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Quindici anni fa, funerali della scorta del giudice Borsellino

Mi è venuto in mente adesso, di fronte a quest'ondata di arresti, a questi successi del nostro Stato finalmente vincente contro la mafia.
Era il 21 luglio del 1992. Eravamo ai funerali, in Cattedrale a Palermo, della scorta del giudice Borsellino. Faceva caldo.


La folla premeva un cordone di poliziotti che sbarravano l'ingresso alla cattedrale già piena di politici. Ogni politico di ogni schieramento era lì, le contestazioni erano fortissime, anche dentro la chiesa.

Io ero in prima fila, come succede per caso. La polizia non ci faceva passare, indietreggiammo. Poi, tutti insieme caricammo. C'erano giovani, come me, ma anche anziani. Ci fecerò passare. Fu una corsa a scavalcare il muro della cattedrale. Nella foga, io e pochi altri rompemmo pure il secondo cordone, quello che doveva proteggere i politici. Mi ritrovai nell'atrio, insieme ai giornalisti che fremevano per cogliere impressioni. Uno di loro, lavorava per IL GIORNO, mi intervistò. Parlai di quella ennesima violenza, vietare i funerali alla folla per proteggere gente che avrebbe preferito uscire dalla porta di servizio, pur di non affrontare la protesta (solo Fini ebbe il coraggio di uscire dalla porta principale). Il giornalista mi chiese il nome, glielo dissi.
Il giorno dopo trovai scritte dichiarazioni che mai hanno fatto e faranno parte del mio pensiero, in favore della pena di morte.

Imparai lì, cos'è l'informazione poco accurata!
E' solo un ricordo. Nessuno mai, tra i ragazzi che piangevano accanto a me, avrebbe pensato che, dopo 15 anni, lo Stato si sarebbe ripreso il suo ruolo di garante dei cittadini onesti contro la mafia.
Grazie ancora agli uomini di buona volontà, che lavorano contro tutto e tutti, lasciando le dichiarazioni di successo ai politici di turno, a cui quei successi non appartengono.
Grazie!

Pubblicato il 9/2/2008 alle 0.34 nella rubrica ioTocco news & co..

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