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Ricordi di lavoro

Come sempre, andando in giro per blog e lasciando commenti, trovo lo spunto per rammentare cose che credevo sepolte.
E così, commentando un post sul blog di Nily, mi è venuta in mente la figura di un capo, uno dei primi che ho incontrato nella mia carriera lavorativa.


Era il 1995, lavoravo per l'Istituto Valdese di Palermo. I Valdesi, si sa, sono sempre molto impegnati nel sociale, costruiscono scuole eccellenti e servizi sociali innovativi.
Io sperimentavo la figura dell'educatore domiciliare, all'epoca poco conosciuta.
Seguivo bambini con vissuti pesantissimi e situazioni a forte rischio, e ogni fine giornata tornavo al gruppo di colleghi, dove il capo cercava di tirare le fila di tutte le schifezze a cui avevamo assistito.
Il lavoro era pesante soprattutto per le nostre teste, ovvio. Io ero agli inizi, e mi stavo facendo, come si dice, le ossa.
Dopo un anno di lavoro intenso, presi un treno e lasciai tutto. Avevo il mondo davanti e molta voglia di conoscere e sperimentare
Prima di partire mi licenziai, e comunicai al mio capo che lasciavo il lavoro:
“Hai lavorato bene, mi disse, ma ugualmente di te non si ricorderà nessuno nè nessuno ti rimpiangerà mai."
"perchè?" gli chiesi.
"Perchè non ne abbiamo il tempo!”

Figo eh? Sapevo che aveva ragione. Del resto, l’ho sempre stimato per la sua schiettezza.
E so che lui stimava me.
Di quell'anno di lavoro, è questo il ricordo che mi è rimasto più impresso.


Approfitto di questo post per ringraziare tutti: 30000 click! Grazie a chi passa, a chi legge, a chi commenta. Io continuo a mettercela tutta ;)


Pubblicato il 26/9/2008 alle 8.43 nella rubrica Diario.

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