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Diario


11 febbraio 2008

E POI SIAMO ARRIVATI ALLA FINE, di JOSHUA FERRIS, edizione Neri Pozza

Leggendo un post di Kalispera, http://kalispera.ilcannocchiale.it/post/1777499.html
mi è venuto in mente un libro, letto un po' di tempo fa.
S'intitola:
E POI SIAMO ARRIVATI ALLA FINE
E' particolare questo libro! Il romanzo d'esordio di JOSHUA FERRIS, americano di Brooklyn.
La storia è ambientata all'interno di un'agenzia pubblicitaria newyorkese e il protagonista è un gruppo di lavoro, il gruppo di lavoro dell'agenzia stessa.
L'io narrante, e questa è la particolarità, è proprio il gruppo, le persone che lavorano per l'agenzia pubblicitaria. All'inizio si fa un po' fatica ad entrare nel ritmo della storia, a rendersi familiari i personaggi (un racconto funziona solitamente su due/tre personaggi ben caratterizzati e un contorno di altri personaggi più sfumati; qui, invece, ci si deve abituare a fare i conti con un intero gruppo).
Pian piano si entra nella mente del gruppo, nella vita nei cubicoli, nelle ansie da licenziamento che toccherà questo o quel personaggio. E allora il lettore sta appeso al racconto, si chiede anche lui chi sarà il prossimo a fare il "volo alla spagnola" (cioè ad essere licenziato), mentre fuori scorre la vita di ogni giorno, in ufficio tutto è pettegolezzo, tutto è ansia da produzione in attesa del volo, che prima o dopo toccherà tutti, fino, appunto, ad arrivare "alla fine".
C'è molto di tutti noi in questo libro, del nostro stile di vita da lavoratori precari, un libro molto interessante nel suo genere, e per questo assolutamente consigliabile.


10 febbraio 2008

Nessun uomo è un'isola

Un mio amico diceva di vedere il mondo come un organismo in cui ogni parte può stare bene solo a patto che anche le altre non soffrano. "Se mi fa male un piede, non posso far finta di niente, il dolore mi arriverà su fino al cervello". Questo diceva.
Se il più sperduto paesino della più lontana nazione è in sofferenza, tutti noi siamo in sofferenza!
E' politica questa? Sì, rispondo io.

Ha senso sentire ancora gente affermare di essere a-politica, di non interessarsi, di non capirci nulla di politica?

Non capirci nulla di politica significa non avere sviluppato la benchè minima idea su cosa, a mio parere, dovrebbe essere il mondo
, su chi sono io in questa società, su di me, quindi.
Si può essere apartitici, forse; ma non apolitici! se solo si hanno delle idee sul mondo e su come vorremmo che fosse.

Dire tutto questo in poesia? Si può.
Lo ha fatto John Donne. Nel '600.
A lui la parola.

John Donne (Londra, 1572 – 31 marzo 1631)



Nessun uomo è un'isola
Nessun uomo è un'isola,

completo in se stesso;
ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.

Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
l'Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.

La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
perché io sono parte dell'umanità.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campana:
Essa suona per te.

(J.Donne)
http://it.wikipedia.org/wiki/John_Donne


9 febbraio 2008

Quindici anni fa, funerali della scorta del giudice Borsellino

Mi è venuto in mente adesso, di fronte a quest'ondata di arresti, a questi successi del nostro Stato finalmente vincente contro la mafia.
Era il 21 luglio del 1992. Eravamo ai funerali, in Cattedrale a Palermo, della scorta del giudice Borsellino. Faceva caldo.


La folla premeva un cordone di poliziotti che sbarravano l'ingresso alla cattedrale già piena di politici. Ogni politico di ogni schieramento era lì, le contestazioni erano fortissime, anche dentro la chiesa.

Io ero in prima fila, come succede per caso. La polizia non ci faceva passare, indietreggiammo. Poi, tutti insieme caricammo. C'erano giovani, come me, ma anche anziani. Ci fecerò passare. Fu una corsa a scavalcare il muro della cattedrale. Nella foga, io e pochi altri rompemmo pure il secondo cordone, quello che doveva proteggere i politici. Mi ritrovai nell'atrio, insieme ai giornalisti che fremevano per cogliere impressioni. Uno di loro, lavorava per IL GIORNO, mi intervistò. Parlai di quella ennesima violenza, vietare i funerali alla folla per proteggere gente che avrebbe preferito uscire dalla porta di servizio, pur di non affrontare la protesta (solo Fini ebbe il coraggio di uscire dalla porta principale). Il giornalista mi chiese il nome, glielo dissi.
Il giorno dopo trovai scritte dichiarazioni che mai hanno fatto e faranno parte del mio pensiero, in favore della pena di morte.

Imparai lì, cos'è l'informazione poco accurata!
E' solo un ricordo. Nessuno mai, tra i ragazzi che piangevano accanto a me, avrebbe pensato che, dopo 15 anni, lo Stato si sarebbe ripreso il suo ruolo di garante dei cittadini onesti contro la mafia.
Grazie ancora agli uomini di buona volontà, che lavorano contro tutto e tutti, lasciando le dichiarazioni di successo ai politici di turno, a cui quei successi non appartengono.
Grazie!


8 febbraio 2008

Presi i boss del nuovo patto Italia-Usa. Lo Stato vince sulla mafia!

Così Bolzoni su Repubblica:
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/operazione-palermo-ny/operazione-palermo-ny/operazione-palermo-ny.html
Il primo nome è quello di Francesco Paolo Augusto Calì, meglio conosciuto a Brooklyn come Frank o Franky Boy. E' considerato l'"ambasciatore" di Cosa Nostra americana nell'impresa di mettere ordine nei rapporti con le "famiglie" di Palermo. Sin dalla fine del 2003 molti mafiosi siciliani sono volati dall'Italia a New York per incontrarlo, per fare business, per riferire proprio a Franky Boy come andavano le cose in Sicilia.
Da più di dieci anni Franky Boy è un "wiseguy", un uomo d'onore della "famiglia" Gambino.

"Frank è amico nostro, è il tutto di là", confidava in una telefonata il mafioso Gianni Nicchi - uno degli uomini d'onore siciliani che hanno fatto la spola fra Palermo e gli States per un commercio di stupefacenti - al suo capomandamento Antonino Rotolo. Era chiaro che "è il tutto di là" voleva dire che era Frank a comandare a New York.

Il "piano" degli Inzerillo di riconquistare Palermo è fallito. I boss della mafia storica siculo-americana sono stati fermati proprio mentre si stavano riorganizzando. Anche loro stessi avevano intuito che non sarebbero andati molto lontano.


Ancora grazie a tutti:
Sono personaggi importanti quelli scivolati nell'indagine della polizia italiana e dell'Fbi, le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate a Palermo dai procuratori Giuseppe Pignatone, Maurizio De Lucia, Domenico Gozo, Roberta Buzzolani, Michele Prestipino, Nino Di Matteo e Guido Lo Forte; a New York i mandati di arresto sono stati ordinati dal procuratore distrettuale.

Link per i video di Repubblica Radio TV
la camera della morte:
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=17015


7 febbraio 2008

Blitz a Palermo e New York, 90 arresti in Cosa Nostra

Bellissima, importantissima notizia!!!

Blitz a Palermo e New York
90 arresti in Cosa Nostra

E' stato arrestato, tra gli altri, il boss Frank Calì, fondamentale anello di congiunzione tra mafia siciliana e americana, esponente di spicco della famiglia Gambino di New York

Operazione "Old Bridge". Nel mirino Inzerillo, Gambino e Di Maggio. Presi uomini che trattavano il rientro in Italia degli sconfitti dai Corleonesi.
Grasso: "Così si ridà fiducia ai cittadini"
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/operazione-palermo-ny/reazioni-grasso/reazioni-grasso.html


E' una notizia, oltre che importante, di quelle che restituiscono fiducia in questo nostro Stato, in uomini che non mollano mai, che non tradiscono, che non promettono ma sanno mantenere, magistrati, SCO, servizi investigativi in genere. Mi verrebbero tanti nomi, ma è giusto non farne per non dimenticare nessuno.
Sono loro la faccia bella dello Stato italiano!


6 febbraio 2008

Se credo in Dio

Un amico mi chiede se credo in Dio.
Più che credere, rispondo, io SPERO in Dio.
La vera questione morale per l'uomo è come conservare una naturale tensione alla moralità, un'etica di fronte alla consapevolezza della sua mortalità. Si vive una volta sola è una frase di cui ci nutriamo fin da giovani ma della quale impariamo presto a non tener conto. Quali orrori, del resto, quali pazzie, potrebbe commettere ognuno di noi in nome del fatto che vivrà solo questa volta, e quale mistero è questo, che ci tiene uniti, seppure non solidali, su questa terra, e che ci fa essere infine comunità.

E' incoscienza e fede.

Ecco, la fede. Fede in una giustizia sovrumana, in una seconda chance, ma eterna questa volta. Le tre virtù teologali, fede, speranza, carità, cuore della vita cristiana, sono questo per me: io spero in un seguito, spero in un dio giusto, spero in un equilibrio divino, ed in questa speranza ho fede, e continuo, nonostante tutto a sperare, e... fa che sia vero, per carità!


6 febbraio 2008

Nell’Italia dei laureati che non sanno scrivere, c'è un mondo in cui ogni giorno la gente scrive e legge!

Un articolo di Michele Smargiassi pubblicato oggi su Repubblica (R2) titola: Nell’Italia dei laureati che non sanno scrivere. L'articolo inquadra appena uno dei tanti aspetti desolanti del decadimento culturale del nostro Paese.

Ma se oggi io dicessi che esiste un micro mondo che va in controtendenza?

Esiste un mondo:
in cui i giovani e i meno giovani scrivono e leggono ogni giorno
in cui ognuno recensisce e consiglia i libri che ha letto
in cui si parla e si solidarizza sulle cose della vita di ogni giorno
in cui uno scrittore che nessuno conosce può pubblicare i suoi pezzi ed essere letto da centinaia di persone
in cui, incredibile pensarlo, si parla di politica senza necessariamente gridarsi addosso
in cui una fascista dichiarata può dialogare con una persona dichiaratamente di sinistra e avere un confronto civile (mi è successo ieri)

Questo mondo esiste!... è il mondo dei blog, una realtà che (altro che antipolitica!) diventa piattaforma di dialogo civile e di confronto su temi importanti o meno, ed in cui, soprattutto, è possibile avere una cifra diversa degli italiani di oggi.


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5 febbraio 2008

Golden Virginia (giallo)

Golden Virginia


giallo  (ma non ho trovato la foto).
Che se proprio devi fumare, almeno rollati un buon tabacco!

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

http://it.wikipedia.org/wiki/Golden_Virginia

Il Golden Virginia è un tabacco da rollaggio prodotto nel Regno Unito dalla Imperial Tobacco e venduto in tutta Europa. È venduto in confezioni da 12,5 g (rare in Italia) , 25g, 40g e 50g (rare in Italia) e nelle varietà:

  • Verde, classica.
  • Gialla, dal sapore più leggero.
  • Arancio, varietà Aroma , introvabile in Italia.

È uno dei marchi più popolari di tabacco da rollaggio in Italia.

Viene prodotto dal 1877.

La sua caratteristica principale sta nel presentarsi come molto fresco, umido e del non essere sminuzzato come il tabacco delle sigarette ma bensì essere in trucioli con una scarsa presenza di ramoscelli e pezzi di foglie spesse.


dalla pagina: http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20060915044935AAYXgxJ

DOMANDA:

E' vero che nei tabacchi "sfusi" (es: Golden Virginia) è assente il catrame?

Miglior risposta - Scelta dal Richiedente

si se lo fumi nella pipa se lo metti nella carta là scatta la molla ed ecco che ti fumi il catrame comunque il catrame del tabacco non è quello che mettono sulle strade è la resina della pianta che fumi e diventa catrame nelle sigarette gia preparate aumenta la dose di "catrame" a causa del loro trattamento almeno credo ciao

Valutazione dell'utente:
4 su 5
Commento del richiedente:
Grazie a tutti per le vostre risposte. Scelgo questa perche' mi da un'idea in piu'..la pipa! :) Grazie ancora!

Altre Risposte

 
  • non lo so, ma basta guardare dietro la confezione, sicuramente c'e' scritto, cmq l'assuefazione del fumo e merito della nicotina, che nelle sigarette industriali e' presente nelle cartine,
    quindi le industrie del tabacco, potrebbero fare a meno benissimo del catrame nel tabacco, perche le sigarette le venderebbero ugualmente, ma io non fumo neanche, quindi non lo so.

  • se lo fumi senza cartine si

(il neretto è mio, ma la discussione mi faceva troppo ridere e ho dovuto metterla in evidenza!)


4 febbraio 2008

Black Google, cosa c'è di vero?

Ho ricevuto oggi questa mail:

TESTO:

LEGGETE BENE, e riflettete... 
Lo sapevate che se la schermata di google fosse nera, considerando la gran quantità di persone che lo usano, si calcola che si risparmierebbero circa 750 megawatt/ora annualmente.
così google ha creato una versione nera chiamata blackle
  www.blackle.com
 con le stesse identiche funzioni della versione in bianco ma con un consumo di energia inferiore.
vi consiglio di salvarlo tra i preferiti, al posto del google classico!
passate l'informazione, anche il minimo conta, no?
. . . l'oceano è davvero fatto di minuscole gocce...
 .....siate gocce, farete la differenza!


così sono andato a vedere questo fantomatico Black Google.

E' un motore di ricerca a sfondo nero, ma non ha nulla a che vedere con Google, nel senso che è  piuttosto un suggerimento su come dovrebbe essere Google per creare risparmio energetico.
L'idea sembrava buona. Così ho provato a capirci di più.

Sono andato su ecoblog.it
http://www.ecoblog.it/post/4120/tutta-la-verita-su-black-google
dove ho potuto capire cosa c'è di vero su black google.

In sintesi, mutare la schermata principale dei vari siti (e non solo Google) da bianco a nero provocherebbe un piccolo risparmio energetico per quegli utenti che possiedono i monitor di vecchia generazione (monitor CRT) ma non per chi possiede un monitor LCD (il 75% degli utenti internet).
Insomma, sembra che il problema non stia tanto nel colore dello schermo, quanto nell'efficienza energetica dei vecchi monitor, che consumano molto di più di un LCD.
Morale della favola, dice Ecoblog: se avete uno schermo CRT cambiatelo. Ricordatevi però di smaltirlo consegnandolo al Comune!



3 febbraio 2008

Il 7 e l'8

Oggi ho visto:

Il 7 e l'8

Un film di Valentino Picone, Salvatore Ficarra, Giambattista Avellino. Con Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Eleonora Abbagnato, Barbara Tabita, Arnoldo Foà, Remo Girone, Consuelo Lupo, Andrea Tidona, Lucia Sardo, Tony Sperandeo. Genere Commedia, colore 93 minuti. - Produzione Italia 2006. - Distribuzione Medusa

Avevo sempre rimandato la visione di questo film; alla fine l'ho trovato a casa di amici e non ho resistito.
Il film è molto leggero, la trama è un pretesto per le gag dei personaggi, Ficarra e Picone, che però caratterizzano un po' troppo, rischiando di diventare macchiette, lontanissime caricature di Totò e Peppino. Tutti gli altri personaggi, attori bravissimi del calibro di Arnoldo Foà o Remo Girone, lo sanno e ci stanno, recitano col sorriso sulle labbra.
Detto questo, ci sono scenette divertenti, e almeno due gradevoli sorprese:
1) il film è girato a Palermo, in una città che rimane molto vera e familiare (talmente tanto che, durante una passeggiata dei due eroi in via Libertà, dietro di loro scorgo... mio padre! Incredibile... non sapeva neanche di essere ripreso)
2) Eleonora Abbagnato,
prima ballerina dell'Etoile di Parigi, è simpatica, palermitana verace, genuina. Davvero una scoperta! Consiglio la visione solo per vederla all'opera (e non all'Operà).

Questa è la sua pagina su MySpace:
http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendID=141865819
leggerla, sembra di leggere la pagina di una tua amica. Forza Eleonora! Forza Palermo!


2 febbraio 2008

Scambio di e-mail su Milan Kundera

From: marco
To: "Francesco"
Sent: Friday, February 01, 2008 3:32 PM
Subject: Re: Milan Kundera - Wikipedia



Kundera insegna molto su quello che è stato il comunismo reale. Lui lo ha dovuto subire in prima persona. La sua scelta di lasciare praga e rifugiarsi in francia è stata comunque molto criticata (secondo me con ignoranza, ed un suo libro s'intitola proprio così).
Lo lessi nel 1991. L'anno dopo decisi di partire per la Cecoslovacchia, che proprio allora aveva deciso di dividersi in due (cechi e slovacchi). Io feci itinerari interni, Praga era già allora una città turistica, proprio per ritrovare le atmosfere dei romanzi di kundera.
Non riuscivo a trovare un suo libro. Conobbi una donna con cui ebbi una storia breve ma carina, che non aveva mai sentito parlare di Kundera. Lei era di Ostrava. Ne rimasi talmente sorpreso che decisi di farglielo leggere.
Così
da Ostrava mi spostai a Praga dove c'erano libri in lingua inglese. Ma in una libreria, ne trovai uno in ceco e lo spedii a lei.
Siamo rimasti in contatto. Era in un mondo molto chiuso. Tempo dopo trovò lavoro presso un'agenzia di viaggi. iniziò a lavorare come guida turistica e uscì dal suo paese sempre più spesso. Comprò i libri di Kundera, divenne una lettrice famelica. A pensarci ancora oggi mi sembra un miracolo della comunicazione, quello che il comunismo aveva negato per anni.
Ecco: questo posso raccontarti di Kundera, ricordi molto personali che vivo ancora adesso con grande affetto.
Ciao, buon week.

Scrive Francesco:

parlami di lui dimmi qualcosa vale la pena leggerlo ?
ora sto leggendo tiziano terzani un altro giro di giostra
mi dispiace che lui si dichiari comunista pur sembrando cosi comprensivo
poi  il giro del giorno in ottanta mondi
l'isola del tesoro di stevenson dove si parla del cannocchiale !!!
un abbraccio francesco 1° febbraio 2008 ore 15,16 venerdi'

----- Original Message ----

From:marco
To: "Francesco"
Sent: Friday, February 01, 2008 2:53 PM
Subject: Re: Milan Kundera - Wikipedia



di Kundera ho letto quasi tutto. Lo amo molto.


Scrive Francesco:



  http://it.wikipedia.org/wiki/Milan_Kundera


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permalink | inviato da ioTocco il 2/2/2008 alle 10:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


1 febbraio 2008

Se i ventenni (6 ventenni) parlano di equilibrio

Una grande sala, pareti scrostate.

Un gruppo rock suona dal vivo, musica ad alto volume. Assi di legno in equilibrio tra panche gremite, pochi camerieri si affannano intorno ai tavoli.

Vito (a Livio) - …il pedone può fare una mossa, la regina un’altra, la torre un’altra ancora e via discorrendo, ma solo il cavallo fa il salto, solo quello. Hai capito?
Margherita - Questi sono bei discorsi, Vito mio, ma noi parlavamo di altro, capisci? Di equilibrio parlavamo, di equilibrio nella vita, e la vita, tu m’insegni, è cosa diversa dagli scacchi.
Vito - Stavate parlando di equilibrio, no?
Margherita - Sì!
Vito - E perché, io di che spacchio parlo?!
Pippo (s’inserisce) - Di che parlate qui?
Vito - Di ‘sta minchia!… mmm… lasciami stare, va’!
Lascia il tavolo.
Pippo - Ma ch’è… nervoso?
Margherita - Non farci caso, parlavamo giusto di quello che manca a lui.
Livio - Di equilibrio parlavamo. Cioè: Margherita mi chiedeva cos’è l’equilibrio, ed io le rispondevo…
Pippo (a Margherita) - Perché?… per te cos’è l’equilibrio.
Livio - …le rispondevo appunto che…
Margherita - Per me l’equilibrio è la possibilità di dare il giusto peso alle cose…
Livio - …che l’equilibrio per me è soprattutto…
Margherita - …non avere perciò una cosa particolare da inseguire o da combattere…
Livio - … è soprattutto, dicevo, un bilanciamento esatto tra pulsioni…
Pippo - Distacco emotivo, allora.
Margherita - Sì, in qualche modo. E per te?
Livio - …tra pulsioni opposte… e vaffanculo allora!
Livio lascia il tavolo.
Pippo - Ma che, hanno tutti il nervoso oggi?
Simone (a Pippo) - Che è, che succede?
Pippo - Ma niente succede! Margherita mi chiedeva cos’è l’equilibrio ed io le rispondevo…
Simone (a Margherita) - Ah, ch’è forte! Io l’equilibrio lo vedo come una serie di rinunce.
Pippo - …le dicevo che l’equilibrio sta…
Margherita - Una serie di rinunce?
Pippo - …sta in… l’equilibrio sta in…
Simone - Una serie di rinunce che ognuno fa per avere qualcosa in cambio.
Margherita - Ho capito: equilibrio al prezzo di rinuncia!
Pippo - Bravi, va’! Continuate voi allora!
Pippo lascia il tavolo.
Nico (s’avvicina) - Ma dove vai, Pippo! Vieni qua… (a Simone) Lo vedi? Non fa altro che sfuggirmi!


MT

Nota bene: il testo contenuto nella presente è sempre protetto da copyright e non può mai essere utilizzato a meno di esplicita ed inequivoca autorizzazione da parte dell'autore.




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1 febbraio 2008

Se i ventenni (6 ventenni) discutono di paternità e maternità

Salotto in casa di Margherita.

Pippo - E’ quasi pronto.
In coro, tutti - Chiudi la porta!
Simone - Entra tutto il fumo, cazzo!
Pippo chiude la porta.
Marietta - Io non l’ho questo istinto di maternità di cui parlate tanto.
Nico - Ancora è presto.
Marietta - A ventun anni può essere presto come no. Ma io proprio non mi ci vedo con un figlio.
Simone - E mica è obbligatorio! Io un figlio lo voglio, ma non è obbligatorio.
Pietro - Lo vuoi o non lo vuoi?
Simone - Lo voglio, ma non per forza.
Pietro - Allora non lo vuoi.
Simone - Non lo voglio, come dici tu!
Stefania - Vi siete chiesti piuttosto perché si vuole un figlio?
Pietro - Questo discorso è assurdo.
Livio (sguardo interessato e presente) - Non capite cosa Stefania voleva dirci. Secondo me...
Nico - Perché dici “non capite” se io ho capito?
Stefania - Dai Nico, smettila! Perché si vuole un figlio? Lo vedete che nessuno sa rispondere…
Vito - Per trasmettere qualcosa di se stessi.
Margherita - Sembra di sentire parlare i nostri genitori; vogliono che i loro figli facciano solo quello che non sono riusciti a fare loro.
Vito - E non è bello? Non è bello che mio padre si aspetti questo da me?
Pietro - Dipende da cosa voleva fare tuo padre.
Vito - L’astronauta!… Certo che sei proprio coglione.
Simone - Secondo me, i figli si fanno per comandare almeno su qualcuno.
Pippo (schiude timidamente la porta) - A tavola...
Tutti - Chiudi quella porta, cazzo!


MT

Nota bene: il testo contenuto nella presente è sempre protetto da copyright e non può mai essere utilizzato a meno di esplicita ed inequivoca autorizzazione da parte dell'autore.




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le stelle potrebbero essere nientemeno che semi del cielo, e in una notte far nascere fiori, uno, per ogni stella caduta. ma io pensavo, che le stelle fossero solo lacrime degli angeli, ed i girasoli, che crescessero così alti per asciugarle di nascosto, nella notte.

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††††

Le anime si scontrano, in questo splendido racconto, in cui ogni personaggio non è casuale, ed ogni azione può essere riletta in sfumature opposte, fino a conclusioni in antitesi tra loro, come quella che porta la sorella di Bèbè, Jeanne, a dire, senza speranza: "A che serve continuare a porsi domande? Facciamo tutto quello che possiamo..."

 

 ERRI DE LUCA,
IL PESO DELLA FARFALLA
††††

Un racconto che mette il lettore alla pari col mondo e lo riporta a una condizione essenziale di uomo. Sorretto da una scrittura un po' ampollosa, ma efficace, scorre lieve e delicato fino all'ultima pagina.

FRANCO ALFONSO,
BARBIERE SI NASCE
††

L'esperienza di vita di un bambino di paese che, in un periodo in cui non era facile sognare, aveva un grande sogno: diventare barbiere a Palermo! Un libro genuino che ha molto da insegnare.

  Letti nel 2009:

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†††

ANDREA CAMILLERI,
LE INCHIESTE DEL COMMISSARIO COLLURA

 

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DANILO "MASO" MASOTTI,
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ANDREA CAMILLERI,
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ANDREA CAMILLERI,
LA DANZA DEL GABBIANO

ANDREA CAMILLERI,
L'ETA' DEL DUBBIO


Letti nel 2008:


JAMES ELLROY,
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††


WU MING,
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††

 
Andrea Camilleri,
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Georges Simenon,
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†††


Andrè Gorz,
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†††

Lettura in corso
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††

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IL CAPO DEI CAPI
††


Fruttero & Lucentini,
LA DONNA DELLA DOMENICA
††††

La mia opinione:
†      passatempo
††    interessante
†††   
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††††  imperdibile

 

 
Giuseppe Di Stefano

il grande Tenore e un incontro del 1993


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TORTA ETNA



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