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L'impegno politico ai tempi di Facebook



L'onda in piena travolge tutti: è la Facebook mania.
La comunicazione è veloce (con la chat addirittura istantanea), e la comunità di "amici" può farsi davvero immensa. Ogni giorno arriva qualcosa come una cinquantina di notificazioni che riempiono le mail e ci fanno sentire fortemente connessi.
Ho scoperto amici e amiche che non credevo di avere e ritrovato, con piacere sincero, persone del mio passato, con cui scambiare un: "oilà, anche tu qui?"
E poi ci sono i gruppi, da quelli "di cazzeggio puro" a quelli più impegnati:
Ad esempio
I rifiuti intelligenti,
Che Guevara t.v.b. .,
Quelli che non hanno mai abbracciato George W. Bush e ne sono fieri.,
Per RICORDARE,
Salva i Blog! Contro il DDL anti-Blog presente alla Camera (DdL C. 1269),
Ex Alunni Liceo Classico Statale Giuseppe Garibaldi Palermo,


Ai gruppi o alle cause di cazzeggio non ho alcun problema a iscrivermi, con un click sono annesso a cose fantastiche, da cui mi cancello con un altro click.
L'ultimo frequentato?

ASSOCIAZIONE DONATORI D'ORGASMO :-)

Ma i gruppi seri?
Supponiamo che uno ti inviti a diventare fan di
Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli altri eroi
Io mi blocco, non ce la faccio.
Che significa: "e gli altri eroi? chi sono? Hanno nomi? ...e poi, che significa diventare fan?
Cos'è? Vasco Rossi?

La discussione politica ai tempi di Facebook si banalizza.
I dibattiti si svolgono dentro questo contenitore del tutto e niente, dove le idee non sono approfondite, segno dei tempi, un SMS del cervello.
I gruppi badano alle adesioni: quanti siamo? Quanti sono gli altri? Chi vince?

Il fenomeno Facebook, evidentemente, deve fare il suo corso. Finirà, come ogni moda.

Pubblicato il 1/12/2008 alle 11.10 nella rubrica ioTocco news & co..

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