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Gelmini, ovvero "dell'Italia che non manda giù la pillola della complessità"

Oggi ho partecipato alla riunione della scuola di mio figlio, dove il corpo docenti ci aveva invitati per discutere della riforma Gelmini. La quale riforma veniva frattanto votata sotto fiducia in Parlamento. Blindata, quindi.





C'era molta "sfiducia", al contrario, tra genitori e insegnanti: il maestro unico sarà un tuttologo che dovrà governare classi da 30 bambini (minimo). Il tempo pieno sarà garantito con una sorta di doposcuola, dove l'attività didattica lascerà il posto alla custodia. I circoli con meno di 500 bambini saranno chiusi e, a parte la perdita del lavoro per molti (80.000 persone circa), la scuola vicino casa non sarà più un diritto.
Ma forse è la scuola pubblica a non essere più pensata come diritto, con questo modello che guarda più alle Fondazioni ed ai soldi dei privati.
Questo ed altro, e l'altro non è certo meglio del "questo". Lo ometto solo per non essere prolisso.



Dice che si deve ESSENZIALIZZARE la scuola. ESSENZIALIZZARE. Questa la parola che viene utilizzata per dare un corpo teorico a quelli che, lo vediamo tutti, sono TAGLI.
E poi si deve semplificare: in nome di una semplicità maggiore si torna al voto, la misurazione della preparazione -  con 6 sei dentro, con 4 sei fuori. Misurazione.
Prima si davano giudizi, c'era una valutazione sul bambino e su ciò che si poteva fare per la sua preparazione. Ora si misura.
E' più semplice. Peccato che la società sia più complessa, e semplificare gli strumenti non aggiunge valore.

Ma la semplificazione piace. E così vengono idee nuove, come quella di mettere insieme i bambini stranieri che non parlano bene l'italiano. Tutti in una classe, dice Maroni. Per l'integrazione ripassate dopo.

Davanti alla scuola le mamme si confrontano su questi temi. Le due che parlano con me sono favorevoli alla proposta di Maroni. Sarà perchè il cartello fuori dice che ci sono i pidocchi, e loro son convinte che i pidocchi vengano dal ricciolo extracomunitario.
Una signora azzarda a dire che da piccola anche lei aveva i pidocchi. Pidocchi made in Italy. La sua versione complica la visione delle altre mamme: tutti in una classe, a imparare l'italiano e spulciarsi tra di loro. Tornino quando saranno più puliti e più italianizzati.
Semplice no?


Non ci fossero affatto, gli stranieri...
E già, dico loro: ma poi come faremmo. Se la scuola è composta da 200 bambini stranieri su 500, voglio dire... senza i 200 stranieri la scuola chiuderebbe.
Gelmini non docet.

La realtà è maledettamente complessa.


Pubblicato il 7/10/2008 alle 22.16 nella rubrica ioTocco news & co..

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