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Niente di personale, Visti & Riletti


Diario


31 marzo 2008

LIBERI COMMENTI IN LIBERO POST

CON QUESTO POST INAUGURO

UN NUOVO SPAZIO

UNO SPAZIO VUOTO

UN POST SENZA CONTENUTI


IN CUI LASCIARE SOLO COMMENTI

UN POST RECETTIVO OLTRE MISURA



CHI PASSA DA QUI

ANCHE IN FORMA ANONIMA

LASCI IL PROPRIO SCRITTO

NELLO SPAZIO COMMENTI

SU QUALSIASI ARGOMENTO


SENZA ALCUN INTERVENTO DA PARTE MIA



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28 marzo 2008

DOUBLE - Un video improvvisato in una giornata tra amici

OK. Sono negato. All'ennesimo tentativo non riuscito di caricare un video da YouTube sul Cannocchio, ho deciso di rinunciare! E adesso ridete pure, secondo me se chiamo mio figlio lui ci riesce...

Il tema è questo:
un video girato in una giornata tra amici, la creatività del mio caro compagno di biografie Mauro SQUIZ Daviddi, e un gruppo di papà in vena di divertimento.
Ne è venuto fuori un video dalla trama GGiaLLa,  very thrilling!

DOUBLE


Io compaio alla fine, campanaro siculo perso tra i colli bolognesi, faccia brutta da gobbo di notredam versione siculo-bulagnais



Come vederlo?
Be... lascio il link (diciamo che l'ho fatto apposta per non sovraccaricare la rete, dai!)

http://www.youtube.com/watch?v=wJdIqKZ4pps


Invito tutti a visitare il sito web di Mauro
http://www.squiz.biz/

disegnatore
caricaturista
attore
regista
fotografo
bravissimo, eclettico, artista


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27 marzo 2008

PROGETTO BIOGRAFIE DELLA GENTE COMUNE


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26 marzo 2008

presentazione al pubblico del PROGETTO BIOGRAFIE DELLA GENTE COMUNE

Ricordo, a chi volesse esserci, stasera, la presentazione al pubblico del PROGETTO BIOGRAFIE DELLA GENTE COMUNE


MERCOLEDI’ 26 MARZO 2008

PRESSO la SALA POLIVALENTE dell’ASSOCIAZIONE CA’ BURA
VIA DELL’ARCOVEGGIO N° 59/8 (ALL’INTERNO DEL PARCO DEI GIARDINI) – BOLOGNA

Al termine della relazione - conferenza del dott. Gabriele Raimondi (ore 20,45)
sul tema Vivere le emozioni attraverso il corpo,
dal titolo “E’ proprio mio il corpo che indosso”,

sarà ufficialmente presentato, a cura di Marco Tocco e Mauro Daviddi,
il progetto BIOGRAFIE DELLA GENTE COMUNE

Ingresso gratuito




PROGETTO BIOGRAFIE DELLA GENTE COMUNE
di Marco Tocco e Mauro Daviddi
info sul progetto all’indirizzo
http://iotocco.go.ilcannocchiale.it/post/1744879.html

Per qualsiasi informazione o chiarimento, prego scrivere a
marcotocco@iperbole.bologna.it







PROGETTO BIOGRAFIE DELLA GENTE COMUNE
di Marco Tocco
http://iotocco.ilcannocchiale.it/
e di Mauro Daviddi
http://www.squiz.biz/


Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia,
e qualcuno a cui raccontarla.
Lui l’aveva una… buona storia.
Lui era la sua buona storia.

A. Baricco - Novecento


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25 marzo 2008

XFACTOR, passano i SeiOttavi

I Sei ottavi hanno passato il turno a XFACTOR.
La notizia è questa.
Cos'è XFACTOR sinceramente non saprei spiegarlo, non so cosa si vince, detesto Simona Ventura, non capisco cosa ci faccia lì Morgan, non guardo la TV e non mi piace il genere di trasmissione.
Il fatto è che tengo molto a questo gruppo musicale: I SEI OTTAVI.



La storia dei “SeiOttavi” comincia nel 2005 da un’idea di Massimo Sigillò, giovane studente palermitano amante della musica, ma l’idea nasce 12 anni prima quando Massimo, ascoltando il suo gruppo preferito, i “Swingle Singers”,  decide di fondare i “sette ottavi”. Tramite contatti personali, Massimo trova 5 giovani interessati all’idea che con lui danno forma alla prima edizione del gruppo chiamato “SeiOttavi”. Insieme a Massimo, compaiono: Vincenzo Biondo, Vincenzo Gannuscio, Christian detto “Chriss”, Sanam e Mirella insegnate di musica. Dopo i primi giorni di prova, il gruppo si rende conto che è necessaria la presenza di una terza voce femminile che vada ad equilibrare le armonie del gruppo. 15 giorni dopo, fa il suo ingresso nel gruppo Chiara, l’elemento mancante. Le prime esibizioni sono per il pubblico palermitano, a loro molto caro poiché tutti provengono da quella magica città. Nel giugno successivo, dopo mesi di prove, il gruppo fa la sua prima apparizione in pubblico, presso la Galleria d’Arte “Expa”, dove si esibisce su cover riarrangiate da Massimo e Vincenzo. Dopo quasi 20 mesi dalla sua fondazione e numerose esibizioni, il gruppo incontra la sua prima difficoltà. Due delle tre donne del gruppo, Sanam e Mirella, sono costrette a rinunciare al successo conseguito fino ad allora e decidono di abbandonare il gruppo che si trova di fronte alla necessità di trovare due valide sostitute. Fanno così il loro ingresso nel gruppo Alice, in luglio, ed Elisa unica messinese del gruppo. Ora il gruppo è formato in modo definitivo e si compone dei 7 elementi che coraggiosamente accettano la sfida di ricominciare da capo per ritrovare quell’armonia delle voci che era andata persa. E’ già la primavera del 2007 e il gruppo decide di cominciare a lavorare sul primo progetto discografico autoprodotto, il disco “In onda”. Dopo diversi concorsi e premi vinti in giro per l’Italia i “SeiOttavi” approdano a X Factor.


La cosa per me stupefacente è dover guardare una trasmissione come XFACTOR per poter seguire le gesta di questo ottimo gruppo musicale, cosa non si farebbe per seguire gli amici caro Massimo!
E allora un grande in bocca al lupo, ve lo meritate.
Io tifo per voi!

Per conoscere i SeiOttavi visitate il loro sito al seguente indirizzo:
http://www.seiottavi.com/





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25 marzo 2008

E se Di Pietro diventasse Ministro della Giustizia, cosa farebbe?

Ovvero, proposte per un futuro Ministro Guardasigilli.

Su Repubblica di oggi, articolo a firma Liana Milella, c'è un'intervista a Di Pietro che, a parte le immancabili polemiche politiche, ho trovato interessante nel quadro propositivo.

La domanda è: se diventasse Guardasigilli, cosa farebbe?
Di Pietro:
Un paio di decisioni nei primi 100 giorni. Aumento del 30% delle risorse finanziarie per la sicurezza col taglio del finanziamento pubblico dei partiti e dei giornali di partito per trovare le risorse.
Aumento del 30% del personale di supporto dei magistrati riqualificando chi sta in Enti da dismettere.
Restituirei ai poliziotti, carabinieri e finanzieri le funzioni di polizia giudiziaria e sicurezza liberandoli da quelle amministrative, di rappresentanza e vigilanza fissa.

Leggi ad personam?
Abrogherei la ex Cirielli bloccando la prescrizione dopo il rinvio a giudizio.
Ridurrei da 3 a 2 i gradi di giudizio dando al giudice, dopo il primo grado, la facoltà dell'esecuzione provvisoria in base alla gravità dei fatti e alla pericolosità dell'imputato per evitare che la gente esca per decorrenza termini.
Sono norme delle prime 100 ore che qualsiasi Guardasigilli dovrà mettere al primo posto.


Dunque questa è la ricetta per Di Pietro.
Io credo che siano delle riforme attuabili, di cui il nostro sistema giudiziario ha fame.
Le metto in evidenza, perchè mi sembrano i risultati di minima da perseguire per chiunque sarà il futuro ministro della giustizia.
E' inutile scandalizzarsi e chiedere più giustizia (giustizialismo) quando i fatti accadono, se la spina dorsale del nostro sistema non regge più.
Come cittadini dobbiamo impegnarci affinchè questa minima riforma del nostro sistema giudiziario venga fatta, con o senza Di Pietro.
Deve essere un impegno di tutti. Il nostro impegno dovrà essere quello di fare pressione sul prossimo Ministro, con tutti i metodi democratici che abbiamo.
Io ho preso nota.


21 marzo 2008

Ritorno alle origini della parola

La parola "PASQUA" (pascha in greco e latino) è una traslitterazione dell'aramaico pasha che corrisponde all'ebraico pesah.

L'etimologia di questa parola ebraica è incerta, ma pare che il suo significato fondamentale sia "passare oltre".


Volendo augurare a tutti qualcosa di bello, il mio desiderio è che possa questa Pasqua avverare il suo significato etimologico, e che fatalmente il mondo riesca a passare OLTRE.


Che domani:


i governanti prendano a governare per il bene dei loro popoli

nel mondo scoppi una voglia nuova di pace

gli uguali si sentano più poveri e accolgano i diversi come ricchezza

l'unica diversità da aborrire diventi l'ineguaglianza sociale
l'unica guerra da combattere diventi quella alla povertà

e che nel mondo ognuno, realmente, abbia una possibilità di essere felice.


Buona Pasqua.
Marco.




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18 marzo 2008

Aldo Bianzino, ucciso in carcere (un video, una lettera)

La storia è sempre quella di Aldo Bianzino, ne avevo parlato già in post precedenti.

Più sento parlare di questa storia, più si fa forte la rabbia per la profonda illogicità dei fatti.

I fatti sono questi:
Aldo Bianzino era un artigiano umbro, viveva con la moglie e un figlio di 14 anni in campagna. E' stato arrestato insieme alla moglie per coltivazione di cannabis, diverse piantine di maria rinvenute nel suo campo alle spalle dell'abitazione. All'arrivo dei carabinieri Aldo Bianzino ha tentato di scagionare la moglie, dicendo che erano per il suo uso personale. Questo il reato: detenzione di piante di cannabis. I due sono stati portati in cella. Poco dopo la moglie è stata chiamata d'urgenza e interrogata. Le è stato chiesto di cosa soffrisse Aldo Bianzino, perchè era stato trovato in cella in gravi condizioni. La moglie non ha saputo rispondere, Aldo Bianzino era in perfetta salute prima di entrare in carcere a Capanne. Riportata in gabbia, è stata nuovamente chiamata d'urgenza e, stavolta, scarcerata. Posso vedere mio marito, ha chiesto. Lo vedrà dopo l'autopsia, le è stato risposto.
I fatti sono così crudeli, così poco giustificabili da lasciare senza parole. L'incredibile è anche che non vi siano ancora le risposte alle ovvie domande che tutti ci poniamo. Aldo Bianzino aveva delle ferite che lo stesso medico legale ha definito come inferte per uccidere. Morire in carcere, senza un motivo, ovvero con motivo ancora da accertare, con uno Stato incapace di proteggerti anche sotto la Sua diretta custodia, nelle Sue carceri.

C'è un video a cura dello staff di Beppe Grillo. L'ho visto tutto, dura circa 7 minuti ma è impossibile staccarsene prima. Parla la compagna di Aldo Bianzino. Questa donna, per tutta l'intervista, NON VERSA UNA LACRIMA, alla faccia dei Verissimo di casa nostra. Questa donna racconta ciò che è accaduto, e basta. Ma occorre vederlo, questo video, per rendersi conto.
Va visto, tutto. Ecco il link:
http://it.youtube.com/watch?v=-N3cNZCBDr4


Il video termina con una domanda, che la donna, Roberta Radici, pone al giudice: cosa dovrò raccontare a mio figlio, che ha perso suo padre a 14 anni.
Così si può morire, dunque, nelle prigioni di Stato?
Morire perchè, nell'anno del Signore 2007, sei stato arrestato e portato in carcere perchè tenevi qualche pianta di maria a casa tua, in campagna.
Morire così, quando, cazzo! intorno non c'è giustizia nè sicurezza, nè senso dello Stato, nè solidarietà, qualcuno, per favore, ci spieghi il perchè e il percome è morto Aldo Bianzino.

Aldo Bianzino morto in carcere - lettera del padre

Segnalo questo link
http://www.ciardullidomenico.it/BIBLIOTECA/bianzino_padre_interroga.htm


La lettera è dura nei contenuti, ma è la lettera di un padre a cui hanno arrestato un figlio per possesso di marijuana e glielo hanno restituito morto. Ucciso, mi permetto di dire.
Occorre fare chiarezza, per i suoi congiunti, ma anche per tutti noi che restiamo scossi, profondamente scossi da questa tragedia senza spiegazioni.

FARE LUCE!


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17 marzo 2008

Le violenze impunite del lager Bolzaneto

Oggi, su Repubblica, a firma D'Avanzo, c'è un lungo dossier sulle violenze al carcere di Bolzaneto.

http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/g8-genova-2/notte-democrazia/notte-democrazia.html


Tortura. Non è una formula impropria o sovrattono. Due anni di processo a Genova hanno documentato - contro i 45 imputati - che cosa è accaduto a Bolzaneto, nella caserma Nino Bixio del reparto mobile della polizia di Stato nei giorni del G8, tra venerdì 20 e domenica 22 luglio 2001, a 55 "fermati" e 252 arrestati. Uomini e donne. Vecchi e giovani. Ragazzi e ragazze. Un minorenne.

Tra venerdì 20 e domenica 22 luglio 2001.


Il dibattito su quella sospensione della democrazia in Italia, che come ormai sappiamo resterà impunita, può risultare ormai anacronistico. Ma c'è gente, come me, che non ha alcuna voglia di dimenticare.
Invito tutti a leggere l'articolo in questione, dunque.


Si potrà parlare a lungo delle ragioni e dei torti, di come si svolsero i fatti in quel tragico appuntamento di Genova. Se ne potrà parlare a lungo, sì. Ma con una macchia: giustizia non sarà fatta. Non nei confronti di chi, dietro una divisa dello Stato italiano, torturò persone fermate o arrestate e quindi sotto tutela dello Stato.

Un colore diverso per ogni tortura, colori pastello, perchè la stonatura col testo risulti EVIDENTE. PERCHE' C'E' QUALCOSA DI PROFONDAMENTE STONATO, IN QUELLO CHE SI LEGGE:

C'è chi viene picchiato con stracci bagnati
Chi sui genitali con un salame, mentre steso sulla schiena è costretto a tenere le gambe aperte e in alto
C'è chi subisce lo spruzzo del gas urticante-asfissiante
Chi patisce lo spappolamento della milza

D. arriva nello stanzone con una frattura al piede. Non riesce a stare nella "posizione della ballerina". Lo picchiano con manganello. Gli fratturano le costole. Sviene. Quando ritorna in sé e si lamenta, lo minacciano "di rompergli anche l'altro piede". Poi, gli innaffiano il viso con gas urticante mentre gli gridano. "Comunista di merda".

C'è chi ricorda un ragazzo poliomielitico che implora gli aguzzini di "non picchiarlo sulla gamba buona".

S. P. viene condotto in un'altra stanza, deserta. Lo costringono a denudarsi. Lo mettono in posizione fetale e, da questa posizione, lo obbligano a fare una trentina di salti mentre due agenti della polizia penitenziaria lo schiaffeggiano.

J. S., lo ustionano con un accendino.

Le donne sono costrette a restare a lungo nude dinanzi a cinque, sei agenti della polizia penitenziaria. Dinanzi a loro, sghignazzanti, si svolgono tutte le operazioni. Umilianti.

Una ragazza è stata costretta a rimuovere il suo piercing vaginale con le mestruazioni dinanzi a quattro, cinque persone

A L. K. hanno spruzzato sul viso del gas urticante. Vomita sangue. Sviene. Rinviene sul lettino con la maschera ad ossigeno. Stanno preparando un'iniezione. Chiede: "Che cos'è?". Il medico risponde: "Non ti fidi di me? E allora vai a morire in cella!".

G. A. si stava facendo medicare al San Martino le ferite riportate in via Tolemaide quando lo trasferiscono a Bolzaneto. All'arrivo, lo picchiano contro un muretto. Gli agenti sono adrenalinici. Dicono che c'è un carabiniere morto. Un poliziotto gli prende allora la mano. Ne divarica le dita con due mani. Tira. Tira dai due lati. Gli spacca la mano in due "fino all'osso". G. A. sviene. Rinviene in infermeria. Un medico gli ricuce la mano senza anestesia. G. A. ha molto dolore. Chiede "qualcosa". Gli danno uno straccio da mordere. Il medico gli dice di non urlare.


Tutto ciò mi riporta alla vicenda di Aldo Bianzino, e di tutti coloro che, entrati nelle carceri o nei commissariati dello Stato, si sono trovati in assenza di uno stato di diritto e si sono visti condannati senza giudizio. Alcuni, lasciandoci la vita.


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15 marzo 2008

A un mese dalle elezioni, un ricordo di Alexander Langer

Consigli su una lettura istruttiva per ogni coscienza civile che si appresta ad eleggere o ad essere eletta



Pubblicato su Romareporter:
http://www.romareporter.it/index.php?sez=articolotuttogue&id=8112

 

A un mese dalle nuove elezioni, devo ancora una volta cercare dentro di me le motivazioni profonde che mi spingano a recarmi a votare. Non è disamore per la politica, piuttosto un sentimento di disgusto per i nostri politici, che si contenderanno ancora l’Italia a suon di promesse vuote e slogan riciclati.

Ho bisogno, dicevo, di ritrovare le ragioni che mi avevano portato ad amare la politica e a riconoscerla come via primaria per il progresso, per il cambiamento e lo sviluppo.

Mi ha soccorso, in questo percorso, un libro, trovato per caso negli scaffali di una nota libreria. Il titolo del libro è: In viaggio con Alex, la vita e gli incontri di Alexander Langer (1946 - 1995) scritto da Fabio Levi ed edito da Feltrinelli.

 

E’ un bel libro, sentito; l’autore ha raccolto decine di testimonianze, documenti, scritti, ed ha percorso tutta l’esistenza di Langer, il suo pensiero, le ragioni umane e politiche, non sempre scindibili, del personaggio. Nella parte centrale, forse, il libro eccede per puntiglio nella ricostruzione del lavoro politico e intellettuale e la lettura si fa un po’ ostica, rallentando la capacità di attenzione.

Ma è una difficoltà che il lettore riesce a superare agevolmente, se solo si lascia affascinare dalla figura di Alex Langer.


Langer è stato, ancor prima che un politico, un uomo di grande coerenza, un mediatore naturale abituato  a muoversi nel conflitto. E’ stato un politico militante, che, come scriveva lui stesso, ha “attraversato le esperienze del pacifismo, della sinistra cristiana, del ’68 (già da grande), dell’estremismo degli anni ’70, del sindacato, della solidarietà con il Cile e con l’America Latina, col Portogallo, con la Palestina, della nuova sinistra, del localismo, del terzomondismo e dell’ecologia”.

Langer lottava con passione per la pace tra i popoli, per l’integrazione tra Nord e Sud del mondo, portando slancio e idee, iniziative concrete e solidarietà. Era caparbio, ma mai ostile; anzi: aveva come dote una grande, quasi unica, capacità di ascolto e di contatto. Era un tessitore di relazioni.

Ma quello che colpisce di più è il suo profondo crederci, la sua buona fede nella politica, che lo ha spinto a consumarsene, a sentire su di sé il peso di responsabilità troppo grandi.

Il suo cruccio, negli anni che hanno preceduto l’atto finale e tragico del suicidio, era quello di non avere fatto abbastanza, di non avere portato a termine le sue missioni.

E’ impossibile, leggendo la storia di quest’uomo esile, miope, fragile eppure tenace, non rivolgere poi lo sguardo alla pochezza dei tanti, troppi protagonisti della scena politica attuale. E’ impossibile, pensando a come Langer e altri uomini come lui hanno inteso il loro mandato politico davvero per il bene dei popoli, non provare disgusto pensando all’affarismo bieco di chi ci ha governato e si prepara a governarci ancora.

Ai nostri politici, che preparano le loro liste candidando gente a caso, solo per poter acchiappare qualche voto in più, consiglio vivamente la lettura di questo libro, istruttivo per ogni coscienza civile che si appresta ad eleggere o ad essere eletta.

 

Per chi non sapesse chi è Alexander Langer, traggo brevi note biografiche da Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Alexander_Langer

 

Alexander Langer, nato a Vipiteno nel 1946 e con profonde radici nel Sud Tirolo, e morto a Firenze nel 1995, è stato un politico ed un giornalista, tra i fondatori del partito dei Verdi italiani e promotore di numerosissime iniziative per la pace, la convivenza, i diritti umani e l’ambiente. Inoltre è stato anche l'ultimo direttore del quotidiano Lotta Continua.

Tra le tematiche al centro della sua attenzione intellettuale e del suo agire politico erano la situazione nell'Alto-Adige ed in particolare il rapporto tra le diverse comunità linguistiche; le problematiche internazionali, il rapporto tra Nord e Sud del mondo, la situazione dei paesi dell'Europa dell'Est e i problemi di convivenza nelle aree di crisi; gli interrogativi sul senso e la dinamica dell'unificazione europea.

Altrettanto fondamentale ed innovativo fu il contributo dato alle tematiche ambientali e al suo movimento, fu tra i fondatori negli anni ottanta del movimento politico dei Verdi in Italia ed in Europa. Viene eletto al Parlamento Europeo per la prima volta nel 1989 divenendo il primo presidente del gruppo parlamentare dei Verdi. Viene rieletto nel 1994.

Langer ha dedicato negli ultimi anni della sua vita un particolare impegno alle ragioni della pace nei territori dell'ex-Jugoslavia segnati da violente guerre civili, in particolare nella Bosnia-Erzegovina, dove in alcuni suoi scritti indicò la necessità dell'intervento della comunità internazionale tramite una forza dell'ONU per far cessare il conflitto.

Il 3 luglio del 1995 si tolse la vita nella campagna toscana, nei pressi di Firenze; ai familiari e agli amici lasciò un breve biglietto che recitava: "Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto.". Riposa nel piccolo cimitero di Telves (BZ), accanto ai suoi genitori.


12 marzo 2008

Dal fronte


Oggi c’è un sole che invita.
Abbiamo deciso di fare una gita, io e Vicè, come ai vecchi tempi.
Solo che ci siamo subito ricordati, io e Vicè, di non avere mai fatto gite, o forse appena una buona in trent’anni. E per quanto oggi avessimo stabilito di spingerci lontano, siamo arrivati solo a Porticello, che è a mezz’ora da Palermo.
Rieccoci coi nostri limiti: quelli del nord, i continentali, sono più abituati alle distanze, non c’è niente da fare.
Però Porticello posto di mare è, e il sole oggi ne incornicia ogni angolo. Tutto sommato va bene qui.
Gli devo fare leggere una montagna di roba e un altro tanto gliene devo raccontare; io e Vicè non ci vediamo da due mesi.
Lui metterà in scena uno spettacolo al teatro Garibaldi (quello resuscitato dalle bombe e dai furti alla Magione) e ha bisogno di una rete da lampara per allestire la scenografia.
Ma come viene viene, scendiamo dalla macchina e ci troviamo davanti il villaggio dei pescatori, e i pescherecci, e il sole che luccica sul mare e questa massa immobile e sempre in movimento, che alla fine mi viene un’illuminazione: Vicè, fottiamocene di tutto, arte e teatro, e andiamo in trattoria a farci una mangiata di pesce.
Ci accomodiamo da ZA MARIA, CA CU S’ASSITTA S’ARRICRIA e ordiniamo un frittomisto calamari e gamberi annaffiato da un bianco d’Alcamo. Poi ci lasciamo tentare da un’insalata di mare (taliasse ‘stu purpu, have l’occhi azzurri) e dalle seppioline affogate.
E davanti a me, al tavolo di fronte, c’è un tizio che mangia ch’è un piacere, solo, Rajban scuri, intorno portate d’ogni tipo e natura. E mentre mangia, si dimentica del mondo.
Vicè! Potrebbe essere lui, Salvo Montalbano di Vigàta, in trattoria.
Solo chi ha letto e sa, potrebbe capirmi. E Vicè non ha letto e non sa, non mi capisce, anche se ci tenta.
Il conto però: di quello Camilleri non ha mai scritto. Sessantacinquemila lire, e tanto meglio non pensarci più. Anche perché è ora di darci da fare.
Dopo la sigaretta digestiva, Vicè si avvicina a un uomo su una lapa. Vicè chiede all’uomo sulla lapa se lui per caso, essendo che è pescatore, non è conto che abbia con sé un pezzo di lampara o di tramaglio da darci, previo pagamento. Non ci comprende, e poi lui il pesce lo vende soltanto.
Gli dico: Vicè, più deciso devi essere, sei un direttore artistico, un impresario!
Individuiamo un gruppo di uomini vestiti alla pescatora, che rammendano le reti. Vicè parte con passo rapido e sicuro e gli si para davanti.
A parte il fatto che questi sembrano incazzati già così. Ma poi te li vedi tirare le fila di questa massa di rete di cui non s’intuisce né l’inizio né la fine, e invece loro ne indovinano ogni buco pirtuso, e sembra che, se li distrai anche solo per un attimo, poi non ci si raccapezzeranno più.
Picciotti. Che si dice? Mi sirbisse n’anticchia di ‘sta rete… e io penso: Vicè, non così, così è troppo!
…Pi ‘na cosa di tiatru.
Uno di loro, il più scuro, a quella parola si scioglie come un ascaretto al sole. Teatro! Guarda il mio amico dalla sigaretta ad angolo bocca, poi mira a due ragazzini lì accanto e dispone, secco: Carusi, ‘iti a grapiri ‘u magasènu.
Alla fine, in macchina con noi ci sale magari lui a grapiri ‘u magasènu, e tra me e me penso che con questi due teatranti è un modo come un altro per arrotondare la giornata.
Tempo fa, dovendo descrivere il protagonista del mio nuovo racconto, scrivevo: “sguardo mobile, viso corrotto dal sole”, e mi chiedevo poi se corrotto non fosse una parola troppo forte per indicare uno che col sole ci sta a tu per tu.
Non lo è. Se adesso dovessi descrivere l’uomo seduto dietro di noi, direi: viso corrotto dal sole. Ma a proposito dello sguardo? Il suo è cupo, non ci si entra.
Vicè, preso com’è dalla sua parte d’impresario del Teatro Garibardi di Palermo, promette biglietti gratis a tutti (Vicè, ma lo spettacolo non è gratuito a prescindere?). Io, per attaccare discorso, provo a buttare lì una domanda, gli chiedo se non occorre una santa pazienza a trafficare con quelle reti. Il suo sguardo stracancia, un attimo è fierezza, l’attimo dopo si fa cielo terso. Non so fermare in un’unica immagine questi due occhi di bestia sirbaggia, un po’ film neorealista e un po’ cartone animato.
Arrivati al magazzino, l’uomo afferra una massa di rete e ci fa segno di caricarcela. Io e Vicè ci guardiamo come a chiederci: ma quanto ci viene a costare? e l’impresario fa capire all’uomo che non è che poi dobbiamo addobbare l’intero teatro. Ce ne basta un metro o due.
Questa è rete di lampara, non s’infradicia, ci spiega l’uomo dopo averla caricata in macchina e, quando Vicè gli chiede, con voce cantilenante forte e decisa: Allora, quant’è per il disturbo? lui mette su la maschera del siciliano offeso e amareggiato perché non ti sei accorto che di regalo si trattava. Poi m’offre un cafè, risponde.
Al ritorno gli chiedo di parlarmi del suo lavoro.
Lei nel mare non ci può entrare. Non ci capisce nenti. E come dargli torto: cosa sua è, cosa sua rimane. Io del mare in fondo non so nulla, io cittadino col mare a telecomando.
Il caffè, alla fine, quasi dobbiamo pregarlo per offrirglielo. Vicè, impresario dal cuore tenero, ripete al gruppo: E allora, vi aspetto tutti, per voi è gratis! (aridaglie Vicè) e poi li salutiamo.
Uno, distratto, chiede all’altro accanto: Ma zocc’hannu a fari cu ‘sta rete?, e l’altro lo sento rispondere: U tiatru, con un’inconfondibile punta d’orgoglio che per me significa “e noi li abbiamo aiutati”.
Ma che ne sanno loro dell’arte, loro che solo mare vedono? Ne sanno, ne sanno.
E noi? Muti come due pesci, da Porticello fino a Palermo.
Come sempre dovrò rinviare i miei due mesi di novità. Io e Vicè, alla fine, non ci siamo detti niente, e ora gli dovrò pure raccontare di quella volta, quei pescatori.


11 marzo 2008

GRAZIE LO STESSO



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11 marzo 2008

LEGGIAMO BENE LE UOVA

Impariamo a leggere il codice presente sul guscio di tutte le uova.

Sul guscio il codice riporta la storia del prodotto immesso sul mercato, con il luogo di provenienza e il tipo di allevamento, aiutando così il consumatore ad una scelta d'acquisto più consapevole.

Dall'aprile 2004, con legge Alemanno, è obbligatoria l'indicazione del sistema di allevamento, da riportare per esteso, sugli imballaggi nonchè la timbratura di un codice alfanumerico sulle uova (tracciabilità) identificativo del sistema di allevamento praticato e dell'azienda produttrice, anche nel caso di vendita di uova sfuse, classificate.
I sistemi di allevamento sono codificati come segue:
0 = biologico
1 = all'aperto
2 = a terra
3 = in gabbia


Molti di noi sono sensibili a quest'ultima definizione, conoscendo le terribili sofferenze e deprivazioni a cui sono sottoposte le galline da allevamento in gabbia. Il prodotto di una gallina che soffre, difficilmente tra l'altro sarà un buon prodotto, in quanto la gallina è molto più esposta a malattie.
Saper leggere il codice delle uova, in modo da non comprare più uova di galline allevate in gabbia, costringerà presto gli allevatori a cambiare metodi di allevamento, accellerando un processo che è già in atto, ma che si dovrebbe concludere, salvo imprevisti, solo nel 2012.







9 marzo 2008

Centenario Inter, 9 marzo 1908

100 ANNI INTER



IL 9 MARZO 1908
NASCEVA IL CLUB NEROAZZURRO!

Buon compleanno
INTER
mille di questi giorni


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6 marzo 2008

presentazione al pubblico del PROGETTO BIOGRAFIE DELLA GENTE COMUNE

Cari lettori, visitatori casuali, interessati, partecipanti, tutti, insomma…
Sono lieto di annunciarvi la data di presentazione al pubblico del PROGETTO BIOGRAFIE DELLA GENTE COMUNE

MERCOLEDI’ 26 MARZO 2008

PRESSO la SALA POLIVALENTE dell’ASSOCIAZIONE CA’ BURA
VIA DELL’ARCOVEGGIO N° 59/8 (ALL’INTERNO DEL PARCO DEI GIARDINI) – BOLOGNA

Al termine della relazione - conferenza del dott. Gabriele Raimondi (ore 20,45)
sul tema Vivere le emozioni attraverso il corpo,
dal titolo “E’ proprio mio il corpo che indosso”,

sarà ufficialmente presentato, a cura di Marco Tocco e Mauro Daviddi,
il progetto BIOGRAFIE DELLA GENTE COMUNE

Ingresso gratuito




PROGETTO BIOGRAFIE DELLA GENTE COMUNE
di Marco Tocco e Mauro Daviddi
info sul progetto all’indirizzo
http://iotocco.go.ilcannocchiale.it/post/1744879.html

Per qualsiasi informazione o chiarimento, prego scrivere a
marcotocco@iperbole.bologna.it







PROGETTO BIOGRAFIE DELLA GENTE COMUNE
di Marco Tocco
http://iotocco.ilcannocchiale.it/
e di Mauro Daviddi
http://www.squiz.biz/


Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia,
e qualcuno a cui raccontarla.
Lui l’aveva una… buona storia.
Lui era la sua buona storia.

A. Baricco - Novecento


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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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 Chuck Palahniuk,
FIGHT CLUB

Il richiamo ad una generazione X sempre più spaesata e individualista, che trova nel collettivo la perpetuazione della propria solitudine: perchè è meglio essere odiati da Dio che trovarsi al cospetto della Sua indifferenza.

 

 Andrea Camilleri,
LA CACCIA AL TESORO

Migliore degli ultimi Montalbano, meno svogliato, ma non più all'altezza dei primi.

 Davide Enia,
ITALIA - BRASILE 3 A 2 

Libretto gustosissimo, che ripercorre la mitica sfida, descrivendo un quadretto familiare molto riuscito, nei suoi riti e nei suoi tic. Racconto lieve ma mai superficiale, accompagnato da una vena ispirata di ironia, perfino nelle note che ci spiegano le regole calcistiche con puntuale leggerezza. 

 

James Ellroy,
IL SANGUE E' RANDAGIO

Completa la trilogia americana. Più toccante e magico dei primi due, dipinge personaggi inediti e tiene alto il ritmo. Degnissima conclusione di una trilogia esplosiva. 859 pagine che corrono via. Per gli appassionati del genere è un libro imperdibile.

IGORT,
5 è il numero perfetto

Interessante romanzo a fumetti, sul ritorno alla scena e sul riscatto di un vecchio guappo.

Hermann Koch,
LA CENA

Attuale e intrigante racconto sulla "banalità del male", con un punto di vista originale. Scrittura veloce e non sempre efficace, il romanzo merita comunque di essere letto!

 Paolo Sorrentino,
HANNO TUTTI RAGIONE

Da spiaggia!

 Georges Simenon,
LA VERITA SU BEBE' DONGE 
††††

Le anime si scontrano, in questo splendido racconto, in cui ogni personaggio non è casuale, ed ogni azione può essere riletta in sfumature opposte, fino a conclusioni in antitesi tra loro, come quella che porta la sorella di Bèbè, Jeanne, a dire, senza speranza: "A che serve continuare a porsi domande? Facciamo tutto quello che possiamo..."

 

 ERRI DE LUCA,
IL PESO DELLA FARFALLA
††††

Un racconto che mette il lettore alla pari col mondo e lo riporta a una condizione essenziale di uomo. Sorretto da una scrittura un po' ampollosa, ma efficace, scorre lieve e delicato fino all'ultima pagina.

FRANCO ALFONSO,
BARBIERE SI NASCE
††

L'esperienza di vita di un bambino di paese che, in un periodo in cui non era facile sognare, aveva un grande sogno: diventare barbiere a Palermo! Un libro genuino che ha molto da insegnare.

  Letti nel 2009:

SERGIO ROTINO,
UN MODO PER USCIRNE
†††

ANDREA CAMILLERI,
LE INCHIESTE DEL COMMISSARIO COLLURA

 

WILLA CATHER,
IL MIO MORTALE NEMICO

DANILO "MASO" MASOTTI,
IL CODICE BOLOGNA

GIANRICO CAROFIGLIO,
IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA

ANDREA CAMILLERI,
LE PECORE E IL PASTORE

C. AUGIAS, M. PESCE,
INCHIESTA SU GESU'

JAMES ELLROY,
SEI PEZZI DA MILLE


ANDREA CAMILLERI,
LA DANZA DEL GABBIANO

ANDREA CAMILLERI,
L'ETA' DEL DUBBIO


Letti nel 2008:


JAMES ELLROY,
AMERICAN TABLOID



WU MING 4,
STELLA DEL MATTINO



ORNELA VORPSI,
LA MANO CHE NON MORDI



SANDOR MARAI,
LE BRACI
††


WU MING,
PREVISIONI DEL TEMPO
††

 
Andrea Camilleri,
IL CAMPO DEL VASAIO



Georges Simenon,
LETTERA AL MIO GIUDICE
†††


Andrè Gorz,
LETTERA A D.
†††

Lettura in corso
Fabio Levi,
IN VIAGGIO CON ALEX
††

Ultimo letto
Attilio Bolzoni Giuseppe D'Avanzo,
IL CAPO DEI CAPI
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Fruttero & Lucentini,
LA DONNA DELLA DOMENICA
††††

La mia opinione:
†      passatempo
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††††  imperdibile

 

 
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