr. bush, che sollievo lei non sarà più presidente

Gentile signor Bush, mentre cerco di scrivere questa lettera mi sento come lei a una delle sue leggendarie conferenze stampa: non so cosa dire. Se non quello che è ovvio: provo un enorme senso di sollievo in vista del fatto che lei non sarà più presidente degli Stati Uniti. L' America è una nazione che concede una terza, e anche una quarta occasione, ma per fortuna non è così nel suo caso. Qualche anno fa non sarei nemmeno stato in grado di comporre una simile missiva. Quando lei lanciò la guerra in Iraq ne fui estremamente turbato, specialmente se si considera che sono un veterano del Vietnam, perché vedevo ripetersi la storia. Una delle ragioni per cui feci il film Alexander era per potermene andare da questo paese e allontanarmi dalla sua politica. Ma nel frattempo ho imparato a mettere da parte i miei sentimenti, per quanto spiacevoli. E così sono stato in grado di mettermi nei suoi panni e fare un film su di lei. E ci creda o no, sono riuscito a esorcizzare qualche demone. Ma questo ha cambiato la mia opinione su di lei? Senz' altro no. Mi hanno chiesto che genere di raccomandazioni avrei per lei ora che sta lasciando il suo incarico. E la prima cosa che mi passa in mente è lei in tribunale, o lei a rispondere sul banco dei testimoni, in altre parole lei perseguitato per lungo tempo dall' ombra dei suoi crimini, come nei Miserabili o nei romanzi di Dostojevskij, fino al giorno in cui aprirà gli occhi su se stesso. Lei, a mio parere, ha violato la legge. Lei ha mentito e occultato. Il suo peccato più grande è stato politicizzare e sfruttare l' attacco dell' 11 settembre per i suoi fini. Lei si è comportato come se il suo potere fosse permanente, come se fosse re Giorgio IV. E i danni che ha prodotto non se ne andranno via in un anno. Avendo un ego smisurato, forse le piacerà l' idea che parleremo ancora di lei di qui a trent' anni. O che il suo impatto sarà molto più forte di quello che hanno lasciato Reagan o Nixon. In verità, lei ha cambiato il nostro paese più o meno quanto Napoleone cambiò la Francia. I miei nipotini vedranno ancora gli effetti delle sue politiche. E chiunque sarà il prossimo presidente rimarrà nella sua ombra per lungo, lungo tempo. Naturalmente io spero che sarà Obama, e che sarà in grado di mantenere le sue inclinazioni riformiste. Ma il suo compito sarà difficile come le dodici fatiche di Ercole. Ma non potrebbe aver fatto almeno qualcosa di positivo? Una sola singola cosa? Quando nel 1960 chiesero a Eisenhower in che modo Richard Nixon, che era stato suo vicepresidente per otto anni, avesse contribuito alla sua azione politica, disse: «Datemi una settimana di tempo e ne riparliamo». Può lei aver fatto di peggio? Sì. E se le fosse andata meglio in Iraq? Allora forse sarebbe stato molto più aggressivo verso l' Iran. E forse contro il Venezuela, forse perfino contro Cuba. Da questo punto di vista, in realtà, siamo stati abbastanza fortunati. Ma c' è comunque anche l' uomo George W. Bush, e non il presidente. Avrei potuto incontrarla molti anni fa, quando tutti e due frequentavamo l' Università di Yale. Ma penso che già allora lei non mi sarebbe andato a genio. Era più uno da confraternite universitarie e mi sembra che l' abbia sempre pensata diversamente da me. Probabilmente se fosse andato personalmente in Vietnam, non avrebbe mai cominciato la sua guerra. E forse avrebbe messo in discussione il suo ego. Ma lei non ha mai riconosciuto i suoi errori. Perciò perfino adesso, dopo aver cacciato i miei demoni su di lei, farei molta fatica a immaginare di bere un bicchiere insieme a lei. Certo, è una nota cupa con cui terminare una lettera. Dopo tutto, nel profondo del cuore, io resto un ottimista. Tutti dobbiamo evolverci, se vogliamo sopravvivere. Perfino lei. Come disse una volta Theodore Roethke: «È nel momento dell' oscurità che l' occhio comincia a vedere». © IFA, 2008 (Traduzione di Fabio Galimberti) -
OLIVER STONE


3 novembre 2008

In attesa delle elezioni




Mi era impossibile non parlarne, è il duello del secolo, avvincente.
Ricorda da vicino la sfida Kennedy - Nixon, e mi auguro che il verdetto finale veda ancora il trionfo democratico.
Sarebbe come dire che si chiude l'era delittuosa dei Bush, e si accede ad un periodo di vera alternanza.
Sarebbe il primo presidente nero, e anche questa è una novità da festeggiare.
Insomma: io tengo per Obama, ma credo che questo sia l'aspetto meno importante della faccenda.
Non resta che attendere, sperare e crederci.



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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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 Chuck Palahniuk,
FIGHT CLUB

Il richiamo ad una generazione X sempre più spaesata e individualista, che trova nel collettivo la perpetuazione della propria solitudine: perchè è meglio essere odiati da Dio che trovarsi al cospetto della Sua indifferenza.

 

 Andrea Camilleri,
LA CACCIA AL TESORO

Migliore degli ultimi Montalbano, meno svogliato, ma non più all'altezza dei primi.

 Davide Enia,
ITALIA - BRASILE 3 A 2 

Libretto gustosissimo, che ripercorre la mitica sfida, descrivendo un quadretto familiare molto riuscito, nei suoi riti e nei suoi tic. Racconto lieve ma mai superficiale, accompagnato da una vena ispirata di ironia, perfino nelle note che ci spiegano le regole calcistiche con puntuale leggerezza. 

 

James Ellroy,
IL SANGUE E' RANDAGIO

Completa la trilogia americana. Più toccante e magico dei primi due, dipinge personaggi inediti e tiene alto il ritmo. Degnissima conclusione di una trilogia esplosiva. 859 pagine che corrono via. Per gli appassionati del genere è un libro imperdibile.

IGORT,
5 è il numero perfetto

Interessante romanzo a fumetti, sul ritorno alla scena e sul riscatto di un vecchio guappo.

Hermann Koch,
LA CENA

Attuale e intrigante racconto sulla "banalità del male", con un punto di vista originale. Scrittura veloce e non sempre efficace, il romanzo merita comunque di essere letto!

 Paolo Sorrentino,
HANNO TUTTI RAGIONE

Da spiaggia!

 Georges Simenon,
LA VERITA SU BEBE' DONGE 
††††

Le anime si scontrano, in questo splendido racconto, in cui ogni personaggio non è casuale, ed ogni azione può essere riletta in sfumature opposte, fino a conclusioni in antitesi tra loro, come quella che porta la sorella di Bèbè, Jeanne, a dire, senza speranza: "A che serve continuare a porsi domande? Facciamo tutto quello che possiamo..."

 

 ERRI DE LUCA,
IL PESO DELLA FARFALLA
††††

Un racconto che mette il lettore alla pari col mondo e lo riporta a una condizione essenziale di uomo. Sorretto da una scrittura un po' ampollosa, ma efficace, scorre lieve e delicato fino all'ultima pagina.

FRANCO ALFONSO,
BARBIERE SI NASCE
††

L'esperienza di vita di un bambino di paese che, in un periodo in cui non era facile sognare, aveva un grande sogno: diventare barbiere a Palermo! Un libro genuino che ha molto da insegnare.

  Letti nel 2009:

SERGIO ROTINO,
UN MODO PER USCIRNE
†††

ANDREA CAMILLERI,
LE INCHIESTE DEL COMMISSARIO COLLURA

 

WILLA CATHER,
IL MIO MORTALE NEMICO

DANILO "MASO" MASOTTI,
IL CODICE BOLOGNA

GIANRICO CAROFIGLIO,
IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA

ANDREA CAMILLERI,
LE PECORE E IL PASTORE

C. AUGIAS, M. PESCE,
INCHIESTA SU GESU'

JAMES ELLROY,
SEI PEZZI DA MILLE


ANDREA CAMILLERI,
LA DANZA DEL GABBIANO

ANDREA CAMILLERI,
L'ETA' DEL DUBBIO


Letti nel 2008:


JAMES ELLROY,
AMERICAN TABLOID



WU MING 4,
STELLA DEL MATTINO



ORNELA VORPSI,
LA MANO CHE NON MORDI



SANDOR MARAI,
LE BRACI
††


WU MING,
PREVISIONI DEL TEMPO
††

 
Andrea Camilleri,
IL CAMPO DEL VASAIO



Georges Simenon,
LETTERA AL MIO GIUDICE
†††


Andrè Gorz,
LETTERA A D.
†††

Lettura in corso
Fabio Levi,
IN VIAGGIO CON ALEX
††

Ultimo letto
Attilio Bolzoni Giuseppe D'Avanzo,
IL CAPO DEI CAPI
††


Fruttero & Lucentini,
LA DONNA DELLA DOMENICA
††††

La mia opinione:
†      passatempo
††    interessante
†††   
da leggere
††††  imperdibile

 

 
Giuseppe Di Stefano

il grande Tenore e un incontro del 1993


              Io dono... e tu?


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