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Diario


30 aprile 2008

INCONTRO CON CURZIO MALTESE, alla Feltrinelli di Bologna

Giovedì 22 maggio, ore 18.00                             
la Feltrinelli | Librerie
Bologna - Piazza Ravegnana, 1                                

INCONTRO CON CURZIO MALTESE

Quanto costa la Chiesa cattolica ai contribuenti italiani? Chi e come gestisce questo denaro? Una cifra enorme passa ogni anno dal bilancio dello Stato italiano e degli enti locali alle casse della Chiesa cattolica a cui bisognerebbe aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano e oggi al centro di un'inchiesta dell'Unione Europea. Il totale è di circa 4 miliardi di euro, una somma che solo per un quinto viene destinata a interventi di carità e di assistenza sociale. Curzio Maltese snocciola cifre, scandaglia documenti, bilanci e siti internet, dà voce a fonti insospettabili, in un'inchiesta sorprendente: La questua (Feltrinelli).


Nel suo nuovo libro Curzio Maltese, con il piglio del grande cronista, snocciola cifre e dati, scandaglia documenti, bilanci e siti internet, dà voce a fonti insospettabili, in un’inchiesta sorprendente e coraggiosa. Nel tentativo di fare luce su una realtà troppo poco conosciuta e non sempre trasparente, che tocca però nervi sensibilissimi della democrazia italiana come la lealtà fiscale, la corretta gestione delle risorse pubbliche, la laicità dello Stato. Una realtà, inoltre, che provoca non pochi disagi all’interno stesso del mondo dei fedeli, se è vero che importanti intellettuali cattolici hanno denunciato il dirigismo, il centralismo e lo strapotere raggiunto dalla burocrazia nella Chiesa.




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27 aprile 2008

TRE PUNTI ED E' SCUDETTO!!!

TRE PUNTI ED E' SCUDETTO!!!

GOL DI CRUZ E MATERAZZI. DOMENICA IL DERBY

L'Inter si impone per 2-1 a San Siro sul Cagliari (reti nerazzurre di Cruz al 22' e di Materazzi, al suo primo centro stagionale, all'82') e mette un altro tassello sulla conquista del 16esimo titolo tricolore. A tre giornate dal termine del campionato, il vantaggio sulla Roma rimane invariato a sei punti e, per la certezza matematica dello scudetto, ai nerazzurri basteranno tre punti da conquistare nelle ultime tre giornate. Domenica 4 maggio è in programma il derby contro il Milan, e chissà se sarà proprio la sfida stracittadina a regalare ai tifosi nerazzurri il terzo scudetto consecutivo...

FORZA RAGAZZI!!!


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23 aprile 2008

L’U.D.C. C’ENTRA

Pochi giorni fa, durante un telegiornale, sentivo parlare Lorenzo Cesa.
Parlava di legalità, era convincente.
Mi chiedo come è possibile che certi politici siano tacciati di bassa moralità anche di fronte ad una tale mostra di rigore.

Lorenzo Cesa è del partito dell’Unione di Centro.

L’UdC ha preso tanti voti in Sicilia, in un’isola che oggi è molto più che ieri reattiva sul fronte mafia.

Grazie ai voti siciliani, l’UdC elegge al Senato della Repubblica tre uomini, due dei quali sono:

SALVATORE CUFFARO, detto Totò – condannato in primo grado per favoreggiamento, per aver passato informazioni riservate ad un mafioso.

SALVATORE CINTOLA - indicato come «amico personale» del capomafia Giovanni Brusca (ora pentito) e fra gli uomini politici coinvolti nel progetto di Leoluca Bagarella che voleva realizzare il partito di Cosa nostra “Sicilia Libera”. Di Cintola parlano i pentiti Antonino Calvaruso, Balduccio Di Maggio, Mario Santo Di Matteo e Tullio Cannella.

Di Cintola, “l’amico di Brusca” scrive il 17 aprile ’08 su La Stampa Lirio Abbate, il giornalista di cronaca più volte minacciato dalla mafia.


Sentire Lorenzo Cesa parlare di legalità è una di quelle cose che allontanano dalla politica.
Sentire Lorenzo Cesa parlare di legalità è una di quelle cose che fanno vomitare.


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20 aprile 2008

Il denaro non esiste

Ieri ero a tavola con due cari amici, davanti a una pizza fumante, quando è venuto fuori questo discorso dei soldi che non esistono. Strana teoria, parrebbe.

Ma la realtà lo conferma: i soldi non esistono, non ci sono, sono un’invenzione dell’era contemporanea. Solo che, come dentro Matrix, la realtà è nascosta, e tutti noi viviamo nella commedia.

 
Mi spiego meglio: ogni 26 del mese, io prendo uno stipendio. Ciò significa che mi collego alla rete intranet dell’ufficio e scarico il mio cedolino, la busta paga. Poi mi collego all’home banking e verifico che nel mio conto quella somma esiste. Sempre in home banking faccio un bonifico verso un altro conto, quello del mutuo, e stampo un foglio che attesta l’avvenuto versamento. Ripeto l’operazione per tutti i pagamenti (asilo nido, condominio e via così), fino a che della somma relativa al mio stipendio rimane poco o nulla.

In pratica, ho già speso quasi tutto lo stipendio, ma, MAGIA, non ho manipolato neanche una banconota.

 
Il denaro non esiste. Non c’è.

 

Giorno dopo giorno, tutti noi muoviamo numeri in pagine internet che chiamiamo “il mio conto”, il “conto del mutuo”, il conto di mia moglie”, ecc… ma sono tabelle excel in internet.

Giriamo per negozi e facciamo la spesa nei supermercati, pagando con graziose tesserine magnetiche, ricevendo in cambio uno scontrino di carta.

Partiamo in aereo prenotando i biglietti per telefono (a proposito: neanche i biglietti esistono più!) dando il numero della nostra carta di credito.

Ma ancora una volta tra le nostre mani c’è carta. Il denaro non esiste.

Se ci viene un dubbio (e ci viene…) DESIDERIAMO TOCCARE CON MANO.

Ci rechiamo al primo sportello bancomat a chiedere dei soldi. Un omino dentro la macchina ci molla un paio di pezzi da cento, per rassicurarci. Il denaro esiste, adesso lo abbiamo in mano.

 

Ma se mi venisse un dubbio: vorrei avere in mano tutti i soldi che ho, li conterei un attimo e poi li restituirei, giusto per verificare che ci sono, che esistono.

Col piffero!

L’omino dentro la macchina mi dice che € 250,00 per oggi bastare, ripassare domani, please.

 

I soldi, quelli veri, quelli sudati, non ci sono. C’è una macchina bancomat, che, come un genitore, ti da la paghetta.

Lavoriamo un mese intero per vedere un numero a quattro cifre scritto su un foglio excel chiamato “il mio conto in banca”.

Il denaro non esiste, credetemi!




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4 aprile 2008

André Gorz, Lettre à D. Histoire d’un amour

Pubblico nuovamente un post su Gorz, dopo quello del 18 febbraio scorso, per annunciare una novità che attendevo:

E' uscito, per i tipi della Sellerio

Lettre à D. Histoire d’un amour


André Gorz è morto suicida nel 2007, assieme alla moglie Dorine, affetta da un morbo degenerativo. «Ebreo austriaco» come si definiva, era nato a Vienna nel 1923 e prestissimo si era trasferito a Losanna, e dopo a Parigi, dove aveva iniziato la carriera di giornalista e saggista. Ha diretto «Les Temps Modernes», la rivista di Sartre, e fondato con Jean Daniel il «Nouvel Observateur». È stato uno dei grandi intellettuali di Francia, influenzando l’esperienza della sinistra europea con i suoi libri aperti a teorizzazioni antiautoritarie ed ecologiste. Lettera a D. Storia di un amore, scritto nel 2006, è la sua ultima opera.

http://www.sellerio.it/merchant.php?bid=2068


Il filosofo francese, viveva con la moglie Dorine da 60 anni. Lei, gravemente malata, stava forse per lasciarlo. Lui non l'avrebbe mai lasciata andare.

Il libro è forse la biografia di un amore, tema che mi è caro. Il filosofo Gorz, il pensatore della sinistra esistenzialista e libertaria francese, uno dei profeti del Maggio, ricorda il legame con la moglie Dorine. E i tre livelli, la vita individuale, la vita amorosa, la vita sociale rimbalzano l’uno nell’altro, nel racconto, in un gioco continuo di rimandi, per riconoscere all’amore il primato di sostanza e verità, e per dimostrarlo.

Il libro è il solito piccolo gioiello Sellerio: elegante nel suo formato tascabile, stampato il carta vergata, notevole al tatto e invitante alla lettura, dal costo contenuto, anche grazie al volume di sole 68 pagine.


tratto da Lettre à D. Histoire d’un amour

di André Gorz

Non voglio più, secondo la formula di Georges Bataille, “rimandare l’esistenza a più tardi”. Sono attento alla tua presenza come ai nostri inizi e mi piacerebbe fartelo sentire. Mi hai dato tutta la tua vita e tutto di te; vorrei poterti dare tutto di me durante il tempo che ci resta. Hai appena compiuto 82 anni. Sei sempre bella, elegante e desiderabile. Viviamo insieme da cinquantotto anni e ti amo più che mai. Recentemente mi sono innamorato ancora una volta di te e porto in me un vuoto divorante che riempie solo il tuo corpo stretto contro il mio. La notte vedo talvolta il profilo di un uomo che, su una strada vuota e in un paesaggio deserto, cammina dietro un feretro. Quest’uomo sono io. Il feretro ti porta via. Non voglio assistere alla tua cremazione: non voglio ricevere un vaso con le tue ceneri… Spio il tuo respiro, la mia mano ti sfiora. A ognuno di noi due piacerebbe non dover sopravvivere alla morte dell’altro. Ci siamo spesso detti che se, per assurdo, avessimo una seconda vita, vorremmo passarla insieme.



2 aprile 2008

Manuale per un papà che deve accudire il suo bambino

Oggi non vado a lavorare. Devo rimanere a casa adaccudire mio figlio piccolo con l’influenza. Ciò significa che saremo io e luida soli, e dovremo cavarcela per traghettare la giornata fino alle quattro delpomeriggio, quando arriverà il fratellone da scuola a salvare lui, e la mamma asalvare me.

La giornata ha inizio. Per cavarmela meglio, hopensato di scrivere un piccolo manuale d’uso, non esaustivo, per papà chedevono accudire un bimbo di otto mesi.

 

Capitolo 1

Io e te da soli

Non è la canzone di Mina, è la realtà, la tua realtà.

Tua moglie è andata via sorridente, ti ha detto che ilbambino è autonomo e che lei, quando è con il bambino, riesce a fare un mucchiodi cose durante la mattinata.

Scoprirai che non è vero. Da quando si sveglierà, luisarà la tua appendice, non vorrà stare solo neanche un nanosecondo.

Tra poco sisveglierà, e piangerà come se gli avessero tagliato un dito.

Tutto dipende da te.

Se lo farai sorridere avrà fiducia, e fileranno lisceanche le prossime otto ore.

Se ti guarderà perplesso, se vedrai il labbroinferiore tremolare, se gli lascerai il tempo di chiedersi dov’è la mamma, esoprattutto CHI E’ QUESTO, sei fottuto, preparati a otto ore d’inferno.

 

Dopo averlo spupazzato per convincerlo che ti conosce,che sei quello lì che gira per casa, che quando dice PA-PA non intende direpappa, ma papà (che saresti tu…), è già arrivato il momento del primopannolino.

 

Capitolo 2

Il pannolino

Il pannolino si cambia per due motivi: prevenzione eriduzione del danno.

Prevenzione: il bambino gattona trascinando il bacino,quando lo prendi in braccio senti un peso innaturale, come se attaccato a luivi fosse un palloncino d’acqua. Bene. Devi cambiarlo, ha fatto tanta di quellapipì che se perdi ancora tempo ci trovi dentro un pesce rosso. Chiudi ilpannolino tra le sue linguette adesive e trattalo come un rifiuto speciale. Nonlanciarlo, potrebbe esplodere.

Riduzione del danno: va tutto bene, il bambinosorride, tu sei ottimista sul futuro. D’improvviso ti arriva al naso unsospetto di odore, qualcosa che avevi sentito ma non ricordavi più, e che maiavresti voluto risentire.

Prendilo di peso e corri al fasciatoio. Se saraifortunato (se avevi messo bene il pannolino precedente), non dovrai cominciarea raccoglierla dalla schiena.

In genere si distingue il pericolo in:

Codice bianco - poca cacca e solida

Codice verde - cacca semisolida ancora circoscrivibile

Codice giallo - cacca liquida, tendente allostraripamento

Codice rosso - abbondanti fuoriuscite dal pannolino,culetto arrossato, body marrone, bambino agitato

 

Poni il bambino sul fasciatoio.

Dicesi fasciatoio unrettangolo foderato a trenta/quaranta metri dal livello del mare.

Livello d’attenzione alto. Ti sorprenderà vedere iltuo bambino trasformarsi nel dottor Octopus, con due mani e quattro appendiciper prendere qualunque cosa si trovi nel suo raggio di azione. La lotta dellavita è questa: papà Spiderman contro bambi Octopus! Dovrai usare una mano pertogliergli il pannolino e l’altra per raccogliere tutto quello che viene giù, conuna mano unirai i piedini sollevandolo come un pollo, con l’altra lotterai perstrappargli l’oggetto che ha trovato, quasi sempre un filo collegato allacorrente elettrica (ne trovano sempre uno di cui non sospettavi l’esistenza).

Una volta lavato, dovrai utilizzare la crema all’ossidodi zinco, un nome che solo a sentirlo fa venire in mente aree bonificatedall’arrossamento. Al tatto, la crema di zinco ricorda lo stucco per i muri.Prendi una cazzuola e comincia a stuccare le parti arrossate. Dopo un po’vedrai arrossamenti dappertutto, il bambino avrà già mezzo corpo imbiancato, matu terminerai solo ad esaurimento del barattolo, perché sai che quelloche rimane indurisce e poi si può buttare, e non ti va di sprecarlo. Pulito e incremato,non resta che rimettere un pannolino nuovo. Lo prendi, lo guardi, lo studi percapire qual è il davanti; poi ti prende una strana agitazione: una sorta diconto alla rovescia immaginario ti imporrà di chiudere il pannolino nel piùbreve tempo prima che arrivi un nuovo schizzo di pipì e tu debba ripartire dazero.

A questo punto dovrai rivestirlo. Comincia un’altralotta subdola, un’altra prova: la fila dei bottoncini. Il tuo bambino, comeogni bambino al mondo, ha un vestiario dotato di almeno cinquanta bottoncini aclip. Diversi studi hanno dimostrato che è impossibile azzeccare la chiusuradel primo, quindi inizia una sorta di gioco dell’oca in cui, quasi al termine,ti tocca tornare indietro e riabbottonarli tutti. In queste fasi, il bambinosmette improvvisamente di interessarsi agli oggetti, cosi che tu potresti rilassarti e dedicartiai maledetti bottoncini. Non ti fidare! L’unico neurone che ha nella testa, gliha appena suggerito di buttarsi dal fasciatoio. Lo farà! Devi fermarlo.

Mettiil tuo corpo a chiusura dello spazio, distrailo, evitagli il contatto visivocol pavimento. Soprattutto, non ti distrarre, per nessun motivo.

Il bambino sarà considerato salvo solo alla fine, trale tue braccia.

Complimenti, puoi tornare Peter Parker,adesso!

 

Capitolo 3

La merenda

I vasetti di frutta sono quanto di più rassicurante sipossa trovare in un supermercato. Aprire un vasetto di frutta e sentire quelrumorino di sottovuoto che si infrange fa venire in mente anni di pubblicitàcon bambini sorridenti e mamme felici.

Metti il bavaglino al bambino, assicuralo nella suasdraietta con due giri di cintura di sicurezza, prendi una cucchiaiata di fruttae con ottimismo mira alla bocca.

A quel punto, succederà l’imprevisto: una manata sulcucchiaio, la frutta rimbalza dappertutto, il bambino si gira su se stesso etenta di cappottare con la sdraietta attaccata al corpo. Scopri che quellasostanza dentro il vasetto, chiamata pera, è in realtà una melassa collosacapace di autospalmarsi su ogni tessuto. Consumi un rotolo di scottex perrisanare l’ambiente. Ti togli la maglietta e la getti tra i rifiuticonsiderandola irrecuperabile, trovi una fruit bianca nell’armadio e affrontila battaglia con aria campale: o tu o la pera!

Nonostante tutto sorridi: se lui si accorgerà che seinervoso si renderà conto che non sei la mamma,  e sarà tragedia!

 

Di colpo poi, succede che ti si addormenta tra lebraccia, quando ormai avevi perso le speranze. Torna la pace e lo vedi lì, tranquillo come pochi, sereno, tra le tue braccia. E capisci perché tutto questo non è mai stato un calvario per nessuno, e capisci che raccoglieresti diecimila scottex sporchi di pera collosa, pur di passare del tempo con lui, il tuo bambino.


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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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