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Diario


28 giugno 2008

BOLOGNA PRIDE 2008, le foto



E' stata una festa!
Un'occasione unica per stare insieme, per condividere le nostre diversità.
E perchè non dirlo, impegno sociale, sì...
ma quanto ci siamo divertiti! :)
Forse non lascerà traccia nella lotta per i diritti civili allargati, ma di certo ha lasciato un segno nel mio spirito ed in quello di tutta la splendida gente che ha partecipato.
Nella cornice della città di Bologna, paralizzata per il Gay Pride,
ma come sempre più che mai accogliente.

Ecco qualche foto:

PORTA SARAGOZZA, EX SEDE ARCIGAY




ARMAROLI (TG5) INTERVISTA VENDOLA



IL MIO CARRO PREFERITO :))



IOTOCCO PRIDE!



LA FOLLA...




I 4 MORI E MORANDI




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26 giugno 2008

28 giugno -BOLOGNA PRIDE 2008

Manifestazione nazionale dell’orgoglio lesbico, gay,

bisessuale e transessuale


E' imminente: questo sabato, 28 giugno, a Bologna, avrà luogo la festa del GAY PRIDE.

Il Pride Nazionale 2008 si caratterizza per diverse importanti novità. Prima fra tutte, la presenza di una madrina d'eccezione - Margherita Hack, la nota astrofisica e divulgatrice scientifica italiana, presidente onorario della UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti)-  che ha accolto immediatamente l'invito del Comitato Pride in nome della laicità e della piena condivisione dei temi più cari del Pride 2008.

La sua figura rappresenta a pieno titolo il tema che anima questa manifestazione: l'approccio laico nella creazione delle regole della società civile



Migliaia le presenze già annunciate ed in febbrile aumento in questi giorni. Giungeranno a Bologna da ogni parte d'Italia e con ogni mezzo di trasporto.
5.000 contatti al giorno registrati su www.bolognapride.it, 8.000 su www.myspace/bolognapride.it.

Percorso: l’appuntamento è in piazza di Porta Ravegnana alle ore 14.00. Dalle due torri partirà il corteo a piedi che percorrendo via Castiglione arriverà ai Giardini Margherita. Qui, alle 15.30, si aggiungeranno i 30 mezzi motorizzati che percorreranno i 5,5 Km di percorso. La manifestazione proseguirà dunque sui viali, in direzione porta Lame. All'altezza dei Giardini di Villa Cassarini il corteo farà una breve fermata, la musica dei carri sarà spenta per un momento di commemorazione davanti al monumento delle vittime del nazifascismo. Dalla prima sede del Cassero in Porta Saragozza il corteo proseguirà per i viali, affiancherà porta Lame e svolterà in via Don Minzoni costeggiando la nuova sede del Gay Lesbian Center ‘Il Cassero’. Percorrendo Via dei Mille la manifestazione si concluderà in Piazza VIII agosto (orario previsto 18.30)

Sul palco, a gestire gli interventi Vladimir Luxuria. Esclusi dal palco gli interventi delle personalità politiche.

La serata proseguirà al Parco Nord (Via Stalingrado 83), dove avrà luogo l’ Official Pride Party, dalle 22 fino al mattino.


Qui c'è la mappa del percorso.

Tutte le informazioni sono tratte dal sito di Bologna Pride 2008, che vi invito a visitare.





24 giugno 2008

Ad ognuno il suo!

Avete presente la scenetta del caffè?  Un gruppo di manager è in riunione. La segretaria chiede chi vuole il caffè, e ognuno lo chiede diverso. Così cominciano: io lo voglio stretto, io lo voglio lungo, io lo voglio macchiato, io col miele, io col latte freddo, io col latte caldo, ecc...


Ieri, con tutta la famiglia, si va a fare spesa.



Ebbene: siamo in quattro.
Indovinate quanti tipi di latte abbiamo preso?





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23 giugno 2008

La finale degli Europei 2008: Turchia us Russia. Viva l'Europa!

Sarebbe un sogno:

Europei 2008, finale TURCHIA - RUSSIA
Immagino la faccia di Calderoli :))

Detto questo, archiviamo Italia Spagna, ammettendo che la Spagna ha meritato il passaggio del turno.

In rassegna stampa, trovo titoli degni di nota:

GAZZETTA DELLO SPORT: EMPATICO

CORRIERE DELLO SPORT: CHISSENEFREGA, ovvero calciomercato forever

TUTTOSPORT
: esiste solo la Juventus

Guardate un po'...








21 giugno 2008

Blankets di Craig Thompson

Consiglio per gli acquisti: Blankets di Craig Thompson, una graphic novel (romanzo a fumetti), un FUMETTO!!! (PIKE docet, vedi commenti! :))
ovvero la storia di un ragazzo che esplora l’amore conoscendo Raina, e pian piano esce dal mondo che ha sempre vissuto, figlio di un fondamentalismo cattolico castrante. La grafica del fumetto non è lineare, non è Will Eisner per intenderci, ma ci si abitua subito e si desidera solo lasciarsi trasportare dalla storia, e che questa, in qualche modo, non finisca mai. Lo consiglio.





19 giugno 2008

MA I CITTADINI NON DEVONO SAPERE

Quello che si profila è mettere il bavaglio alla stampa, preoccuparsi che i cittadini non sappiano nulla di quello che sta accadendo in sede di Istruttoria, quando si profila un processo.

Molti dei nostri connazionali non vogliono sentire parlare di politica: ci pensano altre istituzioni (si fa per dire), loro la politica non la seguono.
Si sta profilando un nuovo fascismo, di coloro che non vogliono sapere, conoscere e...... delegano. Non importa a chi, ma a qualcuno che pensi per lui. E se uno è bravo e ha fatto tanti soldi (a spese di chi?) gli lasciano il POTERE perchè lui è abituato al potere.

Che poi si cauteli per non passare nelle mani della Giustizia, ebbene avrà fatto il suo dovere, cosa c'è di più ''legittimo'' quando si ha il potere in mano?
Non sappiamo dove rivolgerci: fare manifestazioni è inutile, protestare è impopolare, rivolgerci al Capo dello Stato, forse, è l'unico modo per essere tutti cittadini normali e uguali di fronte alla Legge.

Simona Giovannozzi

Pubblico con piacere la lettera di Simona Giovannozzi, di COMMUNITAS 2002

La sua mail fotografa perfettamente la situazione che stiamo vivendo, con lo stesso scoramento che molti di noi provano.
In ultimo anche le elezioni in sicilia (otto Province su otto) danno il senso del totale "affidamento" da parte di un popolo alla sua maggioranza, evidentemente rappresentativa, ma di cosa?


Si consegna il Paese CHIAVI IN MANO  a questo leader che, faccia quel che vuole, ci condurrà da qualche parte. E nessuno parli al conducente.


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18 giugno 2008

Quel giorno che siamo andati a trovare il tuo passato

- Le pietre a forma di trono! Quelle pietre le ricordo! - gridò Sara.

Frenai di colpo ed accostai la Cinquecento al ciglio della strada.

- Non fermarti, va’ avanti! -

- Sissì, vado, vado. -

- No, no. Aspetta, torna, torna indietro. -

- Va bene, torno, torno. -

Riandai al trono chiedendole istruzioni con lo sguardo.

- Le pietre, guarda: mi sedevo lì da piccola, mentre il mezzadro si dissetava alla sorgente... l’acqua fresca di sorgente, che buona. -

- Che faccio allora, spengo? -

- Ma no! cammina, ti ho detto! Va’ avanti! -

Avanti ancora entrammo in una strada lunga e stretta, ai cui lati c’erano solo spighe gialle, e la percorremmo tutta fino a giungere di fronte ad un cortile, tre o quattro casolari disabitati. Sara non scendeva ancora, guardava muta ogni cosa e il suo silenzio era tutt’uno con la pace intorno; io sgranchii le gambe, stirai le braccia e gridai: era il paradiso del nulla.

Finalmente anche lei prese coraggio, aprì lo sportello e cominciò a pestare la terra; poi si spinse fino alla cascina grande e prese a tastarne le mura. Lentamente ogni frammento di granito le tornava familiare, il più sperduto angolo della masseria s’impregnava di ricordi, le viuzze dissestate si facevano memoria di corse, di piccoli amici innamorati, di voci di contadini, della cura con cui lei allevava i maialini e non si spiegava perché, quando crescevano, non li trovava più... fantasmi di cui anche a me parve di sentire il richiamo.

Aprì la porta di legno tarlato di una stalla.

- Qui c’erano le mucche - disse. Mi ci chiudevo di nascosto con Peppe, l’inventore, e facevo le ore a giocarci insieme. Lo chiamavo così perché ogni giorno scopriva qualcosa. Intagliava arnesi col coltello, ne sapeva fare d’ogni forma, e poi me li regalava. Lucio, il figlio del massaro, e Peppe finivano sempre col fare a botte per chi doveva fidanzarsi con me; poi facevano la pace e mi dicevano che dovevo pigliarli tutt’e due. Ma due erano troppi. -

- Anche uno... - sussurrai.

Uscì dalla stalla quasi di corsa.

- Io facevo il maschiaccio, ero la capobanda. Li guidavo in esplorazione tra gli alberi, sui rami grossi che davano sulle case dei contadini, per scoprire i loro segreti, che so… dalle finestre. Di sera, poi, tornavo a casa a pezzi, con la gonna rotta e le scarpe piene di fango. Mi prendevo di quelle sgridate… -

- Da chi? -

- Da uno zio, uno che stava in casa con noi. -

- Noi chi? - ma questo non ebbi il coraggio di domandarglielo.

Entrammo nella cascina grande, tutto ancora intatto, ragnatele dappertutto. Mi soffermai a sfiorare le pareti, in pietra a vista, mentre lei schiudeva le imposte quasi a fare gli onori di casa. Un fascio di luce dalla finestra scoprì una terrazza che s’affacciava sulla campagna, un mare aperto di spighe.

- Ecco - disse - io dormivo in questa stanza, la stanza del terrazzo. Il mio letto era quello a sinistra. Ci sono tre camere appena, si dormiva tutti insieme. -

Tutti chi?

- Poi c’è la cucina e la stanza della televisione. Era un vecchio TV in bianco e nero. Al giovedì ci si riuniva a vedere Rischiatutto. -

- Dai, fantastico! pure la mia famiglia! Ero innamorato perso della Ciuffini, e poi era fortissimo con tutte quelle caselle!… Ti ricordi quando Mike entrava gridando “Allegria!”?… -

- Veramente lo fa ancora. E poi la televisione ho cominciato a guardarla verso i sedici anni, con Portobello. Guardavo i fiori d’arancio, ero proprio una bambina… quanto li ho invidiati quelli lì. Vieni in terrazzo, su, che c’è il sole. -

Ora una bava di vento ci accarezzava; il momento appresso il sole vinceva la sua battaglia ed allora occorreva ripararsi dal gran caldo. Tutto era immobile, un antico regno caduto in miseria, una Cartagine distrutta dalla furia dell’oblio.

Il suo sguardo viveva momenti di operosità, poi s’impigriva sul colore di un ricordo ed io capivo che doveva ancora raccontare. Mi sedevo pacifico sul primo sasso sporgente e stavo lì ad ascoltarla, parola per parola, minuti come ore.

Sulla via del ritorno sostammo in una vecchia borgata, un cortile che s’apriva a quadrato su una chiesa diroccata, chiuso da tre casupole e una tabaccheria. Sara lo riconobbe.

Bussammo con cautela sul vetro sottile della bottega e, sul punto d’andar via, una vecchia schiuse la porta. Sara si fece timidamente avanti: - Scusi il disturbo, si ricorda di me? Sono Saretta. -

La vecchia sgranò gli occhi, poi inforcò due lenti spesse: - Saretta!... che grande che sei... Entra.-

- Tuo zio non viene più a trovarmi, da tanto. -

- Hanno venduto la terra, proprio da tanto ormai. -

- E tu, che ci fai qui? -

Sara mi guardò e sorrise: - Avevo voglia di tornare... -

- ... ed il tuo fidanzato ti ha accompagnata. Bravi, me ne compiaccio. -

Prima di salire in macchina volsi lo sguardo ai campi, l’ultima volta. I contadini tornavano a casa stremati da una giornata di lavoro, i campi solcati a dovere conservavano geometrie perfette per il giorno dopo. Un albero in una macchia gialla, pietre su pietre a delimitare le proprietà. Le finestre delle case cominciavano ad accendersi e la vita si trasferiva lì, nell’intimo delle famiglie.

Sara m’abbracciò da dietro e mi strinse forte, in silenzio.

- Restiamo soli questa sera - sussurrò - ne ho bisogno. E’ stato bello quello che hai fatto per me.-

- Anche quello che hai fatto tu, Saretta. -

- Scemo. -


Se solo sapessi dirtelo, Sara, quanto sono stato felice.

Nota bene: il testo contenuto nella presente è sempre protetto da copyright e non può mai essere utilizzato a meno di esplicita ed inequivoca autorizzazione da parte dell'autore.


17 giugno 2008

E dunque eccomi di nuovo qui

Riprendo le redini di questo blog.

Ho riassestato le idee e deciso qualche piccola novità, che comunicherò in seguito, ma soprattutto mi sono riposato al sole della mia terra, con le Isole Eolie davanti e un lettino nell'unico punto d'Italia dove non ha piovuto.

Sono terrone nell'animo e nella pelle adesso!

Ho fatto delle belle e rigeneranti nuotate al largo, ho mangiato molto pesce, ho visto l'Italia sul maxischermo.
E mentre l'Italia giocava (male), ho assistito, come tutti voi, come sempre quando il popolo è distratto, all'ennesima riproposizione delle solite leggi salvapremier a cui i Governi Berlusconi ci hanno abituati.
L'unica considerazione che ho da fare in merito è che spero quest'uomo si aggiusti tutto quello che deve, concluda gli affari suoi una volta per tutte, e poi pensi solo al bene dell'Italia, una volta esaurito il bene suo. Insomma, da sto piatto vorremmo qualche briciola anche noi cittadini, no?

A parte questo, ho un anno in più, e questo mi pesa un po', perchè è vicinissimo il bilancio degli ANTA, fatidica CIFRA. Ma me ne occuperò il prossimo giugno. Chi se ne fotte, adesso!

Ho finalmente avuto il tempo di leggere tutte le vostre citazioni in bloggerOTECA, ce ne sono di molto belle, e di farmi una lista di libri da comprare.
Poi c'è il lavoro, la casa, i bimbi, insomma la quotidianità che preme.

Ho fatto un giro per i vicoli di Palermo: concerti, locali pieni di gente, ragazzi che girano col loro bicchiere in mano da un locale all'altro, un'aria da ramblas che mi ha messo allegria. Palermo è una città sveglia, in questo momento, piena di voglia di vita. Lo dimostra.

Ho conosciuto Fabrizio Ferrandelli, che ha fondato Ubuntu, il primo asilo multietnico di Palermo. Un ragazzo che fa politica in strada, che ci crede e glielo si legge negli occhi.

Insomma, la vita incombe, la vita chiama, ed è praticamente impossibile sottrarsi.

Buona vita, e buon proseguimento con il blog di ioTocco.




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17 giugno 2008

IF - Rudyard Kipling

"Lettera al figlio"

di

Rudyard Kipling

Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te
la stan perdendo e te ne attribuiscono la colpa,
se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
ed essere indulgente verso chi ti dubita;
se sai aspettare e non stancartene,
e mantenerti retto se la calunnia ti circonda
e non odiare se sei odiato,
senza tuttavia apparire troppo buono né parlare troppo da saggio;
se sai sognare senza abbandonarti ai sogni;
se riesci a pensare senza perderti nei pensieri,
se sai affrontare il Successo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori nello stesso modo;
se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;
se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita,
distrutte e riesci a resistere ed a ricostruirle con strumenti logori;
se sai fare un fascio di tutte le tue fortune
e giocarlo in un colpo solo a testa e croce
e sai perdere e ricominciare da capo
senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso;
se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi muscoli
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e così resistere finchè non vi sia altro in te
oltreché la volontà che dice loro: "Resistete!";
se riesci a parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà,
o ad avvicinare i potenti senza perdere il tuo normale atteggiamento,
se nè i nemici né gli amici troppo premurosi possono ferirti,
se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo;
se riesci a riempire l'inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa:
il mondo e tutto ciò che è in esso sarà tuo,
e, quel che conta di più, tu sarai un Uomo, figlio mio!


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6 giugno 2008

Stacco la spina

Per assoluta mancanza di tempo, provo a staccare un po'. La BloggerOTECA è a disposizione di chi passa da qui. Io tornerò tra qualche giorno, prendo un po' di vacanza dal blog.

A tutti, buona visione e a presto.






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5 giugno 2008

La BloggerOTECA e il ricordo del grande Massimo

Ieri mi è sfuggito un anniversario per me importantissimo: la morte di un poeta!
Ho lavorato così tanto alla BloggerOteca che non ci ho pensato. E invece i poeti vanno celebrati, sempre.
Recupero oggi, citando quella che a mio avviso, è una delle più dolci, vere e belle poesie mai scritte. L'autore è MASSIMO TROISI, che ci lasciava 14 anni fa.
Massimo, ci manchi, mi manca il tuo genio inarrivabile.



'O SSAJE COMME FA 'O CORE

Tu stive 'nzieme a n'ato
je te guardaje
e primma 'e da' 'o tiempo all'uocchie
pe' s'annammura'
già s'era fatt' annanze 'o core.
A me, a me
'o ssaje comme fa 'o core
quann' s'è 'nnamurato.

Tu stive 'nzieme a me
je te guardavo e me ricev'
comme sarà  succiesso ca è fernuto
ma je nun m'arrenn'
ce voglio pruva'.

Po' se facette annanze 'o core e me ricette:

tu vuo' pruvà? e pruova, je me ne vaco

'o ssaje comme fa 'o core
quann s'è sbagliato



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4 giugno 2008

BLOGGEROTECA, le citazioni letterarie dei bloggers




Ecco finalmente realizzata la BLOGGEROTECA, ovvero l’insieme di tutte le citazioni da voi depositate nello spazio commenti del Gioco “TRA I COMMENTI, INSERISCI LA TUA CITAZIONE”.

Erano 155 commenti, ed è stato un gran lavoro riordinarli tutti.

Un po’ di cifre, prima di passare alla lista delle citazioni:

l’autore più citato è BARICCO, citato 8 volte, con 5 suoi titoli.
Oceano Mare è il libro più citato (3 volte)
Seconda, Banana Yoshimoto, con 4 titoli diversi.

In totale, le citazioni sono 114, e riguardano:
91 titoli, tra romanzi e saggi,
6 poesie,
5 film,
4 fumetti,
4 canzoni,
2 cartoni animati
la costituzione italiana
un bugiardino di medicinale

E ora i bloggers:
hanno partecipato 33 visitatori

SOTTILETTA ha lasciato 15 citazioni
Piccola Iena 11
Disastro 10

A tutti quelli che hanno partecipato, un grande ringraziamento, mi avete dato preziosi consigli per gli acquisti e avete permesso ad altri lettori di averne. Inoltre, mi è sembrato tutto molto divertente e questo, ancora, grazie a voi! ?

Ho riordinato tutti i libri negli scaffali.
Gli scaffali sono 14.
C'è una sezione dedicata (BloggerOTECA)
E' infine disponibile il file completo (in PDF), che si può richiedere scrivendomi
il mio indirizzo e-mail è marcotocco@iperbole.bologna.it

E infine, ecco l'indice ipertestuale degli scaffali:

SCAFFALE 1 - Pike

SCAFFALE 2 - giambattista salis, ioJulia, Gh

SCAFFALE 3 - occhiodelciclone, specchio, Leeloo, E*

SCAFFALE 4 - Piccola Iena

SCAFFALE 5 - ioTocco

SCAFFALE 6 - Geco, Martenot-Neon, Kalispera

SCAFFALE 7 - disastro

SCAFFALE 8 - Efesto, Vanillina, Pax

SCAFFALE 9 - Piero63

SCAFFALE 10 - Sottiletta0

SCAFFALE 11 - A, Gabri

SCAFFALE 12 - Francesco URANIA, Jericho, Andrzej

SCAFFALE 13 - Marialuisa, Menta. Fede

SCAFFALE 14 - Capastuerta, Gattara, Lu, Lucilla, Billo, Nolwe



Buona visita e buon divertimento.


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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 1

SCAFFALE 1





Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo!
--
Cuck Palahniuk, "Fight Club"


"Molti anni dopo, davanti al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio".
--
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine "


Si faceva sempre alla luce del televisore.
Alcuni latinoamericani agitavano armi da fuoco.
Il capo del gruppo si piluccava insetti dalla barba e fomentava i suoi.
Immagini in bianco e nero: tecnici della Cbs in divisa mimetica.
Cuba, brutta storia, disse un annunciatore.
I ribelli di Fidel Castro contro l'esercito regolare di Fulgencio Batista.
Howard Hughes trovò la vena e si iniettò la codeina. Pete lo osservò di soppiatto: Hughes aveva lasciato la porta della camera socchiusa.
(…)
L'America non è mai stata innocente. Abbiamo perduto la verginità sulla nave durante il viaggio di andata e ci siamo guardati indietro senza alcun rimpianto. Non si può ascrivere la nostra caduta dalla grazia ad alcun singolo evento o insieme di circostanze. Non è possibile perdere ciò che non si ha fin dall'inizio.
--
James Ellroy, "American Tabloid"


 -Come fai a sparare a donne e bambini ?
-Come faccio a sparare su donne e bambini? È facile: vanno più lenti, miri più vicino!AHR AHR AHR ! ...questa guerra e' un inferno !"
(…)
-Soldato, perchè sei venuto in Vietnam?
-Volevo visitare la perla del sud-est asiatico,conoscere questo fantastico popolo e...UCCIDERLI TUTTI!Volevo essere il primo ragazzo del mio palazzo a fare centro dentro qualcuno.
--
Stanley Kubrick ; Full metal jacket , dall'omonimo romanzo di Hasford


Il temporale era cominciato poco prima di mezzanotte e aveva spazzato via il concerto dei clacson e tutto il frastuono che normalmente annuncia l'anno nuovo sulla Strip. Nella sottostazione di West Hollywood, il 1950 si era presentato sotto forma di un'ondata di appelli urgenti, ciascuno dei queli seguito dall'intervento di ambulanze e altri automezzi.
--
James Ellroy - " il Grande Nulla "


Eccomi là. Cioè Alex, e i miei tre drughi. Cioè Pete, Georgie e Dim. Ed eravamo seduti nel Korova Milkbar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova Milkbar vende "latte +", cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo. E' roba che ti fa robusto e disposto all'esercizio dell'amata ultraviolenza...
--
Stanley Kubrick - Arancia Meccanica



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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 2

SCAFFALE 2





"Tutto ciò che accade, tu lo scrivi", disse.
"Tutto ciò che io scrivo accade", fu la risposta.
--
La Storia Infinita, di Michael Ende.


 


"Gentili Signori,
leggo dalla vostra inserzione sul «Saturday Review of Literature» che siete specializzati in libri fuori stampa. L'intestazione «librai antiquari» mi spaventa un poco, perché per me «antico» equivale a dispendioso. Sono una scrittrice senza soldi che ama i libri d'antiquariato, ma da queste parti è impossibile reperire le opere che desidererei avere se non in edizioni molto costose e rare, o in copie scolastiche, sudicie e scribacchiate, della libreria Barnes & Noble.
Allego un elenco delle mie necessità più pressanti. Se aveste qualche copia usata decente di uno qualsiasi dei libri in elenco, a non più di $5.00 l'uno, vi prego di considerare questa mia un ordine d'acquisto e di inviarmeli.
Con i più cordiali saluti Helene Hanff
--
Helene Hanff  - "84, Charing Cross Road"


Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai uscito di mente.
"Quando ti vien voglia di criticare qualcuno" mi disse "ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu."
Non disse altro, ma eravamo sempre stati insolitamente comunicativi nonostante il nostro riserbo, e capii che voleva dire molto più di questo. Perciò ho la tendenza a evitare ogni giudizio, una abitudine che oltre a rivelarmi molti caratteri strani mi ha anche reso vittima di non pochi scocciatori inveterati.
--
IL GRANDE GATSBY - Francis Scott Fitzgerald



Gh

"Qui sei qua?"
--
Paperino nel settimanale per ragazzi "Topolino"

 


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4 giugno 2008

BloggerOTECA, scaffale 3

SCAFFALE 3





Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
--
Antoine de Saint-Exupery - Il Piccolo Principe




"Sarracini guarda dall'alto della collina la grande città industriale che si estende nella pianura, spianata dalla notte oltre sè stessa fino a sparire tra i riflessi del fiume e le fumate dei campi.
Egli è sereno e gode soddisfatto di quella vista e del generale silenzio. , confida a sè stesso e all'universo. Tutto lo spazio intorno con il fiato trattenuto e cauto ad ogni tonfo,sembra capirlo.........."
--
Paolo Volponi "Le mosche del capitale"





"Hai cinque minuti per crogiolarti nelle deliziose voluttà della sofferenza: goditela, abbracciala, abbandonala... e procedi!"
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Film: "Elizabethtown" di Cameron CroweHai





Okay Tutto mi dice di essere forte, determinato negli scopi, capace di andare avanti nella Vita, ma se uno sente che è arrivato il momento di cambiare un po’ rotta o anche solo il bisogno di fermarsi a ragionare sul serio per proprio conto? Voglio dire: e i cazzi di sette e mezzo in latino, per esempio, che da semplici strumenti sono diventati una specie di fine ultimo?... Insomma, a quanto ne so dovrei studiare per strappare un titolo di studio che a sua volta mi permetta di strappare un buon lavoro che a sua volta mi consenta di strappare abbastanza soldi per strappare una qualche cavolo di serenità tutta guerreggiata e ferita e massacrata dagli sforzi inauditi per raggiungerla. Cioè, uno dei fini ultimi è questa cavolo di serenità martoriata. Il ragionamento è così. Non ci vuole un genio. E allora, perché dovrei sacrificare i momenti di serenità che mi vengono incontro spontaneamente lungo la strada?
Perché dovrei buttarli in un pozzo, se fanno parte anche loro del fine a cui tendere? Se un pomeriggio posso andare a suonare o uscire con una ragazza che mi piace, perché cavolo devo starmene in casa a trascrivere le versioni dal traduttore o far finta di leggere il sunto di filosofia? La realtà è che mi trovo costretto a sacrificare il me diciassettenne felice di oggi pomeriggio a un eventuale me stesso calvo e sovrappeso, cinquantenne soddisfatto, che apre la porta del garage col comando a distanza e dentro c’ha una bella macchina, una moglie che probabilmente gli fa le corna col commercialista e due figli gemelli con i capelli a caschetto identici in tutto ai bambini nazisti della kinders. Tutti dentro il garage, magari, no. Diciamo più o meno intorno. Cioè, circondato. Dunque la domanda è: un orrore di queste proporzioni vale più del sole e del gelato di oggi pomeriggio? Più di una qualunque ragazza? Più di Valentina che arrivava sorridendo all’appuntamento con dieci minuti di ritardo e una maglietta blu con dentro quel ben di Dio sorprendente?
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Enrico Brizzi - jack frusciante è uscito dal gruppo



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permalink | inviato da ioTocco il 4/6/2008 alle 14:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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 Chuck Palahniuk,
FIGHT CLUB

Il richiamo ad una generazione X sempre più spaesata e individualista, che trova nel collettivo la perpetuazione della propria solitudine: perchè è meglio essere odiati da Dio che trovarsi al cospetto della Sua indifferenza.

 

 Andrea Camilleri,
LA CACCIA AL TESORO

Migliore degli ultimi Montalbano, meno svogliato, ma non più all'altezza dei primi.

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ITALIA - BRASILE 3 A 2 

Libretto gustosissimo, che ripercorre la mitica sfida, descrivendo un quadretto familiare molto riuscito, nei suoi riti e nei suoi tic. Racconto lieve ma mai superficiale, accompagnato da una vena ispirata di ironia, perfino nelle note che ci spiegano le regole calcistiche con puntuale leggerezza. 

 

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Hermann Koch,
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 ERRI DE LUCA,
IL PESO DELLA FARFALLA
††††

Un racconto che mette il lettore alla pari col mondo e lo riporta a una condizione essenziale di uomo. Sorretto da una scrittura un po' ampollosa, ma efficace, scorre lieve e delicato fino all'ultima pagina.

FRANCO ALFONSO,
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L'esperienza di vita di un bambino di paese che, in un periodo in cui non era facile sognare, aveva un grande sogno: diventare barbiere a Palermo! Un libro genuino che ha molto da insegnare.

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†††

ANDREA CAMILLERI,
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WILLA CATHER,
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DANILO "MASO" MASOTTI,
IL CODICE BOLOGNA

GIANRICO CAROFIGLIO,
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ANDREA CAMILLERI,
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ANDREA CAMILLERI,
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Letti nel 2008:


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WU MING 4,
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SANDOR MARAI,
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Georges Simenon,
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Andrè Gorz,
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Lettura in corso
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