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A un mese dalle elezioni, un ricordo di Alexander Langer

Consigli su una lettura istruttiva per ogni coscienza civile che si appresta ad eleggere o ad essere eletta



Pubblicato su Romareporter:
http://www.romareporter.it/index.php?sez=articolotuttogue&id=8112

 

A un mese dalle nuove elezioni, devo ancora una volta cercare dentro di me le motivazioni profonde che mi spingano a recarmi a votare. Non è disamore per la politica, piuttosto un sentimento di disgusto per i nostri politici, che si contenderanno ancora l’Italia a suon di promesse vuote e slogan riciclati.

Ho bisogno, dicevo, di ritrovare le ragioni che mi avevano portato ad amare la politica e a riconoscerla come via primaria per il progresso, per il cambiamento e lo sviluppo.

Mi ha soccorso, in questo percorso, un libro, trovato per caso negli scaffali di una nota libreria. Il titolo del libro è: In viaggio con Alex, la vita e gli incontri di Alexander Langer (1946 - 1995) scritto da Fabio Levi ed edito da Feltrinelli.

 

E’ un bel libro, sentito; l’autore ha raccolto decine di testimonianze, documenti, scritti, ed ha percorso tutta l’esistenza di Langer, il suo pensiero, le ragioni umane e politiche, non sempre scindibili, del personaggio. Nella parte centrale, forse, il libro eccede per puntiglio nella ricostruzione del lavoro politico e intellettuale e la lettura si fa un po’ ostica, rallentando la capacità di attenzione.

Ma è una difficoltà che il lettore riesce a superare agevolmente, se solo si lascia affascinare dalla figura di Alex Langer.


Langer è stato, ancor prima che un politico, un uomo di grande coerenza, un mediatore naturale abituato  a muoversi nel conflitto. E’ stato un politico militante, che, come scriveva lui stesso, ha “attraversato le esperienze del pacifismo, della sinistra cristiana, del ’68 (già da grande), dell’estremismo degli anni ’70, del sindacato, della solidarietà con il Cile e con l’America Latina, col Portogallo, con la Palestina, della nuova sinistra, del localismo, del terzomondismo e dell’ecologia”.

Langer lottava con passione per la pace tra i popoli, per l’integrazione tra Nord e Sud del mondo, portando slancio e idee, iniziative concrete e solidarietà. Era caparbio, ma mai ostile; anzi: aveva come dote una grande, quasi unica, capacità di ascolto e di contatto. Era un tessitore di relazioni.

Ma quello che colpisce di più è il suo profondo crederci, la sua buona fede nella politica, che lo ha spinto a consumarsene, a sentire su di sé il peso di responsabilità troppo grandi.

Il suo cruccio, negli anni che hanno preceduto l’atto finale e tragico del suicidio, era quello di non avere fatto abbastanza, di non avere portato a termine le sue missioni.

E’ impossibile, leggendo la storia di quest’uomo esile, miope, fragile eppure tenace, non rivolgere poi lo sguardo alla pochezza dei tanti, troppi protagonisti della scena politica attuale. E’ impossibile, pensando a come Langer e altri uomini come lui hanno inteso il loro mandato politico davvero per il bene dei popoli, non provare disgusto pensando all’affarismo bieco di chi ci ha governato e si prepara a governarci ancora.

Ai nostri politici, che preparano le loro liste candidando gente a caso, solo per poter acchiappare qualche voto in più, consiglio vivamente la lettura di questo libro, istruttivo per ogni coscienza civile che si appresta ad eleggere o ad essere eletta.

 

Per chi non sapesse chi è Alexander Langer, traggo brevi note biografiche da Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Alexander_Langer

 

Alexander Langer, nato a Vipiteno nel 1946 e con profonde radici nel Sud Tirolo, e morto a Firenze nel 1995, è stato un politico ed un giornalista, tra i fondatori del partito dei Verdi italiani e promotore di numerosissime iniziative per la pace, la convivenza, i diritti umani e l’ambiente. Inoltre è stato anche l'ultimo direttore del quotidiano Lotta Continua.

Tra le tematiche al centro della sua attenzione intellettuale e del suo agire politico erano la situazione nell'Alto-Adige ed in particolare il rapporto tra le diverse comunità linguistiche; le problematiche internazionali, il rapporto tra Nord e Sud del mondo, la situazione dei paesi dell'Europa dell'Est e i problemi di convivenza nelle aree di crisi; gli interrogativi sul senso e la dinamica dell'unificazione europea.

Altrettanto fondamentale ed innovativo fu il contributo dato alle tematiche ambientali e al suo movimento, fu tra i fondatori negli anni ottanta del movimento politico dei Verdi in Italia ed in Europa. Viene eletto al Parlamento Europeo per la prima volta nel 1989 divenendo il primo presidente del gruppo parlamentare dei Verdi. Viene rieletto nel 1994.

Langer ha dedicato negli ultimi anni della sua vita un particolare impegno alle ragioni della pace nei territori dell'ex-Jugoslavia segnati da violente guerre civili, in particolare nella Bosnia-Erzegovina, dove in alcuni suoi scritti indicò la necessità dell'intervento della comunità internazionale tramite una forza dell'ONU per far cessare il conflitto.

Il 3 luglio del 1995 si tolse la vita nella campagna toscana, nei pressi di Firenze; ai familiari e agli amici lasciò un breve biglietto che recitava: "Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto.". Riposa nel piccolo cimitero di Telves (BZ), accanto ai suoi genitori.

Pubblicato il 15/3/2008 alle 22.1 nella rubrica visti & riletti.

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