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Il voto a scuola e i sistemi educativi del tempo che fu

La ministra Gelmini ha deciso di reintrodurre il voto a scuola: non più quei giudizi come sufficiente, mediocre, buono, ottimo, ma numeri, con valore universale in una scala da 1 a 10.

Mi ricordo di quel giudizio che davano alla scuola media:
DISTINTO. Non capivo cosa significava, ma calcolavo che stava tra Buono e Ottimo, quindi non doveva essere poi una parolaccia.

Invece, i voti tutti li comprendono: o vali 3, oppure vali 8. 7 è meno di 9 ma è meglio di 6.

Se alle medie avevo i giudizi, alle scuole elementari, invece, c'erano ancora i voti.

Mio padre aveva deciso di
premiare i nostri voti con moneta sonante (erano i sistemi educativi di quel tempo, metà anni 70), ed aveva strutturato una graduatoria vera e propria:

il 10 era ripagato con una carta da
500 lire (un'ambizione che avrebbe portato chiunque alla felicità!)
il
9 valeva 300 lire
l'
8 era quotato 200 lire
il
7 voleva dire lire 100
il
6 cinquanta lire

Poi c'era una nota:
se la maestra scrive VISTO, venti lire.

E sì!... perchè a volte la maestra scriveva sul foglio solo una grande V, che poi seppi significava Visto. Senza voto. E ci si rimaneva talmente male che mio padre decise, in qualche modo, di premiare anche la V grande.
Con venti lire ci prendevi due volte l'ascensore, del resto!!!


Pubblicato il 1/9/2008 alle 9.37 nella rubrica Diario.

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