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Manuale per un papà che deve accudire il suo bambino

Oggi non vado a lavorare. Devo rimanere a casa adaccudire mio figlio piccolo con l’influenza. Ciò significa che saremo io e luida soli, e dovremo cavarcela per traghettare la giornata fino alle quattro delpomeriggio, quando arriverà il fratellone da scuola a salvare lui, e la mamma asalvare me.

La giornata ha inizio. Per cavarmela meglio, hopensato di scrivere un piccolo manuale d’uso, non esaustivo, per papà chedevono accudire un bimbo di otto mesi.

 

Capitolo 1

Io e te da soli

Non è la canzone di Mina, è la realtà, la tua realtà.

Tua moglie è andata via sorridente, ti ha detto che ilbambino è autonomo e che lei, quando è con il bambino, riesce a fare un mucchiodi cose durante la mattinata.

Scoprirai che non è vero. Da quando si sveglierà, luisarà la tua appendice, non vorrà stare solo neanche un nanosecondo.

Tra poco sisveglierà, e piangerà come se gli avessero tagliato un dito.

Tutto dipende da te.

Se lo farai sorridere avrà fiducia, e fileranno lisceanche le prossime otto ore.

Se ti guarderà perplesso, se vedrai il labbroinferiore tremolare, se gli lascerai il tempo di chiedersi dov’è la mamma, esoprattutto CHI E’ QUESTO, sei fottuto, preparati a otto ore d’inferno.

 

Dopo averlo spupazzato per convincerlo che ti conosce,che sei quello lì che gira per casa, che quando dice PA-PA non intende direpappa, ma papà (che saresti tu…), è già arrivato il momento del primopannolino.

 

Capitolo 2

Il pannolino

Il pannolino si cambia per due motivi: prevenzione eriduzione del danno.

Prevenzione: il bambino gattona trascinando il bacino,quando lo prendi in braccio senti un peso innaturale, come se attaccato a luivi fosse un palloncino d’acqua. Bene. Devi cambiarlo, ha fatto tanta di quellapipì che se perdi ancora tempo ci trovi dentro un pesce rosso. Chiudi ilpannolino tra le sue linguette adesive e trattalo come un rifiuto speciale. Nonlanciarlo, potrebbe esplodere.

Riduzione del danno: va tutto bene, il bambinosorride, tu sei ottimista sul futuro. D’improvviso ti arriva al naso unsospetto di odore, qualcosa che avevi sentito ma non ricordavi più, e che maiavresti voluto risentire.

Prendilo di peso e corri al fasciatoio. Se saraifortunato (se avevi messo bene il pannolino precedente), non dovrai cominciarea raccoglierla dalla schiena.

In genere si distingue il pericolo in:

Codice bianco - poca cacca e solida

Codice verde - cacca semisolida ancora circoscrivibile

Codice giallo - cacca liquida, tendente allostraripamento

Codice rosso - abbondanti fuoriuscite dal pannolino,culetto arrossato, body marrone, bambino agitato

 

Poni il bambino sul fasciatoio.

Dicesi fasciatoio unrettangolo foderato a trenta/quaranta metri dal livello del mare.

Livello d’attenzione alto. Ti sorprenderà vedere iltuo bambino trasformarsi nel dottor Octopus, con due mani e quattro appendiciper prendere qualunque cosa si trovi nel suo raggio di azione. La lotta dellavita è questa: papà Spiderman contro bambi Octopus! Dovrai usare una mano pertogliergli il pannolino e l’altra per raccogliere tutto quello che viene giù, conuna mano unirai i piedini sollevandolo come un pollo, con l’altra lotterai perstrappargli l’oggetto che ha trovato, quasi sempre un filo collegato allacorrente elettrica (ne trovano sempre uno di cui non sospettavi l’esistenza).

Una volta lavato, dovrai utilizzare la crema all’ossidodi zinco, un nome che solo a sentirlo fa venire in mente aree bonificatedall’arrossamento. Al tatto, la crema di zinco ricorda lo stucco per i muri.Prendi una cazzuola e comincia a stuccare le parti arrossate. Dopo un po’vedrai arrossamenti dappertutto, il bambino avrà già mezzo corpo imbiancato, matu terminerai solo ad esaurimento del barattolo, perché sai che quelloche rimane indurisce e poi si può buttare, e non ti va di sprecarlo. Pulito e incremato,non resta che rimettere un pannolino nuovo. Lo prendi, lo guardi, lo studi percapire qual è il davanti; poi ti prende una strana agitazione: una sorta diconto alla rovescia immaginario ti imporrà di chiudere il pannolino nel piùbreve tempo prima che arrivi un nuovo schizzo di pipì e tu debba ripartire dazero.

A questo punto dovrai rivestirlo. Comincia un’altralotta subdola, un’altra prova: la fila dei bottoncini. Il tuo bambino, comeogni bambino al mondo, ha un vestiario dotato di almeno cinquanta bottoncini aclip. Diversi studi hanno dimostrato che è impossibile azzeccare la chiusuradel primo, quindi inizia una sorta di gioco dell’oca in cui, quasi al termine,ti tocca tornare indietro e riabbottonarli tutti. In queste fasi, il bambinosmette improvvisamente di interessarsi agli oggetti, cosi che tu potresti rilassarti e dedicartiai maledetti bottoncini. Non ti fidare! L’unico neurone che ha nella testa, gliha appena suggerito di buttarsi dal fasciatoio. Lo farà! Devi fermarlo.

Mettiil tuo corpo a chiusura dello spazio, distrailo, evitagli il contatto visivocol pavimento. Soprattutto, non ti distrarre, per nessun motivo.

Il bambino sarà considerato salvo solo alla fine, trale tue braccia.

Complimenti, puoi tornare Peter Parker,adesso!

 

Capitolo 3

La merenda

I vasetti di frutta sono quanto di più rassicurante sipossa trovare in un supermercato. Aprire un vasetto di frutta e sentire quelrumorino di sottovuoto che si infrange fa venire in mente anni di pubblicitàcon bambini sorridenti e mamme felici.

Metti il bavaglino al bambino, assicuralo nella suasdraietta con due giri di cintura di sicurezza, prendi una cucchiaiata di fruttae con ottimismo mira alla bocca.

A quel punto, succederà l’imprevisto: una manata sulcucchiaio, la frutta rimbalza dappertutto, il bambino si gira su se stesso etenta di cappottare con la sdraietta attaccata al corpo. Scopri che quellasostanza dentro il vasetto, chiamata pera, è in realtà una melassa collosacapace di autospalmarsi su ogni tessuto. Consumi un rotolo di scottex perrisanare l’ambiente. Ti togli la maglietta e la getti tra i rifiuticonsiderandola irrecuperabile, trovi una fruit bianca nell’armadio e affrontila battaglia con aria campale: o tu o la pera!

Nonostante tutto sorridi: se lui si accorgerà che seinervoso si renderà conto che non sei la mamma,  e sarà tragedia!

 

Di colpo poi, succede che ti si addormenta tra lebraccia, quando ormai avevi perso le speranze. Torna la pace e lo vedi lì, tranquillo come pochi, sereno, tra le tue braccia. E capisci perché tutto questo non è mai stato un calvario per nessuno, e capisci che raccoglieresti diecimila scottex sporchi di pera collosa, pur di passare del tempo con lui, il tuo bambino.


Pubblicato il 2/4/2008 alle 14.6 nella rubrica Diario.

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