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BloggerOTECA, scaffale 11

SCAFFALE 11



-A-


"L'analisi psicologica ha perduto ogni interesse per me da quando mi sono accorto che l'uomo prova solo ciò che immagina di provare. Di qui la conclusione che l'uomo si immagina di provare quello che prova. Ne ho un esatto esempio con il mio amore: tra amare Laura ed immaginarmi di amarla - tra immaginarmi di amarla meno o amarla meno - quale Dio potrebbe vedere la differenza ? Nel dominio dei sentimenti, il reale non è distinguibile dall'immaginario. E se basta immaginarsi di amare per amare, basta anche dirsi che ci si immagina di amare, quando si ama, per amare subito meno, e persino per distaccarsi in certa maniera dall'oggetto del proprio sentimento - o per distaccarne qualche cristallo. Ma per dirsi questo non occorre forse già amare un po' meno ?
Con un ragionamento simile x, nel mio libro, si affannerà per distaccarsi da Z - e soprattutto si sforzerà di distaccarla da se stesso.
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André Gide - I falsari - Diario di Edouard



Nelle conversazioni con Anna Sergèevna esprimeva più che mai il suo disprezzo indifferente per il romanticismo, e solo a tu per tu con se stesso capiva di essere romantico. Allora fuggiva nel bosco e vi passeggiava a grandi passi rompendo i rami che gli capitavano davanti e mormorando a mezza voce imprecazioni contro lei e contro se stesso. Oppure si nascondeva nella rimessa o nel fienile e, chiudendo ostinatamente gli occhi, cercava di costringersi a dormire, cosa che, naturalmente non sempre gli riusciva. All’improvviso immaginava che quelle braccia caste si sarebbero allacciate, forse, un giorno intorno al suo collo, che quelle labbra orgogliose avrebbero risposto ai suoi baci, che quegli occhi intelligenti si sarebbero fissati con tenerezza, sì con tenerezza, nei suoi, ed era preso da vertigini, si lasciava trasportare per un momento, ma lo sdegno subito divampava di nuovo in lui.
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Ivan Sergeevic Turgenev - Padri e figli


Marceline è seduta a metà sul letto; con una mano scarna si aggrappa alle sbarre; le lenzuola, le sue mani, la sua camicia sono inondate di un fiotto di sangue; il suo volto ne è tutto insudiciato; i suoi occhi sono paurosamente spalancati e anche il più atroce grido di agonia mi spaventerebbe meno del suo silenzio. Cerco sulla sua faccia sudata un angolo ove posare un orrendo bacio, il gusto salino del suo sudore mi resta sulle labbra. Le lavo e le rinfresco la fronte e le gote.......................Non so cosa fare; vorrei chiamare soccorso...la sua mano si aggrappa a me disperatamente, mi trattiene; ah! crede forse che io voglia lasciarla? Mi dice: "Oh, puoi bene aspettare ancora un momento" Vede che voglio parlare. "Non dirmi nulla," soggiunge. "Va tutto bene."
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Andrè Gide - L'immoralista


Il mio interrogatorio è cominciato subito dopo. Il presidente mi ha interpellato con calma e persino, mi è parso, con una sfumatura di cordialità. Mi hanno fatto di nuovo declinare le mie generalità e, malgrado ciò mi indisponesse molto, ho pensato che in fondo era abbastanza naturale, perché sarebbe troppo grave giudicare un uomo al posto di un altro. Poi il presidente ha ricominciato il racconto di quello che avevo fatto, rivolgendosi a me ogni tre frasi per domandare: "E' proprio così?" e ogni volta ho risposto: "Sì, signor presidente" secondo le istruzioni dell'avvocato. Questo ha durato molto perchè il presidente era molto minuzioso nella sua relazione. Durante tutto questo tempo i giornalisti scrivevano. Io sentivo gli sguardi del più giovane tra di loro e della donnina automatica.
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Albert Camus - Lo straniero


Era tutto uno strano gioco. La stranezza era ad esempio nel fatto che il giovane, pur immedesimandosi a meraviglia nella parte del guidatore sconosciuto, non cessava di vedere nell'autostoppista la sua ragazza. Ed era proprio questo a tormentarlo; vedeva la sua ragazza intenta a sedurre uno sconosciuto, e aveva l'amaro privilegio di essere lì presente; di vedere da vicino come lei si comportava e cosa diceva quando lo tradiva (quando lo aveva tradito, quando lo avrebbe tradito); aveva il paradossale onore di essere lui stesso l'oggetto della sua infedeltà.
La cosa peggiore era che, più che amarla, l'adorava, gli era sempre sembrato che l'essere di lei fosse reale solo entro i confini della fedeltà e della purezza, e che al di là di quei confini lei semplicemente non esistesse; al di là di quei confini lei avrebbe cessato di essere se stessa, come l'acqua cessa di essere acqua superato il confine del punto di ebollizione. Adesso che la vedeva superare con naturale eleganza quello spaventevole confine, lo invase la rabbia.
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Milan Kundera - Amori ridicoli - Il falso autostop


Stanotte ho sognato Miriam. Indossava una lunga veste bianca che da lontano sembrava una camicia da notte, avanzava lungo la spiaggia, le onde erano spaventosamente alte e si frangevano in silenzio, doveva essere la spiaggia di Biarritz, ma era completamente deserta, io stavo seduto su una poltrona a sdraio, la prima di un'interminabile fila di poltrone deserte, ma forse era un'altra spiaggia, e le ho fatto cenno col braccio invitandola a sedersi, ma lei ha continuato a camminare come non si fosse accorta di me, guardando fisso in avanti, e quando mi è passata vicino mi ha investito una folata di aria gelida, come un alone che si portava dietro: e allora, con lo stupore senza sorpresa dei sogni, ho capito che era morta.
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Antonio Tabucchi - Piccoli equivoci senza importanza - Rebus


Fu in quella scuola che la bambina ebbe la possibilità di gettare le basi del suo sapere, senonché dopo averci passato un sol giorno ella si diede a protestare contro le sue leggi, e allora venne lasciata a casa. Cosa che non le impediva però, nei giorni di settembre, quando le finestre della scuola erano aperte, di sentire il brusio delle voci infantili che dentro la scuola andavano ripetendo i numeri della tavola pitagorica, il che le dava una certa fierezza per la libertà raggiunta, e anche la umiliava per esserne esclusa. Le basi della cultura furono realmente gittate nell'ozio della casa della nonna, dove, siccome non c'era anima che si desse la pena di aprire un libro, così poteva usufruire a suo piacimento della biblioteca ricca di volumi dalle splendide rilegature.. (......)Isabel Archer era una ragazza dalle molte teorie e dall'immaginazione abbastanza fervida. Il possedere un'intelligenza più viva della gente in mezzo alla quale era stata allevata, l'avere una più larga percezione dei fatti e l'essere bramosa di acquistarsi una conoscenza non comune era stato un suo privilegio. Nella cerchia delle sue conoscenze passava per una ragazza di straordinaria profondità, poiché quella brava gente non sapeva trattenersi dall'ammirare uno spirito del quale non arrivava a misurare l'ampiezza, e parlava di Isabel come di un prodigio di sapere, di una creatura che aveva letto i classici, in buone traduzioni.
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Henry James - Ritratto di signora


Gabri


Il generale cominciò a prepararsi. Si vestì da solo. Tirò fuori
dall'armadio l'uniforme di gala e la fissò a lungo. Non
l'aveva più indossata da una decina d'anni. Aprì un cassetto ,
cercò le sue decorazioni e si soffermò a guardare le medaglie al merito custodite in astucci foderati di seta rossa, verde e bianca. Mentre palpava le medaglie di bronzo, d'oro e d'argento, vedeva una testa di ponte lungo il Dnepr, una parata militare a Vienna, un ricevimento al Castello di Buda. Alzò le spalle. Cosa gli aveva dato la vita? Doveri e vanità (...)
Si accostò alla finestra e aprì le persiane; l'ospite era già in viaggio verso il castello.
(...) Immobile, con volto inespressivo, rimase a guardare la vettura che si avvicinava, quindi socchiuse un occhio, come fa il cacciatore quando prende la mira.
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LE BRACI - SANDOR MARAI

Pubblicato il 4/6/2008 alle 12.19 nella rubrica BloggerOTECA.

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