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Lettera di Oliver Stone su Repubblica - da leggere!

... avrei potuto scriverla io stesso.



caro mr. bush, che sollievo lei non sarà più presidente

Repubblica — 04 novembre 2008

Gentile signor Bush, mentre cerco di scrivere questa lettera mi sento come lei a una delle sue leggendarie conferenze stampa: non so cosa dire. Se non quello che è ovvio: provo un enorme senso di sollievo in vista del fatto che lei non sarà più presidente degli Stati Uniti. L' America è una nazione che concede una terza, e anche una quarta occasione, ma per fortuna non è così nel suo caso. Qualche anno fa non sarei nemmeno stato in grado di comporre una simile missiva. Quando lei lanciò la guerra in Iraq ne fui estremamente turbato, specialmente se si considera che sono un veterano del Vietnam, perché vedevo ripetersi la storia. Una delle ragioni per cui feci il film Alexander era per potermene andare da questo paese e allontanarmi dalla sua politica. Ma nel frattempo ho imparato a mettere da parte i miei sentimenti, per quanto spiacevoli. E così sono stato in grado di mettermi nei suoi panni e fare un film su di lei. E ci creda o no, sono riuscito a esorcizzare qualche demone. Ma questo ha cambiato la mia opinione su di lei? Senz' altro no. Mi hanno chiesto che genere di raccomandazioni avrei per lei ora che sta lasciando il suo incarico. E la prima cosa che mi passa in mente è lei in tribunale, o lei a rispondere sul banco dei testimoni, in altre parole lei perseguitato per lungo tempo dall' ombra dei suoi crimini, come nei Miserabili o nei romanzi di Dostojevskij, fino al giorno in cui aprirà gli occhi su se stesso. Lei, a mio parere, ha violato la legge. Lei ha mentito e occultato. Il suo peccato più grande è stato politicizzare e sfruttare l' attacco dell' 11 settembre per i suoi fini. Lei si è comportato come se il suo potere fosse permanente, come se fosse re Giorgio IV. E i danni che ha prodotto non se ne andranno via in un anno. Avendo un ego smisurato, forse le piacerà l' idea che parleremo ancora di lei di qui a trent' anni. O che il suo impatto sarà molto più forte di quello che hanno lasciato Reagan o Nixon. In verità, lei ha cambiato il nostro paese più o meno quanto Napoleone cambiò la Francia. I miei nipotini vedranno ancora gli effetti delle sue politiche. E chiunque sarà il prossimo presidente rimarrà nella sua ombra per lungo, lungo tempo. Naturalmente io spero che sarà Obama, e che sarà in grado di mantenere le sue inclinazioni riformiste. Ma il suo compito sarà difficile come le dodici fatiche di Ercole. Ma non potrebbe aver fatto almeno qualcosa di positivo? Una sola singola cosa? Quando nel 1960 chiesero a Eisenhower in che modo Richard Nixon, che era stato suo vicepresidente per otto anni, avesse contribuito alla sua azione politica, disse: «Datemi una settimana di tempo e ne riparliamo». Può lei aver fatto di peggio? Sì. E se le fosse andata meglio in Iraq? Allora forse sarebbe stato molto più aggressivo verso l' Iran. E forse contro il Venezuela, forse perfino contro Cuba. Da questo punto di vista, in realtà, siamo stati abbastanza fortunati. Ma c' è comunque anche l' uomo George W. Bush, e non il presidente. Avrei potuto incontrarla molti anni fa, quando tutti e due frequentavamo l' Università di Yale. Ma penso che già allora lei non mi sarebbe andato a genio. Era più uno da confraternite universitarie e mi sembra che l' abbia sempre pensata diversamente da me. Probabilmente se fosse andato personalmente in Vietnam, non avrebbe mai cominciato la sua guerra. E forse avrebbe messo in discussione il suo ego. Ma lei non ha mai riconosciuto i suoi errori. Perciò perfino adesso, dopo aver cacciato i miei demoni su di lei, farei molta fatica a immaginare di bere un bicchiere insieme a lei. Certo, è una nota cupa con cui terminare una lettera. Dopo tutto, nel profondo del cuore, io resto un ottimista. Tutti dobbiamo evolverci, se vogliamo sopravvivere. Perfino lei. Come disse una volta Theodore Roethke: «È nel momento dell' oscurità che l' occhio comincia a vedere». © IFA, 2008 (Traduzione di Fabio Galimberti) -
OLIVER STONE

Pubblicato il 6/11/2008 alle 9.30 nella rubrica ioTocco news & co..

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