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Diario


28 aprile 2009

Concorrenza sleale - un passato scomodo

Prendi un pugno di attori, crea un microcosmo rappresentativo di una nazione in un dato momento storico, dirigi il tutto con sapienza e un velo di ironia, ed ecco fatto un buon film, senza grandi voli, senza fronzoli inutili nè effetti speciali. E soprattutto senza pietismi nè autocompiacimento.

Concorrenza sleale è questo: il ritratto delicato, ironico, a tratti indignato, della società italiana nel 1938, in un borgo di Roma, sull'evoluzione di quella spinta fascista che porterà alla promulgazione delle leggi razziali ed in seguito agli orrori che tutti (si spera...) conosciamo bene.
Film del 2001, godibile, essenziale, ben fatto. Per la regia di Ettore Scola.

Riflessioni a go-go: gli italiani in quel tempo non seppero scuotersi di fronte a un'ingiustizia palese, nel momento in cui l'intera opinione pubblica assorbiva il nuovo che avanzava in maniera acritica se non entusiasta.
Le analogie con l'oggi sono tante, ma credo che la nostra società sia migliore di quella dei nostri padri.
Oggi, tanto per fare un esempio, se il Governo impone ai medici di denunciare un clandestino nell'esercizio delle loro funzioni, il sentire comune si ribella, i medici protestano, il provvedimento cade. Ma bisogna stare all'erta, il passato a volte ritorna strisciante...




wiki/Concorrenza_sleale

Roma, 1938: Umberto (Diego Abatantuono) e Leone (Sergio Castellitto) sono due commercianti di stoffa che lavorano sulla stessa via. Il primo, cattolico, prepara abiti su misura, mentre il secondo, ebreo, vende capi confezionati.

Il film narra le vicende di questi due uomini e delle loro famiglie attraverso le difficoltà del periodo storico, dalla promulgazioni delle leggi razziali per la difesa del popolo italiano alla privazione delle libertà fondamentali ai cittadini ebrei.

Sullo sfondo di un quartiere romano si svolge la difficile convivenza tra Umberto e Leone che, attraverso trucchi vari, combattono la loro battaglia professionale che l'assurdità delle vicende storiche trasformerà in amicizia.



7 aprile 2009

Sei pezzi da mille



Nel commentare American Tabloid dicevo: quando la scrittura mette la quarta.
In questo secondo episodio è questo aspetto che crea qualche inconveniente: la scrittura è TROPPO veloce e i fatti da narrare, i personaggi, gli intrighi, le macchinazioni sono, davvero, talmente difficili da seguire che il racconto ad un certo punto cede.
O forse, chissà, subentra la stanchezza del lettore.
C'è un altro aspetto che riguarda la scrittura: è molto caratterizzata, Ellroy utilizza i trucchi del mestiere ed il suo linguaggio è francamente geniale in alcuni passi. Poi diventa ripetitivo, ostico, e finisce per scorrere troppo in superficie.
Detto questo, i personaggi sono sempre iperaffascinanti, le figure femminili meglio delineate e più pungenti rispetto ad A.T.
Però: la mancanza che il lettore prova per Kemper B. non è colmata dalla new entry Wayne Tedrow Jr. e, infine, non si capisce che fine abbiano fatto rispettivamente la figlia di Ward Littel e la figlia di Kemper Boyd. Ma forse le reincontreremo nel terzo episodio, quando uscirà! Io ci spero...




Sei Pezzi da Mille è un romanzo di James Ellroy, il secondo della cosiddetta trilogia americana. In esso Ellroy ricostruisce le trame e le macchinazioni che sarebbero l'origine di avvenimenti chiave della storia americana miscelando fonti storiche e invenzioni letterarie.

La vicenda inizia il 22 novembre 1963 (assassinio di John Fitzgerald Kennedy a Dallas) e termina il 9 giugno 1968, passando per l'assassinio di Martin Luther King, l'escalation militare in Vietnam, le follie del miliardario Howard Hughes, il Ku Klux Klan, gli esuli cubani anticastristi, la Mafia. Così come nel precedente American Tabloid, la narrazione in Sei pezzi da mille si sviluppa seguendo alternativamente il punto di vista dei personaggi principali (Ward Littel, Pete Bondurant, Wayne Tedrow Jr.) e le comunicazioni secretate tra J. Edgar Hoover e vari agenti e collaboratori dell'FBI. Lo stile di scrittura è frenetico, fatto di periodi brevi ed incalzanti.

Il risultato finale è un angosciante affresco degli Stati Uniti, dipinti come una nazione fortemente influenzata dalle lotte e dalle macchinazioni di differenti gruppi di potere che ricorrono ad ogni mezzo alla loro portata per espandere la propria area di influenza.



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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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 Chuck Palahniuk,
FIGHT CLUB

Il richiamo ad una generazione X sempre più spaesata e individualista, che trova nel collettivo la perpetuazione della propria solitudine: perchè è meglio essere odiati da Dio che trovarsi al cospetto della Sua indifferenza.

 

 Andrea Camilleri,
LA CACCIA AL TESORO

Migliore degli ultimi Montalbano, meno svogliato, ma non più all'altezza dei primi.

 Davide Enia,
ITALIA - BRASILE 3 A 2 

Libretto gustosissimo, che ripercorre la mitica sfida, descrivendo un quadretto familiare molto riuscito, nei suoi riti e nei suoi tic. Racconto lieve ma mai superficiale, accompagnato da una vena ispirata di ironia, perfino nelle note che ci spiegano le regole calcistiche con puntuale leggerezza. 

 

James Ellroy,
IL SANGUE E' RANDAGIO

Completa la trilogia americana. Più toccante e magico dei primi due, dipinge personaggi inediti e tiene alto il ritmo. Degnissima conclusione di una trilogia esplosiva. 859 pagine che corrono via. Per gli appassionati del genere è un libro imperdibile.

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††††

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††††

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FRANCO ALFONSO,
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††

L'esperienza di vita di un bambino di paese che, in un periodo in cui non era facile sognare, aveva un grande sogno: diventare barbiere a Palermo! Un libro genuino che ha molto da insegnare.

  Letti nel 2009:

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†††

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GIANRICO CAROFIGLIO,
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ANDREA CAMILLERI,
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Letti nel 2008:


JAMES ELLROY,
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WU MING 4,
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††


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