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ORNELA VORPSI, LA MANO CHE NON MORDI

Questo blog, già da tempo, offre alcuni servizi bonsai: la bloggerOTECA, i consigli di lettura, il mini motore di ricerca Wikipedia, le notizie in pillole, i collegamenti a quotidiani e la guida TV. Il tutto è facilmente reperibile nelle due colonne ai lati dei post principali.
Nella colonna di sinistra, in particolare, scrivo delle minirecensioni sui libri che leggo nel corso dell'anno, a cui do anche dei giudizi, personalissimi, di gradimento:
†      passatempo
††    interessante
†††   
da leggere
††††  imperdibile


Ma stavolta vorrei soffermarmi un attimo su di un racconto, che non merita soltanto di essere incolonnato con gli altri.



I proverbi sono sunti di saggezza. Quando sono cinesi, poi, sono portatori di una cultura secolare.
Un proverbio cinese dice:
devi baciare la mano che non puoi mordere.
Il racconto di
Ornela Vorpsi bacia per mordere. La sua scrittura è delicata, ma ugualmente graffia, lascia segni sulla pelle senza fare male, perchè il malessere è interiore, è negli spazi vuoti, nelle interlinee.
La mano che non mordi è un racconto sullo sradicamento; prende avvio da un viaggio nei balcani, un posto da cui tutti vorrebbero andar via. Ma chi va via lasciando le sue radici non va mai via del tutto.
Chi vive senza radici diventa VERDE, vive spaesato, è di un altro paese, condannato ovunque ad essere straniero.

Einaudi € 8,80 86 pagg.

Pubblicato il 28/7/2008 alle 11.25 nella rubrica visti & riletti.

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