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Se i ventenni (6 ventenni) discutono di paternità e maternità

Salotto in casa di Margherita.

Pippo - E’ quasi pronto.
In coro, tutti - Chiudi la porta!
Simone - Entra tutto il fumo, cazzo!
Pippo chiude la porta.
Marietta - Io non l’ho questo istinto di maternità di cui parlate tanto.
Nico - Ancora è presto.
Marietta - A ventun anni può essere presto come no. Ma io proprio non mi ci vedo con un figlio.
Simone - E mica è obbligatorio! Io un figlio lo voglio, ma non è obbligatorio.
Pietro - Lo vuoi o non lo vuoi?
Simone - Lo voglio, ma non per forza.
Pietro - Allora non lo vuoi.
Simone - Non lo voglio, come dici tu!
Stefania - Vi siete chiesti piuttosto perché si vuole un figlio?
Pietro - Questo discorso è assurdo.
Livio (sguardo interessato e presente) - Non capite cosa Stefania voleva dirci. Secondo me...
Nico - Perché dici “non capite” se io ho capito?
Stefania - Dai Nico, smettila! Perché si vuole un figlio? Lo vedete che nessuno sa rispondere…
Vito - Per trasmettere qualcosa di se stessi.
Margherita - Sembra di sentire parlare i nostri genitori; vogliono che i loro figli facciano solo quello che non sono riusciti a fare loro.
Vito - E non è bello? Non è bello che mio padre si aspetti questo da me?
Pietro - Dipende da cosa voleva fare tuo padre.
Vito - L’astronauta!… Certo che sei proprio coglione.
Simone - Secondo me, i figli si fanno per comandare almeno su qualcuno.
Pippo (schiude timidamente la porta) - A tavola...
Tutti - Chiudi quella porta, cazzo!


MT

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Pubblicato il 1/2/2008 alle 12.10 nella rubrica Racconti.

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