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non è stata concessa nemmeno la pietà

Dopo l'annuncio di un decreto lanciato per suscitare clamore. Quel clamore necessario a sopire altri clamori, chissà.

Dopo le offese, dopo la profonda irragionevolezza di questi tempi, e il solito cattivissimo esempio dei nostri politici, cosa resterà?

Non una buona legge sul testamento biologico, purtroppo. Sarà la solita poltiglia confessionale; siamo o non siamo il Paese della Chiesa? Quella Chiesa che considera sacra la Vita, ma non si è mai spesa per combattere nessuna delle stragi d'innocenti cui ha storicamente assistito. Che si spende così tanto per combattere il degrado del mondo, ma dimentica lo sporco di casa sua.

Dopo tutto ciò, vorremmo rimanesse solo silenzio, almeno intorno ad una famiglia a cui non è stato risparmiato nulla, a cui non è stata concessa nemmeno la pietà.


traggo da Repubblica (10 febbraio 2009   pagina 28) il commento di Michele Serra

Si vorrebbe e si dovrebbe tacere, ma proprio non ce la si fa. Anche perché tacere, di fronte alle urla e agli insulti altrui, rischia di sembrare una diserzione. E dunque: leggo le scritte "Beppino boia" tracciate sui muri da fanatici dementi, e ritrasmesse da un paio di telegiornali (potevano risparmiarselo: non sempre la merda è una notizia). Leggo la dichiarazione di un anziano attore (del quale taccio il nome perché mi vergogno per lui) al quale il signor Englaro "ricorda il conte Ugolino". Mi chiedo da quale spelonca arrivino questi pensieri mostruosi; se e quanto riflettano una mostruosità solamente rimossa per pochi decenni, ma presente da sempre nelle viscere di un paese ignorante e bigotto; se e quanto siano invece il frutto di una mostruosità tutta nuova, prodotta dall' incrocio venefico tra vecchie incrostazioni reazionarie e il modernissimo abuso mediatico della parola anche da parte di chi non ne conosce il significato e il peso; infine se non abbia confidato troppo, il signor Englaro, nelle capacità morali e legali di un paese sostanzialmente immorale e illegale. Esporsi al giudizio di una comunità è un atto nobile e umile, ma se la comunità è così fortemente dominata dalla menzogna e dalla superstizione, quanto vale il suo giudizio? Antigone ebbe il privilegio di ribellarsi alle leggi. Ma come ci si ribella all' illegalità?

MICHELE SERRA

Pubblicato il 11/2/2009 alle 10.31 nella rubrica ioTocco news & co..

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