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Il Veltrusconi, ovvero "delle larghe intese"

Sia a destra che a sinistra, in questi giorni, si guarda con sospetto alla inusuale aria da fair play che ha assunto la nuova campagna elettorale.
Tutti lo temono, nessuno lo vuole, ma il governo di larghe intese ha già un nome: il VELTRUSCONI!
E così, c'è chi dice che Berlusconi offrirebbe a Veltroni 4 o 5 ministeri; in alternativa, la presidenza del Senato a uno dei suoi. Veltroni sarebbe pronto a scendere a patti con la destra, gran mischione, grande incazzatura degli elettori di ogni parte.
Io non la penso così. Ecco perchè.
Veltroni e Berlusconi sono due comunicatori di razza pura, fiutano l'aria e restituiscono all'elettore i desideri che l'elettore ha. Al momento hanno capito che un'atmosfera da toni bassi paga. E infatti sta pagando.

Giocano a scacchi: partito unico l'uno, partito unico l'altro. Correre da soli l'uno, correre da soli l'altro. Al momento, pur se in testa nei sondaggi, è Berlusconi ad inseguire. Insegue le idee dell'avversario.


Il Veltrusconi mi sembra assai difficile. Ma alcune generiche intese, quelle no.

Le intese, qualora anche ci fossero, non sarebbero il male assoluto. Il Paese ha un bisogno enorme di dialogo. Ci sono grandi temi, sui quali siamo indietro che, comunque vada, vanno affrontati.

Supponiamo Veltroni ce la facesse (che già ha del miracoloso, per come si era messi), ci andremmo ad arenare di nuovo al Senato, come prima. Essere un unico partito significa decidere in coerenza e responsabilità, ma infine sempre dalle Camere devi passare.


Insomma, l'esigenza di dialogo c'è tutta.

E Veltroni sarà costretto a dialogare con quello che trova, con quello che la sponda opposta gli offre, cioè, per la quinta volta, l'unica cosa che la destra sa esprimere: Berlusconi!


Pubblicato il 14/2/2008 alle 0.1 nella rubrica ioTocco news & co..

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